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QUANTE EMOZIONI IN “ERODIADE” E “MARIA DI MAGDALA”-foto

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erodiade1“Studi d’Estasi” per condurre in estasi il pubblico del Rossini, sotto la sferza di emozioni   che dardeggiano su tutti e in tutti i sensi con luci, voci, gestualità, movenze, musica, canto…

ResExtensa torna a stupire ed incantare con Anna Moscatelli nel primo dei due studi, ovvero “Sine nomine: Maria di Magdala”, un assolo danzato tra scheletrici rami, allegoria di una umanità resa sterile e inaridita dal pregiudizio, e la luce, divina illuminazione di uno spirito redento.

Le ombre di un buio peccato che non si arrende, insiste e resiste, avvolgono nelle loro spire l’animo tormentato di Maria di Magdala, la costringono a strisciare e volteggiare in una folle e disperata danza. Il suo corpo non le appartiene, in balia dei mulinelli di un infausto destino ondeggia, bordeggia, precipita, risale… Il perdono divino? La macchia di un’ennesima colpa. Può una donna essere perdutamente innamorata elisa barucchieri erodiadedell’Amore? Con le sue lacrime e con i suoi lunghi e setosi capelli lavarne e asciugarne i piedi? Comporre e ungerne il corpo crocifisso, dilaniato dall’umana follia? Può una donna, con Amore e per Amore, perdersi nell’attimo in cui ritrova se stessa?

Anna lascia che siano il suo corpo, i suoi gesti a narrare la storia della Maddalena, nessuna parola interrompe l’estasi di musica, danza e luci saettanti tra note e silenzi, pronte a morire e spegnersi nel buio di una inaspettata conclusione.

Pochi minuti per ritrovarsi nello stesso tempo in altro contesto con “Erodiade I”.

Elisa Barucchieri la interpreta, ne rivive il tormento e le dà voce attingendo ai testi e all’intuizione di Giovani Testori che di Erodiade denuda e svela l’animo, costringendola a strapparsi le vesti e graffiarsi il cuore invocando erodiade2Jokanaan. Passione? Odio? Amore?

Maria di Magdala e Erodiade, donne che la storia ha segnato con il marchio d’infamia e trascinato negli inferi della passione e della perdizione, trovano infine riscatto in un Amore impossibile senza resurrezione.

Sei anni dopo la prima nazionale di “Erodiade I” avvenuta il 25 marzo del 2007 nello stesso teatro Rossini, Elisa torna ad incantare e non è sola. La sua recitazione danzata è accarezzata dalla voce di Anna Maria Stasi, i suoi vocalizzi traboccanti dolore, le folli risate che si spengono nel singulto di un pianto, enfatizzano il dramma della morte e della disperazione che Erodiade, Elisa e a tratti Aradia, lo stesso Jokanaan – il Battista Nicola Eboli – interpretano, vivono e rivivono fino allo stremo.

Nelle luci di Franz Catacchio che evocano Caravaggio e recitano, danzano, cantano ed emozionano al pari dei protagonisti, nell’abito rinascimentale donato dall’Accademia delle Belle Arti di Napoli, con musiche “studiate” per esaltare la voce di Anna Maria, l’estasi trova compimento e tutto ricomincia.

Studi d’Estasi“, spettacolo cooprodotto dal Teatro Rossini di Gioia, dal Teatro della Centena di Rimini e con il sostegno dell’Associazione G. Testori di Milano. Protagonisti Elisa Barucchieri, Anna Moscatelli, Nicola Eboli e Anna Maria Stasi. Luci e scena di Franz Catacchio, tecnico del suono Alessandro Grasso.

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25 marzo 2007 al Teatro Rossini di Gioia del Colle in “Prima Nazionale”

“Erodiade I” con Elisa Barucchieri

Erodiade4“Un trono la imprigiona, accoglie il suo contorto, disperato dolore, incendiato e penetrato da stilettanti luci cupree che si rifrangono mutevoli sulla sua anima, spettro di infinite gradazioni della disperazione. Nella musica smarriti l’affanno, il respiro spezzato, laceranti parole di amore, odio, rabbia, rancore, passione e ancora amore per Jokanaan: “Fu come se, di colpo, venissi inchiodata alle mie ossa… in quel momento ho desiderato che la tua voce riprendesse ad urlare, perché quantunque mi umiliasse era meglio del vuoto che, tacendo, aveva creato…”

Le luci disegnano ombre di cordoglio e turbamento intorno ad Elisa Barucchieri, intensa Erodiade ispirata da Giovanni Testori, intenta a scolpire in movenze di struggente bellezza, l’assenza di chi, amato e distrutto dall’amore, le flagella la mente. Un dolore che evoca demoni, si offre, si piega, continua a narrarsi pericolosamente in bilico su vortici di lucida follia. La sua voce sgorga e scivola come una lacrima tra i precordi, per poi frangersi e spegnersi nel buio universo della desolazione. Nel silenzio si trasfigura, compone e scompone sul trono trame di angoscia, tenta inquieti voli, ricade, si rialza, lotta contro invisibili lame che le lacerano cuore e mente… La veste di regina, intrisa di pentimento e vergogna, scivola tra petali di sangue, torna solo donna, sulla pelle cerca ideogrammi di fuoco, cheloidi di amplessi mai vissuti, tracce di quel tormento che le squarcia il cuore, brandelli della sua anima smarrita nel macabro deserto delle ossessioni. Nessuna pace per chi uccide l’amore! In quel bacio senza vita, una certezza: il nulla dannato, partorito dal martirio di un amore tradito, soffocato da troppo amore…

ResExtensa propone Elisa Barucchieri in un’inedita, piacevolissima “Erodiade I”, un ruolo forte, impegnativo, confortato dalla carezza delle luci di Franz Catacchio, dialoganti in cromatici gradienti dal fucsia, al cremisi, al viola con un dramma d’amore che in Elisa trova eccelsa espressione attraverso la sacralità della danza – la possiede e ne è posseduta – e una voce da brivido, suggestiva ed intrisa di emozioni senza tempo, così intensa da commuovere anche chi, pur non comprendendo il senso delle parole, ne ha percepito “in empatia” il pathos. Coreografia, musiche e regia a tre mani: Elisa, Franz e Anna Moscatelli, cuori pulsanti di ResExtensa.”

Dalila Bellacicco

Pubblicato su “la Piazza” di maggio 2007

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