TANGENTI E ARRESTI. TREMA IL MONDO DELLA POLITICA

“Reato di concussione in concorso”, questa l’accusa mossa a Giovanni Paolo Castellaneta, al momento fermo ai domiciliari.
“La sua è una implicazione marginale – dichiara Danilo Penna, avvocato del Castellaneta interpellato telefonicamente – infatti non è stato tradotto in arresto e a breve aggiorneremo sulla questione”.
Per la stessa accusa è stata tradotta in carcere Maria Pia Baldassarre, l’avvocato di Santeramo difesa dall’avvocato Maurizio Tolentino. La donna avrebbe chiesto al “cliente assistito con il Castellaneta, una tangente di 50.000 euro per chiudere la vertenza tra il dipendente e la Comunità Montana, vertenza per cui era stato chiesto inizialmente un risarcimen
to per mobbing di 500.000 euro”.
Di questo denaro, per altro “fotocopiato dall’ex dipendente per seguirne le tracce, 8.000 euro sarebbero stati trattenuti e ritrovati nello studio della professionista, i restanti 42.000 rinvenuti nell’auto del Castellaneta. La Baldassarre li avrebbe – infatti – consegnati al collega per la spartizione con gli indagati”.
Di fatto il professionista gioiese “sarebbe stato un semplice intermediario del consigliere Erasmo Mancino, curatore fallimentare della Comunità Montana, del vicesindaco Franco Ventaglini, segretario generale della Comunità Montana della Murgia barese sud est e di Giuseppe Santoiemma, funzionario delegato, sottoposti a fermo in qualità di indiziati”.
Silenzio da parte dei tre gioiesi coinvolti nello scandalo delle tangenti, nessun commento – al momento – da parte della giunta di cui Ventaglini è parte, sia come vice sindaco che assessore alla Programmazione, Fondi Europei, Opere Pubbliche, Aziende, Energia.
A detta dei ben informati, questa sarebbe “la punta di un iceberg!”. Numerosi, infatti, i personaggi politici e non sotto il mirino delle indagini.
Da tempo si ventilava la recrudescenza di corruzione e malcostume nella nostra città, a suo tempo tacciata di mafia ed oggi in odor di “tangentopoli made in Gioia”.
Le denunce dei consiglieri Cuscito e Lucilla, “cassandre” in consiglio comunale, sbeffeggiati ed offesi dal sindaco Povia e definiti dal Ventaglini “corvi”, sono state derise.
Sulla stessa vicenda dell’esterna
zione tributi – altra palude amministrativa nella quale sindaco e vicesindaco sono coinvolti – le offese gratuite non si contano.
“Adesso spero che si faccia luce su tutte le ombre ed i lati oscuri di questa e di altre vicende compresa la pista ciclabile, sulla quale con Donato Lucilla abbiamo interessato le autorità competenti. Non è una bella notizia per Gioia del Colle – dichiara il consigliere Enzo Cuscito -, di certo è peggiore di quanto accaduto agli inizi degli anni ’90. Ora avvenga quel cambiamento e quella rivoluzione morale e civile che abbiamo chiesto da mesi e riguardo alla quale abbiamo ricevuto solo insulti, risatine e sberleffi da tutta la maggioranza, Sindaco in primis. Che ora sia primavera!”
“Tempo scaduto. Finisce l’età dei collusi, dei corrotti e dei corruttori – vaticinava ieri sera Cuscito sul suo profilo di facebook -, dei complici e dei silenti. Sorge la verità a rendere giustizia a quanti hanno gridato t
ra i deserti, ricevendo in cambio sghignazzi ed insulti. Chi sa leggere i segni dei tempi, il vento che soffia e che trasporta notizie di mondi in decadenza, avverte gli scricchiolii di un palazzo che sta collassando. L’ora è giunta. E la voce dei giusti si farà ancora più forte, nei vicoli, per le strade e le piazze. E pochi, allora, saranno quelli che si salveranno dalla vergogna dei loro silenzi. Chi ha orecchie per intendere, intenda”.
“Provo un profondo rammarico nel leggere questa notizia – commenta sul nostro sito il consigliere Donato Lucilla – e rispetto per il dolore della vicenda umana, soprattutto delle famiglie, preoccupazione per il danno d’immagine della nostra Città, per il quale spero che l’amministrazione trovi un briciolo di dignità e tragga le conseguenze circa queste accuse mosse a primari esponenti della Giunta e riferiti non a fatti privati ma a vicende legate alla gestione della cosa pubblica, o meglio, al modo in cui vengono spesi i nostri soldi (ahimè!). Queste indagini aprono scenari inquietanti circa la gestione dei risarcimenti da parte degli Enti
Pubblici nei quali queste persone sono chiamate a svolgere il proprio compito con “disciplina ed onore” (e meno male…). Vedremo, al riguardo, cosa ha previsto il responsabile della prevenzione della corruzione del Nostro Ente che è il Segretario Generale (cfr delibera di giunta n. 32 del marzo 2013)”.
“Credo ci sia poco da gioire – afferma, infine l’ex consigliere Vincenzo Lamanna – è doveroso attendere le 48 ore previste dalla magistratura, la quale potrà confermare o meno lo stato di fermo dei tre. Ma è doveroso anche fermarsi un attimo e riflettere su come la politica deve necessariamente cambiare rotta e mettersi al servizio dei cittadini”.