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“IN ODORE DI SANITÁ”, E “CIÓ CHE SI POTEVA FARE”-foto

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giulia sabia presentazione4Giovedì, 24 maggio, nel Chiostro Comunale nel corso del secondo appuntamento nell’ambito della rassegna “Dialogo tra un impegnato e un non so”, è stato presentato il libro “In odore di sanità – La governance della salute in Puglia”, scritto a quattro mani da Alessandro Lattarulo ed Onofrio Romano, entrambi docenti di “Sociologia dei fenomeni politici” presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bari.

La rassegna è stata organizzata dal circolo Arci Lebowski e dal giornale “PrimaVera  Gioia”, con la collaborazione della libreria Librellula e con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Gioia del Colle. La serata è stata condotta dalla dottoressa Giulia Sabia, collaboratrice della testata giornalistica online, GioiaNet.

Presente il sindaco, Sergio Povia, i giovani rappresentanti dei gruppi organizzatori ed all’inizio pochi, ma via, via sempre più numerosi appassionati della cultura locale.   

La dolce Giulia ha introdotto gli autori e l’argomento del loro libro, che, frutto di uno studio sul sistema sanitario pugliese del 2010, è stato edito da Cafagna nel 2012.

Gli autori approfondiscono in questo loro lavoro le problematiche inerenti alla gestione sanitaria nel corso della prima legislatura guidata dal governatore Vendola.

Partendo dai tratti salienti del contesto socio-economico pugliese, passano ad analizzare i mutamenti politici e le logiulia sabia presentazione5ro conseguenze sui livelli massimi dell’amministrazione sanitaria.

Si approfondiscono nel testo i momenti critici in cui il governo regionale si è trovato a fronteggiare, nel febbraio 2009, le dimissioni dell’assessore Alberto Tedesco, indagato, allora, per presunti illeciti negli appalti della ASL, sostituito da Tommaso Fiore nel luglio, sempre del 2009 , quella che venne definita la “tempesta Tarantini” e che coinvolse tanti personaggi noti della sanità barese.

Nel testo in questione si approfondiscono gli interventi maggiormente qualificati dei mandati, sia di Tedesco che di Fiore, incentrati su impegni diversi. Il primo impegnato sulla formulazione del Piano Regionale di salute, l’altro sull’elaborazione del Piano Dialitico per l’assistenza dei nefropatici cronici. Tutti interventi altamente qualificati ma ancora in via di realizzazione.

Lì dove si è cercato realmente di operare, sono emerse tutte le difficoltà di conciliare i propri interessi elettorali, con l’innovazione. Ciò ha giulia sabia presentazione2vanificato e rallentato nel tempo, tutte le innovazioni, anche le più apprezzabili. Qui il discorrere, lo spiegare, altamente qualificato degli autori diventa quasi solamente personale.

Un rimpianto per ciò che si poteva fare e non si è fatto o si è fatto male. Che si conclude con l’invito al singolo cittadino ad informarsi, ad agire.

Dopo gli interventi alternati dei due autori, alcuni giovani hanno posto delle domande interessanti a cui i due professori hanno risposto con ampie precisazioni.

Per ultimo è intervenuto il professor Giannini, presidente battagliero per lungo tempo del ”Comitato cittadino pro ospedale”, contro la chiusura, ormai avvenuta, del nosocomio gioiese, nonostante le proteste consapevoli dei cittadini.

Il professore ha chiarito e informato i professori, che il cittadino ormai si giulia sabia presentazione3muove, s’informa. Sa, protestare, specialmente perché ha delle buone guide, ma ciò non serve a niente. Il nostro ospedale si è chiuso nonostante fosse economicamente in attivo, fosse quotato per reparti di eccellenza in un vasto territorio, sia un importante nodo stradale e nonostante insista in una zona ad alto rischio per la presenza di un aeroporto militare con sede Nato. Il sindaco Povia allontanatosi poco dopo l’inizio per altri impegni, forse avrebbe potuto dare risposta alle domande del professore Giannini, ovvero perché nella struttura di quello che era il nostro ospedale ancora non si realizzano quei servizi che ci erano stati promessi… Ma forse neanche lui è tra quelli che sanno.

Un lavoro interessante quello dei giovani professori, che hanno dimostrato notevoli capacità dialettiche e grande passione per la ricerca.

Ma  ancora una volta è emersa la discrepanza tra la scuola e la società, e non certamente per colpa della scuola. Nonostante l’amarezza delle conclusioni, una serata ben spesa.

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