“UN BORGO TRA DUE CHIESE” LIBRO SULLA POLITICA CHE FU-video

“Un borgo tra due chiese”, luogo in cui la memoria personale sorretta da un ricco archivio di atti e foto, si interseca con la memoria collettiva di uno spaccato gioiese vissuto da adolescente ed infine da giovane uomo “di partito” perché il partito, al pari della chiesa, indottrina, segue, aiuta negli studi, richiede impegno, adotta e si fa carico della formazione dei suoi “discepoli”… tali si era in quegli anni: depositari di una verità assoluta da difendere ad ogni costo e su cui costruire un progetto di vita.
Paolo Covella nel suo libro “Un borgo tra due chiese” – presentato stasera alle 19 nel Chiostro di Palazzo San Domenico – solo in apparenza biografico, racconta tanto di tutti in prima persona, attraverso lo sguardo di un giovane pieno di entusiasmo e patriottica vis. Scivola nel passato ritrovando profumi, sapori, ansie, gioie. Ripercorre passo, passo quegli anni, condividendo con i lettori le sue emozioni, tracciando solchi “storici” in punta di penna, rompendo le aride zolle cristallizzate dal passato con il vomere della memoria.
Per taluni un percorso che rievoca vangeli di apocrife, rosse vestigia, le stesse che oggi han perso di colore e vividezza, virando nel grigio e nel nero del compromesso.
Ma la speranza pervade le pagine, non si abbandona all’olocausto del presente, alle identità smarrite, a scelte infelici, alla mancanza di coraggio nell’ammettere di aver sbagliato, alle inevitabili ipocrisie di chi “abbozza” pur di n
on affrontare il problema e dribbla tra passato e presente in un vano e inconsistente argomentare…
I personaggi sono tanti, ognuno di loro ha una sua storia da raccontare, ha un suo “carattere”, l’incipit è nell’incontro, nello scontro, nell’immagine seppiata e sciupata dal tempo. Alcuni mancano, forse smarriti in antiche, giovanili faide, altri premono, sgomitano, quasi a voler invitare ad indagare, approfondire, scrivere altre storie, non dimenticare.
Il prezzo di un’opera – solo cinque euro per altro “investiti” per una buona causa – che non ha prezzo per cura grafica, stampa (Suma Editore), carta, corredo fotografico e stile narrativo immediato, diretto, senza complessi stilemi, talvolta esplicito e un po’ rude. Uno stile cui può far ricorso solo chi quella realtà l’ha vissuta, modificata, amata, contestata ed oggi, forse, anche ripercorsa nel rimpianto.
Gli appunti ordinati dei lavori da discutere nel direttivo, programmi, liste, volantini, foto in bianco e nero che si colorano negli anni ’70, pagine di quotidiani, manifesti politici, liste elettorali testimoniano un lavoro incessante tra partito e sindacato, concorsi tentati e non sempre vinti, volontà di esserci e scrivere nuove pagine di storia, pagine che si intrecciano con vicende internazionali, la morte di Kennedy, la guerra fredda, colpi di stato in Cile, tensioni con Mosca, la morte di Che Guevara… tutto torna e colora il vissuto di quegli anni, radicato nella microstoria locale, negli scioperi bracciantili, nelle feste dell’Unità, nelle lotte di partito. Ed ancora la visita al Cremlino, con lupetto bianco e folti capelli al vento, notizie per contestualizzare eventi, cortei
del 1° maggio, indice di argomenti e nomi che si sgranano sotto lo sguardo di chi quegli anni li ha vissuti altrove eppur si sente a casa, in quel borgo tra due metaforiche chiese, interrogandosi con inquieta, lucida logica sulle scelte compiute, su errori e vittorie.
Per Paolo un salvifico “scavarsi dentro” per ritrovare quei valori, quella “fede” che scorrevano nel suo sangue di giovane attivista, nutrendo ogni cellula, ogni pensiero.
Per coloro che lo leggeranno un’opera storica di fresca bellezza nella quale immergersi per ritrovare in un passato non troppo lontano volti, storie, racconti, aneddoti, frammenti di Gioia nei quali specchiarsi pur avendo scelto altre “parrocchie” nelle quali formarsi, sfiorando a volte per caso i protagonisti di allora.
Presentano il libro Sergio D’Onghia, Vito Leonardo Donvito, ex sindaco di Gioia ed Enzo Lavarra. Previste dal coordinatore Paolo Covella – che anche in questa occasione non ha rinunciato alla regia dell’evento di cui è protagonista -, le testimonianze di Peppino Vasco e Mimì Ranieri e gli interventi di Davide Vasco, studente della Carano, Enzo Cuscito, Claudio De Leonardis, Donato Lucilla, Johnny Mastrangelo, assenti (si suppone) giustificati nel consiglio comunale indetto proprio nello stesso pomeriggio, e Vanna Magistro.
Ai giovani politici Paolo si rivolge per invitarli a scendere in campo, nel rispetto delle regole e con coraggio scrivere nuove pagine di storia e politica gioiese.
A Paolo Covella ed Enzo Cuscito, che oggi compiono gli anni, i più sinceri auguri da parte della redazione.
Il video presentato nel corso della serata, di seguito riportato, è a cura di Maria Castellaneta, che ringraziamo per la collaborazione.
