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LICEALI IN “ACTION DAY” NO A RAZZISMO E XENOFOBIA-foto

liceali action day6

liceali action day3Un “action day” per esorcizzare razzismo e xenofobia, questa la manifestazione conclusiva del progetto ‘Youth in action‘ che ha portato i liceali del Canudo per dieci giorni in Bosnia Erzegovina (STUDENTI CANUDO IN EUROPA AL “YOUTH IN ACTION”-foto), (DALLA BOSNIA “ROLE PLAY – FAI UN PASSO AVANTI”-foto).

La cosa che più mi ha colpito fin ora – afferma Elena Milanoè come all’interno di un gruppo di lavoro ciascun membro abbia la stessa importanza. Lo scambio reciproco di pareri, opinioni, questo creare insieme confrontando le proprie idee senza il timore di poter dire qualcosa che non vada bene, non solo è uno stimolo per la propria creatività ma, ti rende al cento per cento parte integrante di un sistema cooperativo e funzionale”.

Credo che bisognerebbe adottare questo metodo di confronto anche nell’ambito scolastico dove molto spesso ci si limita a spiegare e ad assegnare a casa la paginetta da studiare in modo molto superficiale. Credo che sarebbe tutto molto piùliceali action day2 interessante se per ciascun argomento affrontato si aprisse un dibattito, una discussione in modo da rendere tutti realmente più partecipi e protagonisti. Sicuramente questo metodo andrebbe a migliorare i risultati finali rendendo anche gli stessi professori più soddisfatti del lavoro dei propri alunni”.

Una immagine accompagnerà per sempre il ricordo di questo viaggio, “…un metro e cinquanta di altezza per quattro metri e mezzo di lunghezza, un mare di cotone bianco, utilizzato per la realizzazione di un banner, uno degli elementi significativi della ‘final action day’, ovvero una giornata destinata a vere e proprie azioni dimostrative del percorso di learning by doing realizzato durante la dieci giorni del progetto ‘Youth in action’ dal titolo ‘Re-creating Europe: Creativity is fighting racism and xenophobia’ a Proijedor in Bosnia”.

Con queste parole Piera De Giorgi, referente del progetto del Liceo scientifico Canudo diretto da Rocco Fazio, “fotografal’action day.

I ragazzi provenienti dalla Romania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Turchia, Albania, Italia sono statiliceali action day4 coinvolti in una serie di fasi finalizzate alla realizzazione di momenti di output svoltisi nel centro della popolarissima cittadina della Bosnia per sensibilizzare gli abitanti ed i turisti sul tema del progetto. Certamente impegnativa è risultata la preparazione del flash mob nel quale Larisa Dobrean, group leader della Romania, e Alen Sinanovic, leader della Bosnia, partendo da considerazioni sulla guerra, l’indifferenza, le divisioni manichee fra religioni e colore della pelle, hanno fatto sì che sei gruppi di ragazzi, rispettando una coreografia complessa, abbiano formato dapprima due gruppi che al ritmo di ‘They don’t care about us’ di Michael Jackson si sono uniti a formare un solo grande gruppo che srotola il grande banner”.

Il banner – continua la docente – , caratterizzato dalla scritta ‘Say no to racism and xenophobia’ fra le bandiere dei sei paesi presenti all’incontro ed una pellicola con otto fotogrammi diliceali action daysegnati e dipinti, rappresenta un’idea di base fortemente propugnata da Irina Poiana, una studentessa della Romania, molto semplice: ognuno di noi è dotato di tante personalità, idee e valori talvolta contrastanti convivono. Gli stereotipi, gli atteggiamenti xenofobici e razzisti coesistono con la voglia e la possibilità di cambiamento, ma, grazie ai viaggi e all’opportunità di incontrare culture e religioni diverse, poco a poco inizia a venir meno dapprima la personalità più legata agli stereotipi, in seguito saranno i viaggi a contribuire al superamento degli atteggiamenti xenofobici.

Comunque, solamente attraverso l’incontro con la gente cadrà ogni barriera e sarà possibile realizzare una vera catena umana. L’ultimo fotogramma del banner, infatti rappresenta l’uomo il cui cervello appare privo di ombre con un unico pensiero ‘I have changed’”.

Il ‘Final action day’ ha visto altre azioliceali action day5ni dimostrative quali: la proiezione in alcuni bar di un filmato realizzato dal brillante giovane regista turco, Ozgur Ozturk, il quale ha lavorato durante tutte le fasi dell’incontro per realizzare un filmato sullo ‘Youth Exchange’ per la televisione turca. È stata allestita inoltre una mostra fotografica che ha messo in evidenza la sensibilità con la quale sono stati colti quei segni della guerra che tanto ha condizionato questa terra, la povertà degli zingari, le tracce di un possibile futuro e la necessità di vigilare sulla possibile deriva del buon senso.

Ramazan, Larisa, Sinan, Emilija, Imran, Neslian, Visineltante storie e culture, avanguardia colta, responsabile, creativa di un possibile futuro di cooperazione!”.

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