UN CONSIGLIO COMUNALE CHE PASSERÁ ALLA STORIA-foto/video

Un Consiglio comunale che passerà alla storia, quello del 12 marzo, non per le famose “idi” di romana memoria che decretarono la dipartita di Cesare, bensì per la decisione del sindaco Sergio Povia di querelare per diffamazione aggravata e calunnia il consigliere Enzo Cuscito e coloro che attraverso un manifesto della coalizione “Per il bene comune” hanno denunciato pubblicamente il conflitto di interessi esistente fra alcuni amministratori e settori economici privati (“CONFLITTO DI INTERESSI, SI APRONO SCENARI INQUIETANTI”).
A sostegno della tesi anche commenti postati sul profilo di facebook del consigliere Cuscito, utilizzati per avvalorare la sua “disponibilità” a ricevere querele.
E in tema di denunce per diffamazione si ricorda nella prima delle Amministrazioni Povia quella che l’intera Giunta indirizzò all’allora direttore di “Gioia Oggi” Filippo Donvito, attualmente assessore ai Servizi sociali, allo Sport e alla Comunicazione, oltre quella rivolta dal sindaco Piero Longo a Paolo Covella per un articolo pubblicato su Gioia Democratica. Anche Donato Stoppini ha avuto questo “onore”, a querelarlo fu l’allora assessore Erasmo Mancino.
Il sospetto che con tali decisioni si voglia “intimidire” i dissidenti e rendere più aspro il confronto, prende corpo e si propaga in rete fin dal momento in cui la notizia si diffonde (IL SINDACO SERGIO POVIA HA QUERELATO ENZO CUSCITO).
Confronto tra l’altro alimentato più che dai commenti anonimi (e non) sui blog, dalle stesse esternazioni pubblicate sul sito facebook del Comune, oscurate con la recente soppressione della linea diretta, che parrebbe ripristinata in queste ore.
Chiusi i lavori per “pausa pranzo”, la ripresa del Consiglio comunale, attesa per le 15.30, viene procrastinata alle 18.30 a seguito di una riunione dei capi gruppo per discutere delle modifiche da apportare allo statuto comunale.
In attesa della modifica dell’articolo 67 – fondamentale per la composizione della Commissione che valuterà l’ammissibilità del referendum abrogativo della delibera di Giunta che esternalizza entrate e tributi -, un nutrito gruppo di cittadini riunitosi in sala consiliare assiste alle discussioni che le varie modifiche generano.
Sin dalle prime battute si comprende che per approvare le modifiche allo statuto è necessario che un terzo dei consiglieri voti a favore, ovvero 11 su 17, e che pur non essendo tutta la minoranza e parte della maggioranza d’accordo sulle modifiche da apportare agli articoli 9, 32 e 40, le stesse “devono” necessariamente passare.
La discussione si anima nel momento in cui il consigliere Gianni Vasco si oppone alla decisione di “cancellare con un colpo di spugna la dirigenza per affidarla a figure apicali individuate tra i dipendenti del Comune laureati” i quali avranno funzioni di coordinatori. Nel Comune che oggi annovera due dirigenti esterni (il dottor Dioguardi e l’ingegner Laruccia), i dipendenti rivestirebbero l’incarico con pari responsabilità e stipendi inferiori, rendendo così meno “appetibili” – come emerso nella discussione -, gli incarichi a dirigenti esterni invitati tramite avviso pubblico per le specifiche funzioni non individuabili tra i dipendenti del Comune, ad esempio quella dell’ingegnere comunale.
“Si tratta di una modifica che si ripercuote sulla pianta organica e contiene una contraddizione di fondo – continua Vasco – in quanto il Comune non ha la possibilità di individuare professionalità in grado di dirigere i settori.”
“Con questa delibera – conferma Cuscito – modifichiamo la struttura organica. Nel Consiglio del 24 ottobre 2012 ne discutemmo, è una scelta dettata da motivi politici ed economici su cui bisogna riflettere. Non c’è motivo di aver fretta, possiamo riflettere… I dirigenti sono oggi pagati da fondi in bilancio, modificando l’articolo si attingerà al fondo per il personale, occorrerà rivedere anche le posizioni organizzative…”.
Mastrangelo pur votando a favore, analizza i punti di debolezza della modifica apportata, fugando ogni dubbio su un provvedimento da più parti inteso come clientelare.
“Atteso che la figura apicale è l’unico strumento che le norme attuali consentono di utilizzare per individuare i centri di responsabilità amministrativa, l’unica alternativa è il ricorso alla mobilità che potrebbe non portare le “eccellenze” a Gioia, anche perché già accaparrate con contratti più vantaggiosi da altri comuni. E’ più opportuno responsabilizzare i dipendenti che già abbiamo e che se sbagliano o non raggiungono gli obiettivi possono sempre essere rimossi dalle posizioni apicali. Questa proposta, per altro, fu presentata quando era sindaco Longo dal consigliere Lamanna.”
