LA SCUOLA PERFETTA CHE TUTTI AMMIRANO, NEL MONDO

In un momento in cui la pubblica istruzione italiana è messa in ginocchio dai numerosi e ripetuti tagli dei fondi da parte dei governi che si sono susseguiti da ormai 10 anni, suscita ammirazione un modello di scuola praticamente perfetto.
La finlandese Meilahden Yläaste school, un modello di istruzione personalizzata e in cima alle classifiche Ocse, è una scuola media superiore, il triennio conclusivo della scuola dell’obbligo, che precede la scelta tra liceo o scuola professionale, che abilitano a università o politecnici. I ragazzi qui studiano sodo, ma nessuno può essere bocciato, nessuno viene fatto cadere, niente esami veri prima dell’ammissione a università o politecnico, gli esami duri sono all’ateneo per gli aspiranti insegnanti. Le materie
principali sono la lingua e la letteratura finlandese, lo svedese (lingua della minoranza qui) e l’inglese d’obbligo, la terza lingua straniera è facoltativa ma viene chiesta da tutti (si scelgono soprattutto tedesco, spagnolo, ora anche il cinese) e le materie scientifiche. Lo studio dell’inglese suscita molto interesse: ognuno svolge un tema navigando in rete con uno dei computer portatili della scuola. Vi sono anche corsi di design, arti visuali e scultura: ragazze in maggioranza.
Ogni ragazza o ragazzo ha un programma di studio individuale, scelto secondo la sua personalità e vocazione, con colloqui continui. Ai muri dell’istituto né crocifissi né emblemi nazionali. Compare solamente un piccolo busto del maresciallo Mannerheim, padre della patria per i finlandesi, in sala professori. Ci sono tra i ragazzi parecchi figli di migranti che possono vestire come vogliono, nessun divieto del velo. Essi hanno a disposizione corsi accelerati per imparare il finlandese, aiutati da docenti e giochi online.
Ci sono computer online e connessione wireless gratuita ovunque, anche nella fornitissima biblioteca. Alla Meilahden Yläaste si cerca sempre di insegnare in contatto con il mondo reale.
Tutto è gratuito, le rette universitarie o di politecnico sono di 80 euro all’anno e gli aiuti statali ai giovani vanno dai 7.200 ai 9.000 l’anno, per fitto e altro, libri a disposizione.
Questo modello di scuola rappresenta certamente un importante esempio per tutto il mondo. Il rapporto che l’istituzione ha ve
rso l’alunno, lo mette a proprio agio, punta tutto su di lui, lo pone al centro del sistema, come è giusto che sia. La scuola italiana, messa agli ultimi posti dalla politica, non ha molto da guardare a questo esempio straniero per quanto riguarda il piano disciplinare. Certamente in essa andrebbe incentivato lo studio delle lingue straniere, ma l’apprendimento delle conoscenze nel campo umanistico, lo studio delle lingue classiche, permettono un elevato sviluppo della logica, grazie all’analisi e alla traduzione dei testi latini e greci e l’immersione totale nelle humanae litterae che donano l’acquisizione di una cultura senza tempo, un universo conoscitivo eterno. Ciò che invece va assolutamente cambiato della scuola italiana è la posizione che occupa nella scala delle priorità di chi ci governa, da troppo tempo surclassata.
Dario Motta