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SCOPI E FINALITÁ DEI PIANI DI ZONA SECONDO SOLIDARIETÁ

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solidarieta-e-partecipazione Nella sede di “Solidarietà e partecipazione e”, in via Bernal, lunedì 9 settembre si parla di Piani di zona e di Partecipazione per il sociale.

Conduce la serata il professor Michele Pavone; presenti il consigliere comunale Enzo Cuscito, il segretario dell’associazione, Francesco D’Aprile e varie altre persone, non moltissime, ma tutte chiaramente interessate agli argomenti trattati.

Il discorso parte dai “Piani di zona”, che il professore illustra ai presenti servendosi di un questionario già pronto, con domande e risposte, canovaccio su cui si sviluppa tutto il suo intervento.

Cos’è un Piano di Zona? A cosa serve? Che  cosa s’intende con questa dizione? Quali sono gli attori coinvolti in eenzo cuscito22ssi? Come si realizza l’integrazione socio-sanitaria nei piani? Come si attuano? Quali sono le risorse per attuarli? Quali sono i risultati dei piani sociali di Zona?

Dalle risposte emerge che il Piano di zona è lo strumento principale delle politiche sociali e che deve costruire un sistema integrato di interventi e servizi.

Integrato sotto un triplice aspetto: perché deve mettere al centro del suo interesse la persona sotto ogni aspetto e bisogno; perché in questa assistenza devono integrarsi tutte le forze sociali (sanitarie, educative, formative, culturali..) operanti nel territorio; perché deve far collaborare e lavorare, in modo coordinato ed efficace per i cittadini, soggetti istituzionali e non, pubblici e privati.

In realtà tali interazioni non sono affatto scontate né di facile attuazione.

In un momento storico in cui eminenti sociologi parlano di individualismo, aspettarsi che “privati” si occupino con una certa sistematicità degli altri, è davvero ottimistico, se non utopistico.solidarieta-e-partecipazione

Gli attori coinvolti nei Piani di zona, Regione, Province, Comuni, Aziende Asl lavorano di solito d’intesa, ma i problemi da risolvere sono sempre più numerosi di quelli risolti, per l’ormai cronica mancanza di mezzi, per cui bisogna scegliere, distinguere e ciò porta a ritardi, errori e inadempienze.

Il Piano di zona messo in rete dal nostro Comune e tratto da quello della Regione Emilia – Romagna, ha riscontro nei servizi già offerti ai nostri cittadini.

E’ un servizio sociale e professionale finalizzato alla lettura e decodificazione della domanda sociale; alla presa in carica della persona e della famiglia; alla predisposizione di prosolidarieta-e-partecipazionegetti personalizzati; all’attivazione ed integrazione dei servizi e delle risorse in rete.

Tutte belle progettazioni che, se portate avanti con efficienza ed efficacia, risolverebbero molte situazioni dolorose.

Ma la burocrazia si sa, è una macchina predisposta agli “inceppi” e proprio nell’intento di evitare errori, ne commette molti e tarda a trovare le giuste soluzioni.

L’impegno dell’associazione “Partecipazione e solidarietà” parrebbe essere quello di affiancare le istituzioni, di suggerire, di controllare. Più operai ci saranno nella vigna e più in fretta e meglio si farà il lavoro. E la vigna, lo sappiamo tutti, ha sempre più bisogno di persone di buona volontà.

 

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