INUSUALE MERCATINO VINTAGE IN UN CHIOSTRO GREMITO-foto

L’Assessorato alle politiche giovanili affidato a Giuseppe Lenin Masi continua a stupire ospitando in luoghi non esattamente canonici – è il caso del Chiostro comunale – eventi inusuali e originali che a sorpresa ben si coniugano con la vetustà del palazzo di città.
Si è passati dalla ventata “Rock” che ha fatto rabbrividire i benpensanti nei mesi scorsi (“CHIAMATA ALLE ARTI” DEI “GIOVANI A SUD EST”), al mercatino vintage di domenica 24 marzo, che solo vintage non è, con punte di eccellenza nel settore della creatività e del geniale riuso di materiali poveri, rivisitati in suggestive “ri-creazioni”.
“Le Salon Bizzarre Market” – evento itinerante nella provincia e non solo, ideato dall’Associazione “Boite Bizarre” di Marianna Vecchio originaria di Matera e Domenico Conte, entrambi residenti ad Acquaviva -, ha trasformato il Chiostro comunale in una mini Porta Portese, affollatissima e coloratissima.
Tanti i giovani (e i meno giovani) attratti dall’iniziativa e dall’esposizione di oggetti insoliti ed originali posizionati accanto a borse, scarpe e abiti “datati” ma ancora belli, affascinati ancor più che dalla scoperta, dalla stessa ricerca – tra tanti “scarti” – di veri tesori.
Ad una produzione “moda” dalla linea ampia e comoda, colorata d’estate con enormi bottoni, geometrie trapezoidali e insoliti drappeggi cuciti “ad arte”, si alternano giacche anni ’80, borse in pelle dall’aspetto vissuto, cinture, LP intagliati artisticamente con rimandi tematici agli autori.
Ed ancora riciclart a 360°.
Biba Vespuccia (al secolo Anna Soria) mette in mostra tutta la sua creatività decorando sedie con cartucciere, lana, compensato, creando spille, decorando matite, inventando lampade-stufa, lampade-tanica, lampade-greppia/museruola, tavolini ricavati da bobine di cavi elettrici ed altri oggetti
decorativi e di uso comune “ripensati” in altra veste, che pur conservando la foggia originale non possono non stupire per l’eccentrico riutilizzo.
Ed ancora magliette dipinte a mano, bijoux e gli accessori moda di Ad Maiora, borse cucite e decorate a mano, libri usati, occhiali da sole, pizzi, merletti e colletti lavorati all’uncinetto…
Uno stand in particolare – quello di Francesco Cristallo di Altamura – merita il premio originalità. L’artista dell’arte del riciclo ha proposto un geniale “riutilizzo” di forchette trasformandole in bracciali, ciondoli, anelli e persino in porta bottiglie, manigliette e “reggi” lampadine, in grado di competere in lucentezza e “resistenza” con gli acciai di “Morellato”. Tra gli oggetti più simpatici creati dall’artista, orecchini ricavati da tappi di bottiglie di birra e due lampade, la prima costruita con vasetti di omogeneizzati mentre la seconda ha la sua lampadina inserita nella piastra di un passaverdura (antenato degli attuali robot e mixer), decorata con pendenti ricavati da una catenina.
Altrettanto particolare l’uso di reti a doghe in legno, righe di versi vergati con smalto rosso per creare contenitori e mobili di arredo su cui “inchiodare” forchette, trasformandole in accoglienti poggia oggetti. A fronte di una così originale e geniale ri-produzione, una minimale grafica per pubblicizzare il proprio talento: al layout “applicato” all’arte Cristallo preferisce “stupire” con un semplicissimo post it per rendersi “rintracciabile”.
Vintage anche il sottofondo musicale rigorosamente inciso su vinile. Dischi e LP in perfetto stato danzano su un giradischi anni ’80, mentre le note pulsano e vibrano da casse della stessa epoca.
Un po’ in disparte, seduti intorno ad un tavolo gli esperti nel vintage di macchine fotografiche analogiche – alcune davvero da collezione -, illustrano ad alcuni ragazzi il loro uso, mostrando rullini ed altri accessori ormai fuori produzione nel corso di un workshop a tema.
In un angolo si intravede una Laika anni ’40 con la sua custodia in rigido cuoio chiaro, è inevitabile il rimando ad alieni flash – cubi trasparenti usa e getta – di cui resta in ricordo il cristallino fulgore. Ben più attuale e comune il “flash da asporto” con lampadina incorporata che ha scritto la storia della fotografia, insieme ad obiettivi per grandangolo in pesante cristallo ed altri accessori professionalmente preziosi, oggi impensabili nei format digitali.
Ad accogliere il pubblico la TV con i soldatini in guerra di Pleroo (Claudio De Leo), che nasconde il suo volto dietro la Tv cartonata ad uso zucca di Halloween con mega dentoni sorridenti, rivisitando in chiave moderna la metafora delle maschere teatrali greche, antesignani volti di odierni e mediocri mass media televisivi.
Una colorata, chiassosa e musicata performance nella quale un po’ tutti hanno ritrovato il buon umore, nonostante la giornata uggiosa e il nostalgico deja-vu di chi tra quegli oggetti e nel loro tempo ha vissuto la propria adolescenza.