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LAVARRA. “È SAGGIO REVOCARE DELIBERA PARCO”

parco lama s.giorgio

enzo lavarra“L’istituzione del parco naturale Lama San Giorgio è per Gioia del Colle un banco di prova del suo futuro. E questo per diverse ragioni.

La prima ragione è nella missione propria di un parco naturale ovvero la tutela della biodiversità, dei valori paesaggistici, dell’equilibrio idrogeologico, dei beni storico-architettonici dello spazio naturale attorno alle città.

La seconda perché anticipa nella città, e nel territorio più vasto che lo comprende, le tendenze più moderne dello sviluppo sostenibile lungo la linea di un rapporto nuovo fra città e campagna. Corrisponde cioè ad un modello di sviluppo che coniuga la tutela del suolo, della flora e della fauna, in una parola quel bene prezioso che chiamiamo biodiversità e che ha una forte valenza di salute ambientale, con la fruizione di spazi naturali da parte dei cittadini, e soprattutto con l’integrazione delle diverse sfere dell’attività economica.

Da quest’ultimo punto di vista soprattutto dove il territorio agricolo non è fortemente specializzato, nei parchi si sviluppa in modo concreto la nuova azienda agricola moderna cosiddetta multifunzionale. Ovvero il mix di produzione – trasformazione – vendita di prodotti tipici e distintivi del nostro territorio con attività complementari come per esempio l’accoglienza turistica negli agriturismi, lo sviluppo della divulgazione delle pratiche produttive dei programmi regionali delle masserie didattiche, la sperimentazione di energie rinnovabili dagli scarti dell’attività agricola.

La leva turistica è particolarmente favorita perché combina offerta naturalistica ed enogastronomica con i programmi di valorizzazione dei beni culturali e archeologici, come promette la zona con gli scavi di Monte parco lama san giorgioSannace e con il Castello Normanno-Svevo.

Vi è da aggiungere che quando nei parchi e attorno ad essi si sviluppano queste attività, le masserie divengono luoghi di produzione o svolgimento di eventi culturali all’aria aperta specialmente nei programmi estivi di amministrazioni e associazioni in rete fra loro.

L’integrazione con la città vive anche con lo sviluppo e la promozione dell’artigianato locale e con l’offerta di servizi, a cominciare da quelli commerciali.

Le attività agricole nei parchi godono di finanziamenti privilegiati finalizzati a incoraggiare l’imprenditoria agricola giovanile e a sostenere i programmi d’insediamento e sviluppo di aziende agroalimentari.

Per i comuni del parco vi sono inoltre condizioni di premialità nell’accesso ai fondi pubblici e specialmente a quelli di diversi programmi comunitari; e in epoca di ristrettezza di bilanci dei Comuni anche questo è fatto rilevante.

Nel processo di istituzione e di gestioenzo lavarrane del parco è insostituibile il ruolo degli imprenditori agricoli. E’ imprescindibile una concertazione che concordi su temi come viabilità interna, percentuali di aumento di volumi per ampliamenti etc.

Accanto alle istituzioni e alle associazioni di interesse, il protagonista di questo nuovo modello non può non essere, infatti, chi produce e lavora la terra.

E questa la ragione del successo crescente dei Pachi in Puglia come quello dell’Alta Murgia o delle Dune costiere.

Lì si è avviato un processo virtuoso di questo nuovo sviluppo tanto che i più fieri oppositori iniziali dei Parchi sono oggi i riferimenti fondamentali di un processo economico che ha ricadute crescenti sia per il reddito delle aziende agricole che nelle città del territorio. Per questo sarebbe veramente utile di promuovere momenti di confronto fra queste concrete esperienze e i nostri operatori agricoli, le espressioni associative ed istituzionali.

Anche alla luce di un dibattito pubblico che coinvolga la città, al pari di quando si progetta il suo destino urbanistico complessivo, è saggio revocare la delibera sulla perimetrazione, come ha richiesto il circolo Pd di Gioia. E tornare a deliberare, quando la coscienza pubblica avrà avuto modo di discutere ancora più approfonditamente del Parco; come merita una occasione che ridefinisce una componente essenziale della vocazione della comunità, quella agricola, nella chiave di uno sviluppo sostenibile e integrato far le diverse sfere dell’agire economico”.

Enzo Lavarra

Presidente nazionale del Forum Agricoltura del Pd

 

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