TRIBUTI. PROSSIMA ASSEGNAZIONE. POVIA FORZA LA MANO

Nuove esternazioni del vicesindaco Franco Ventaglini in tema di affidamento all’esterno del servizio Entrate e Tributi sulla Gazzetta e la bagarre su facebook si scatena.
Ieri ha “confessato” sulla Gazzetta del Mezzogiorno che a metà aprile sarà assegnato il servizio di riscossione di Entrate e Tributi ad una delle tre ditte su sei aventi i requisiti per l’aggiudicazione del bando, e questo in barba alle richieste di attendere l’esito dell’ammissibilità del referendum, come chiesto dal comitato referendario e soprattutto in barba ad ogni buon senso, essendo certo il ricorso ad un contenzioso milionario nel caso all’aggiudicazione seguisse una revoca, esattamente come accaduto per il caso dei parcheggi a pagamento, della piscina e della Coop.
Un “forzar la mano” andando avanti per la propria strada “senza retrocedere di un millimetro”, a dirla con le parole del sindaco Sergio Povia, che lascia basiti.
Ancora una volta, come in occasione dell’aumento ai massimi storici dell’IMU o su altri scottanti e impopolari provvedimenti, il sindaco affida al suo “vice” il compito di lanciar la “bomba”, e lasciare ai cittadini “l’onere” di pagarne le devastazioni.
Su questa questione potrebbe essersi giocata la debacle di Enzo Lavarra e del Pd locale nelle ultime elezioni, ma nulla pare scuotere il partito che appoggia il sindaco, ormai in balia di se stesso e dei marosi dell’impopolarità, lontano anni luce dalla città.
Una decisione, quella dell’Amministrazione di “aprir le buste” senza attendere gli sviluppi, che conferma la totale indifferenza e anche una punta di irrisione nei confronti degli oltre 8.300 firmatari per il Referendum (REFERENDUM E CONSIGLIO: MANIFESTARE SOTTO IL PALAZZO).
Questi alcuni pareri colti al volo su facebook.
“L’atteggiamento di protervia e di arroganza di questa amministrazione di centrodestra con l’appoggio interno del PD (a proposito, quali modifiche è riuscito ad apportare, come promesso, a questa legge-truffa?) è intollerabile. E la conclusione della giornalista – afferma Paolo Covella sul suo profilo – è ancora più inquietante: oltre allo sperpero dei soldi pubblici, oltre ad una operazione speculativa che altrove sta fallendo a suon di manette, anche la certezza della impunità! Sta ai cittadini gioiesi decidere se i costi salati di questa viscida impresa, saranno pagati dalla comunità o dai protagonisti di questa pericolosa buffonata.”
E su questo punto potrebbero attivarsi i referendari, essendo chiaro che questa volta i membri della Giunta ed il sindaco dovranno rispondere in prima persona e con propri beni alla richiesta di un eventuale risarcimento.
“Che fine fa la parola “partecipazione” nella filosofia di questa Amministrazione? Per il Sindaco Povia la “partecipazione” è solo retorica. Per noi, invece – dichiara Enzo Cuscito – , le elezioni non sono una delega in bianco. Chi amministra ha il dovere di confrontarsi con chi ci mette i soldi: i cittadini. Ma al Sindaco poco interessa. Per Povia la “partecipazione” è solo una questione di retorica. Per lui il cittadino va chiamato in causa sono per il voto ogni cinque anni. Per altri il
voto non è una delega in bianco e, forse, i cittadini hanno il diritto di esprimere la loro su questioni che riguardano l’uso del denaro di tutti. Si procede con l’esternalizzazione delle entrate (che avrà un costo di oltre 1.800.000 euro). Si procede all’ennesimo ridimensionamento del PRU per la zona 167. Tutto senza un briciolo di confronto, dialogo, condivisione con i cittadini. Un’arroganza condannata ormai dalla storia. Una visione vecchia della politica che considera i cittadini come plebaglia ignorante, da chiamare a raccolta solo per il voto. Ma la modernità e la civiltà, ormai, li precedono. Per una volta, il senso civico ed il grado di civiltà democratica della cittadinanza sovrastano di gran lunga quello della comunità dei suoi governanti…”
In merito al referendum, Cuscito dichiara dal suo profilo: “Attendiamo il pronunciamento della Commissione che, ancora, si deve insediare. La Commissione dovrà decidere sulla ammissibilità o meno dello stesso.”
A chi contesta l’utilità al ricorso al referendum e la mancanza di una proposta alternativa e rimanda ad un allegato alla delibera presentata in consiglio, Cuscito risponde: “Il progetto alternativo è stato proposto diverse volte, ma inutilmente. Innanzitutto,
quello che non si è voluto fare, uno studio approfondito sulla dotazione organica. Si sarebbe constatato che vi sono uffici sovra dotati e altri carenti. Per una redistribuzione e il potenziamento dell’Ufficio tributi non ci vogliono molti addetti, ma anche pochi, ben formati, con un sistema informatico semplice e moderno, come ne vengono proposti e dotati per tanti Comuni. La gestione così diviene più economica e anche più efficace. Esperienze di altri Enti hanno dimostrato che esternalizzare spesso è sinonimo di malservizio e spreco. Agli atti c’è la richiesta di due impiegati del Comune che vorrebbero passare all’Ufficio Tributi ed insieme partecipare ad un corso di formazione sullo stesso. Il responsabile nazionale del sindacato degli Uffici Tributi Enti Locali, ha detto chiaramente che l’esternalizzazione è un inutile spreco, perché con gli strumenti moderni basta poco personale formato e un software decente. “E gestire un conto corrente” ha detto il presidente dell’ANUTEL, “tutto qui”. Tabelle, dati e studi sulla dotazione organica avrebbero dovuti effettuarli l’Amministrazione – che ha deciso tutto con un atto di Giunta, non di Consiglio – e l’Ufficio personale. E’ stato detto e ridetto in Consiglio, dai consiglieri Lucilla, Mastrangelo, dal sottoscritto e da altri. La storia dell’opposizione che non fa proposte è diventato un mantra che serve solo ad autogiustificarsi. La risposta è nelle interpellanze, nelle
interrogazioni, nel lavoro svolto sin d’ora, dove potrà sempre trovare la critica ma anche la proposta.”
Molti dei “referendari” concordano e ritengono – a dirla con le parole di Paolo Covella – che l’intento dell’amministrazione sia “di varare un provvedimento pericoloso, iniquo e sbagliato, ridicolizzando gli oppositori e agitando con arroganze dati falsi bocciati da esperti, consulenti, sindacati, cittadini e forze politiche, in alternativa manipolare la maggioranza della “terna arbitrale” per evitare il Referendum!”
Mentre su facebook i commenti fioccano incuranti di future minacce di querele, essendo questo uno degli strumenti con cui l’amministrazione intende intimidire gli “oppositori”, in altre sedi, in queste ore si sta discutendo sul da farsi. Nella tarda serata di ieri i membri di Pro.di,gio. affollavano la sede, e di certo anche gli altri partiti e le associazioni aderenti al comitato del Referendum e gli stessi membri del direttivo capitanato da Franco Gisotti staranno organizzandosi – alla luce degli ultimi sviluppi – per “rispondere” con toni forti e decisi alla provocazione del Palazzo.