Per Martucci la modifica va apportata anche in virtù di quanto determinato in Consiglio in proposito a fine 2012.
Un altro punto su cui si sofferma il consigliere Vasco è l’integrazione dei compiti di assistenza giuridico amministrativa per il Segretario comunale.
“Non è normale che per adeguare lo statuto facciamo ricorso al regolamento, dovrebbe essere lo statuto a dettare i contenuti del regolamento e non il contrario.”
Sulle modifiche all’articolo 32 – ovvero sulla possibilità di delegare le funzioni del sindaco o parte di esse a consiglieri tramite deleghe intese quali “precipui incarichi per attività istruttorie di indirizzo e coordinamento”, Johnny Mastrangelo esprime le sue perplessità.
A suo avviso alcune competenze come Urbanistica, Lavori pubblici, Tributi non possono essere delegate, essendo la spina dorsale dell’economia e di stretta competenza politica del sindaco e degli assessori i cui atti devono essere controllati dai consiglieri e non affidati agli stessi.
Il sindaco dissente. “Le deleghe non sono mai abbastanza, è scontato che devo affidare incarichi a esperti in diritto, economia e commercio, edilizia, a chi ha le competenze. Personalmente – continua Povia – le darei anche a consiglieri dell’opposizione. Se poi lo stesso consigliere vota contro un provvedimento, ciò non implica la sua competenza. Nell’Aro ogni comune metterà i suoi dirigenti, una delega o due devono essere garantite a chi ne sa di più”.
Vasco evidenzia i rischi di tale assunto e auspica che la delega sia a progetto e a tempo determinato, ma il sindaco non è d’accordo.
“Cosa facciamo? Oggi diamo la delega, poi termina l’emergenza e la ritiriamo? Non ha senso…”
Sui punti 40, 55, 60, 73 e 74 si vota senza particolari problemi, giunti al 67 Lucilla afferma che tale modifica è un atto dovuto non una “concessione”, come lasciato intendere dal consigliere Falcone, in quanto “…questa discussione andava affrontata entro i 120 giorni dall’emanazione della norma per adeguarsi alla legge che ha previsto la soppressione della figura del difensore civico. Io non ero in Consiglio all’epoca. Perché non si è fatto allora?”
Falcone, infatti, nei suoi interventi ha più volte sottolineato la correttezza dei consiglieri di maggioranza affinchè il provvedimento passasse e il referendum potesse essere valutato.
Anche De Leonardis motiva le sue astensioni, approvando solo quanto a suo avviso necessario.
Tornando all’articolo 67, la modifica approvata dai capi gruppo nelle tre ore di sospensione prevede che la Commissione che andrà a valutare la proposta referendaria sia presieduta dal giudice di pace o da un magistrato nominato dal tribunale o da un avvocato nominato dall’ordine degli avvocati. Gli altri due esperti saranno eletti a scrutinio segreto e con unico voto dai consiglieri. A seguito dell’approvazione delle modifiche allo statuto comunale si dovrà sospendere il termine dei 60 giorni, in quanto ne occorrono trenta di affissione all’albo pretorio per rendere il provvedimento esecutivo, se invece ci saranno osservazioni o contro deduzioni, si tornerà a discuterne in Consiglio.
Il sindaco tiene a precisare che tale sospensione, in realtà, non è scritta da nessuna parte.
Quindi su richiesta del consigliere Erasmo Mancino si decide di interrompere la seduta alle 20.05 e rimandare i restanti punti al prossimo Consiglio, la motivazione addotta è un eccesso di stanchezza.
Nelle retrovie si commenta che più che la stanchezza potrebbe essere la partita Milan – Barcellona a dettare il rinvio e che le tre ore di “pausa” in camera caritatis comunque pagate alla ditta che registra il Consiglio, potevano essere “ridotte”.
Ora resta da chiedersi se a fronte dello slittamento della data del 6 aprile per l’ammissibilità del referendum a causa delle modifiche apportate allo statuto comunale, seguirà una sospensione anche per l’apertura delle buste delle società interessate e dell’assegnazione del bando, oggetto del ricorso al referendum e di possibili, futuri contenziosi in caso di assegnazione prima che ne venga verificata l’ammissibilità.
Si ringrazia Cataldo Liuzzi per la collaborazione fotografica.
Qui sotto possiamo finalmente pubblicare ed ascoltare, grazie all’aiuto di un nostro anonimo lettore (ganzo il suo nickname), il video dove poter ascoltare le motivazioni addotte dal sindaco Sergio Povia in merito alla sua querela sporta nei confronti del consigliere di minoranza Enzo Cuscito. Il suo intervento è individuabile spostando la barra della durata dopo 1h 09′ e 50″. Ascoltate in modo particolare la sua domanda, rivolta non si capisce bene a chi, di cosa pensasse e su come era andato il suo intervento (1h 20′ 50″). Buon ascolto a tutti.