I GONFIABILI DI GIOIA/FIERA PAGATI ANCHE DAL COMUNE
I gonfiabili di Gioia in Fiera sembrerebbe siano stati in assoluto i più cari d’Italia. E’ di questi giorni la notizia che siano stati pagati due volte, non solo dai bambini ma anche dall’amministrazione.
Nel corso della manifestazione “Gioia: Fiera della mozzarella e del primitivo, dei sapori e dei piaceri”, svoltasi dal 4 al 14 agosto
della stessa fiera, c’era stata anche quella che riguardava, per l’appunto, il costo dei gonfiabili (2 euro ogni mezz’ora), da noi ritenuto troppo esoso, ve la ricordate?
Ricordate la reazione alquanto scomposta e piccata che ebbe uno dei titolari dei gonfiabili alla lettura del nostro articolo dal titolo “GIOIA/FIERA: SPETTACOLO NELLO “SPETTACOLO” (Foto – gallery)? In quella circostanza precisava, in un suo commento, che “portare i bambini sui gonfiabili costa molto di più ovunque…”. Fino a concludere che “in ogni caso, quando giungono alle mie orecchie critiche costruttive, è mia abitudine farne tesoro per migliorare in seguito, e vostra abitudine dovrebbe essere
quella di verificare personalmente i fatti prima di pubblicare le notizie”.
Ebbene, quei fatti li abbiamo potuti finalmente verificare e, senza ombra di dubbio oggi possiamo affermare che non ci sbagliavamo nel ritenerli più che “cari” e ciò a prescindere dai semplici raffronti con i prezzi praticati in altre località da altri operatori del settore.
La “boss”, così si firmava in quel commento la socia proprietario dei gonfiabili, aveva dimenticato di riferire (o forse non ne era a conoscenza?), che il comune aveva
pagato ben “3.500 euro (cap.5226/77) per la organizzazione dello spazio bambini e gonfiabili presso Gioia Fiera”, una somma elargita, non si capisce bene il perché, alla “PierRe Animazione di Pietro Romanazzi”, come da Determinazione di Spesa n. 815 del 05/08/2010.
Motivo per cui, sarebbe da obiettare alla suindicata boss titolare (così come sarebbe interessante sapere chi siano gli altri soci), gli stessi gonfiabili gli organizzatori avrebbero dovuto e potuto metterli a disposizione di tutti i bambini gratuitamente, perché ben pagati e anticipatamente con i soldi di tutti i cittadini.
Soldi con cui si sarebbero potuti abbondantemente “retribuire – come da lei sostenuto – quel personale che vigili per garantire la sicurezza dei bambini presenti, per la durata di dieci giorni sino alle ore
Si dà il caso che 3.500 euro non siano bruscolini se rapportati a soli 10 giorni di impegno, soprattutto se, salvo repentine smentite dell’ultima ora, sia la corrente elettrica che l’occupazione del suolo pubblico siano stati messi a sua disposizione gratuitamente, a differenza di tante mamme e tanti nonni dei bambini, che hanno dovuto sborsare ben 2 euro ogni mezz’ora!