FEMMINICIDIO: UN NOME AL MALE E ALLE DIVERSE FORME
I “Femminicidi”: ultimamente uno di quei concetti ai quale i media ci sovraespongono e spesso, c’è da dirlo, spettacolarizzano, facendo della tragedia un business mediatico ma che, è innegabile, è comunque una realtà agghiacciante e senza senso dei nostri strani, bizzarri e spesso crudeli tempi. Tuttavia in Italia le statistiche e i dati ufficiali mostrano che non esiste effettivamente un’emergenza “femminicidio”.
In verità l’omicidio di donne da parte di partner o conoscenti non è diventata “un’epidemia”, se
mplicemente c’è più attenzione (che sta diventando morbosa) in merito e dunque quando il fatto di cronaca nera, purtroppo, accade, se ne parla per settimane. Ma i fatti di cronaca nera sono sempre esistiti: genitori uccisi dai figli, figli abbandonati dai genitori, pedofilia.
Il male generico, tuttavia, sembra non fare più notizia. Bisogna etichettarlo per forza, il male.
Negli ultimi mesi politici, giornalisti e statistiche e ricerche quanto meno opinabili hanno contribuito a creare una percezione del fenomeno molto diverso dalla realtà.
La bontà della causa, sensibilizzare l’opinione pubblica sull’omicidio di donne e incoraggiare il governo
a prendere misure per contrastarlo, ha fatto come prima vittima la correttezza dei dati statistici. Ciò non toglie che le donne scomparse o uccise brutalmente dai loro compagni sono di certo in aumento e (conseguenza paradossale di questa spettacolarizzazione?) sono una vera vergogna, un crimine inaccettabile.
Ciò significa che l’individuo non è più capace di accettare un no, la fine di un amore. E questo è sintomo di un malessere sociale enorme. Siamo diventati rabbiosi (e non parlo solo di uomini), aggressivi, paurosamente fragile.
“Il femminicidio” è solo un nuovo neologismo che dà un nome a una delle svariate vie che il male può scegliere di intraprendere. Per cui, donne, attente ai vostri mariti o fidanzati troppo ossessivi. Ma fate attenzione anche voi uomini. E anche voi bambini. Attenti al male in genere, attenti!
Contro quello, dalla notte dei tempi, non c’è molto da fare. Al di là di ogni riflessione o precisazione, vorrei comunque omaggiare, con questi versi, tutte le donne uccise barbaramente in questo sanguinoso 2013. Riposiate in pace.


