MONGELLI: “NEL PD GIOIESE AFFIORANO I TAGLIATORI DI TESTE”
Riceviamo e pubblichiamo.
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NEL PD GIOIESE AFFIORANO I TAGLIATORI DI TESTE
“Il Pd di Gioia del Colle è finito nelle mani dei “tagliatori” di teste. Situazione prevedibile, visto il livore e l’arroganza di chi ha preso il comando. Un gruppo molto incline al palazzo, dato che si è messo già sugli attenti. Un Pd passato da uomini fedeli al partito (ovviamente sepolcri imbiancati secondo l’inquilino di palazzo S. Domenico), pronti anche a turarsi il naso quando le scelte non erano condivisibili, a questuanti che pur di mettere in atto il proprio disegno, non si sono fatti scrupoli a pescare nel torbido (o a linciare come hanno fatto l’altra sera Giovanna Magistro). Tornando ai questuanti, dopo aver girovagato per altri lidi, si ritrovano a guidare un circolo (secondo me si stanno facendo il classico giro sulla giostra), dal quale spesso se la sono data a gambe, perché non potevano coniugare u “cé sté pe me”. E fra i decollati ci sono anch’io, perché re Erode non vedeva l’ora di farlo. Infatti, il suo unico desiderio era quello di mettere le mani su una “creatura” che gli fu offerta in passato, ma che non accettò perché poco tollerante alla condivisione. In pratica, prevalse il suo spirito saccente, nonostante i flop collezionati. Però, tornando all’offerta di guidare il mensile del partito, al di là della condivisione, forse non aveva neppure intravisto (e questo lo affermo da malpensante) il famoso: “cè sté pe me. Quindi, per far felice qualche compagno di viaggio di Erode, aggiungo: “u màle iére ngù:rpe”.
Tuttavia è vero pure che dopo aver visto quello che ha combinato Renzi l’altro ieri al Quirinale, c’è da dire che l’arroganza di questi ragazzi non lascia presagire buone nuove per questo nostro bistrattato Pd. Partito che non mi stava bene neppure quando alla calma serafica e competente di Romano Prodi o all’onestà e alla preparazione di Bersani, faceva da sfondo l’ineffabile D’Alema. Tornando a Gioia, al nostro Circolo e s
oprattutto al Pd, che ora probabilmente finirà per essere allocato in una dependance stabilita da “palazzinari” in carica, visto i trascorsi di Erode rischia proprio grosso, perché come si dice sempre a Gioia potrebbe durare “tré di che nestàrze” (tre giorni con avantieri). Poi, circa le verità scritte o non scritte, le mie riflessioni le ho fatte ed anche a voce alta. Infatti, l’editoriale che mi ha portato alla decapitazione è quello sottostante, dove ho stigmatizzato in lungo e in largo episodi squallidi che si sono verificati non solo in precedenza, ma anche l’8 dicembre scorso. Quindi, per dirla alla Bertolt Brecht: ” Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”. