DEBORAH PARADISO – GIOIESE “D.O.C.” – PRECEDE MARCO CARTA
Una voce da brivido, occhi verdi, capelli neri, tanta grinta e voglia di emozionare ed emozionarsi… Deborah Paradiso sarà domenica sera, 29 agosto, sul palco in piazza Plebiscito, per “aprire” la serata che vedrà ospite d’onore Marco Carta in occasione della Sagra della Mozzarella.
Un evento mediatico pluripubblicizzato sui mass media anche nazionali, dai costi esorbitanti (nota dolente tra le tante “suonate” su Gioianet) che relega ad un immeritato e totalmente gratuito ruolo di “gregario” la nostra “Dolcenera” gioiese (la ricorda un po’ nel look).
Eppur Deborah potrebbe tranquillamente competere con la cantante leccese e con altre star della musica leggera, non solo perché è davvero molto brava nel canto (e lo scopriranno anche i fan di Marco Carta) ma perchè sa trasformarsi anche in “showgirl” dalla battuta pronta e dalla simpatia travolgente.

“Ho amato il canto sin da piccolissima – ci racconta Deborah – ho anche studiato per anni chitarra fino a quando, nel 2000, con alcuni amici, ho dato vita ad una band: i Cleverness”
Fatalità “musicale” vuole che Deborah metta su famiglia proprio con il ba
tterista dei Cleverness, Tonio Mastromarino, passione comune e un istintivo feeling li legano indissolubilmente nell’arte e nella vita.
La band in continua “line – up” vede oggi
più o meno stabilmente Deborah “voce”, Tonio alla batteria, il fedelissimo nonché affidabile Nicola Paradiso al basso, Angelo Mastronardi alla tastiera e Biagio Barra alla chitarra.
I Cleverness, così come il primitivo, la mozzarella e gli zampini, sono un estratto di gioiesità D.O.C.. Li ascolti all’aperto, nelle piazze, nei locali ed ovunque siano invitati, danno sempre e comunque il massimo, senza riserve e con umiltà.
“Abbiamo partecipato al Festival di Napoli e siamo stati l’unica band pugliese a classificarsi al quinto posto – contin
ua Deborah – questo ci ha concesso l’opportunità di firmare contratti con diverse agenzie musicali, fra cui
abbiamo vinto le regionali del concorso “Emergenza – The international acoustic show – case”, ed alle nazionali ci siamo piazzati al secondo posto, ottenendo ottimi riscontri dalla critica romana. Con i Cleverness ho avuto l’onore di aprire concerti dei Cugini di Campagna, di Mario Tessuto, Don Backy, Francesca Alotta, Den Harrow, dei Dirotta su Cuba e di Tony Esposito. Eravamo anche “fuori programma” in Gioia Fiera l’ultima serata. Da qualche mese ci siamo lanciati in un nuovo progetto che abbiamo denominato “The Cleverness in to the groove”, finalizzato alla presentazione di uno spettacolo musicale incentrato sulla riproposizione di brani appartenenti alla disco music degli anni ’70, e alle hit degli anni ‘
In occasione dell’apertura del concerto di Marco Carta (opportunità accettata da Deborah con grande entusiasmo e nessun “gettone di presenza” da “solista” e non da leader della sua band), Deborah potrebbe infrangere il muro del suono con i suoi vocalizzi intensi in “E la luna bussò”, della Bertè, “My immortal” degli Evanescence, “Boom boom” di Irene Grandi, “I will survive” di Gloria Gaynor, “Calore” di Emma Marone e in una composizione inedita: “Una sola parola”, suo il testo musicato da uno dei musicisti transitati alle key board dei Cleverness.
Conoscendo le capacità non solo “vocali” di Deborah (canta davvero e non solo a suo dire, con il cuore e l’anima, un repertorio alquanto vario ed eclettico), ci si è chiesto se il ruolo di supporto ad altri grandi artisti è una scelta o un’opportunità mancata.
“Ciò che non mi ha permesso di spiccare il volo, più che una scelta, è stato l’aver creduto nelle opportunità e nelle persone sbagliate… La famiglia non è mai stata un ostacolo, anche se mentirei dicendo che non rallenta i ritmi professionali. L’importante è essere circondati ed aiutati dalle persone giuste. Ho dei genitori meravigliosi che sono pronti a stare con Francesco (sette anni) e Laura (due anni) quando ho delle serate, ed anche i miei amici musicisti mi aiutano nell’organizzazione delle prove. Il mio sogno nel cassetto sarebbe ripartire da zero eliminando tutte le cover dal mio repertorio e lasciando spazio solo a brani inediti.”
E se Marco Carta le proponesse di seguirlo in tour?
“E perché no? – ci risponde con un sorriso malizioso Deborah – Sarebbe sicuramente un’esperienza nuova e positiva che mi permetterebbe di arricchire ulteriormente la mia anima di emozioni da poter, poi, trasformare in testi per le mie canzoni…”.
Ma un luccichio verde smeraldo tra le ciglia racconta un’altra storia… Il sorriso dei suoi bimbi, la presenza rassicurante ed affettuosa di Tonio, la condivisione di una passione “vera” con la sua band, sono la vera linfa che nutre le sue emozioni e rende ancor più luminosa la sua aura e bella la sua anima. Brava Deborah!