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Cronaca

FEMMINICIDIO: UN NOME AL MALE E ALLE DIVERSE FORME

femminicidio in italia

femminicidio in italia RITORNA

Ritorna
La tua assenza brucia in ogni angolo di me. Fallo.
Ritorna. Non è sempre codardia cambiare idea.
Ritorna.
Riporta indietro questo astioso tempo
Che ci ha ingrigiti nelle gole più profonde dei nostri animi
Che ci ha contagiati di un malore sporco e gonfio di rancore
Opponendosi
A quella meraviglia
Che eravamo.
Non so come ma devi.
Ritorna.
La tua assenza mi toglie il respiro mi annebbia la mente
Ti pretendo lo sai.
Tu fallo, devi farlo.
Ritorna.femminicidio in italia
Sei mia.
Cocciuta e bella da levare il fiato.
Ora sei mia per sempre.
Il mio serramanico che gocciola sangue
Il mio tremore rabbioso e lievemente compiaciuto,
Tu prostrata finalmente al mio volere….
Sei tornata, amor mio.

I “Femminicidi”: ultimamente uno di quei concetti ai quale i media ci sovraespongono e spesso, c’è da dirlo, spettacolarizzano, facendo della tragedia un business mediatico ma che, è innegabile, è comunque una realtà agghiacciante e senza senso dei nostri strani, bizzarri e spesso crudeli tempi. Tuttavia in Italia le statistiche e i dati ufficiali mostrano che non esiste effettivamente un’emergenza “femminicidio”.

In verità l’omicidio di donne da parte di partner o conoscenti non è diventata “un’epidemia”, sefemminicidio in italiamplicemente c’è più attenzione (che sta diventando morbosa) in merito e dunque quando il fatto di cronaca nera, purtroppo, accade, se ne parla per settimane. Ma i fatti di cronaca nera sono sempre esistiti: genitori uccisi dai figli, figli abbandonati dai genitori, pedofilia.

Il male generico, tuttavia, sembra non fare più notizia. Bisogna etichettarlo per forza, il male.

Negli ultimi mesi politici, giornalisti e statistiche e ricerche quanto meno opinabili hanno contribuito a creare una percezione del fenomeno molto diverso dalla realtà.

La bontà della causa, sensibilizzare l’opinione pubblica sull’omicidio di donne e incoraggiare il governofemminicidio in italia a prendere misure per contrastarlo, ha fatto come prima vittima la correttezza dei dati statistici. Ciò non toglie che le donne scomparse o uccise brutalmente dai loro compagni sono di certo in aumento e (conseguenza paradossale di questa spettacolarizzazione?) sono una vera vergogna, un crimine inaccettabile.

Ciò significa che l’individuo non è più capace di accettare un no, la fine di un amore. E questo è sintomo di un malessere sociale enorme. Siamo diventati rabbiosi (e non parlo solo di uomini), aggressivi, paurosamente fragile.

“Il femminicidio” è solo un nuovo neologismo che dà un nome a una delle svariate vie che il male può scegliere di intraprendere. Per cui, donne, attente ai vostri mariti o fidanzati troppo ossessivi. Ma fate attenzione anche voi uomini. E anche voi bambini. Attenti al male in genere, attenti!

Contro quello, dalla notte dei tempi, non c’è molto da fare. Al di là di ogni riflessione o precisazione, vorrei comunque omaggiare, con questi versi, tutte le donne uccise barbaramente in questo sanguinoso 2013. Riposiate in pace.

 

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