TARANTO. INQUINANTI IN MARE. BAGNANTI, GIOIESI, A RISCHIO?

Nuovi pericoli all’orizzonte per chi (tanti i gioiesi) sceglie le spiagge a ridosso di Taranto per fare il bagno e trascorrere le vacanze al mare.
Nel tardo pomeriggio di ieri – durante un nubifragio su Taranto -, numerosi turisti hanno segnalato la fuoriuscita di fiamme e denso fumo nero dalle torce della raffineria, parrebbe a causa di un blackout.
Subito dopo delle enormi chiazze melmose sono state viste e filmate nella zona dell’Hotel Palace. La superficie di colore grigio iridescente e l’odore nauseabondo hanno allertato i residenti.
Nella zona l’aria è subito diventata irrespirabile ed è possibile – a detta dell’associazione Peacelink cui è giunta la segnalazione dei residenti – che un’ingente quantità di idrocarburi, sostanze altamente inquinanti, sia finita in mare.
Gli ambientalisti denunciano l’accaduto e l’inattività delle centraline perimetrali di monitoraggio previste dall’Aia, mentre per la Capitaneria del Porto di Taranto, è tutto sotto controllo, in quanto la chiazza non si disperde al largo ma è tutta sotto costa e non c’è necessità di circoscriverla in mare.
“Lo sversamento – a detta dei responsabili dell’Eni – ha un’estensione di 80 metri lineari sotto costa con una ampiezza verso il largo di 10 metri con moto ondoso che spinge sotto costa e contiene la chiazza”.
A loro dire ci sarebbero minime tracce di idrocarburi nell’area di contenimento predisposta nella costa antistante la centrale Eni di Taranto. Il problema è stato causato da un blocco della corrente elettrica, determinato dalle avverse condizioni meteorologiche. Il tutto ha causato fuoriuscite di idrocarburi legate all’effetto di trascinamento, responsabili del fenomeno di iridescenza sulla superficie del mare.
L’Eni conferma, quindi, la presenza di tracce “minime” di idrocarburi
all’interno dell’area delimitata dalle panne di contenimento, che stanno assorbendo il materiale disperso prima di essere smaltite come rifiuto.
La chiazza, inizialmente molto più ampia, nella notte si è ridotta ed è di soli 300-400 metri. Il vento l’ha compattata e spinta verso riva, senza disperderla.
Si attendono novità e soprattutto notizie rassicuranti dagli esperti dell’Arpa che in queste ore stanno analizzando i campioni prelevati in mare, per quelle famiglie che frequentano queste aree di balneazione.
http://www.youreporternews.it/2013/black-out-alleni-di-taranto-segnalata-dispersione-inquinanti-in-mare/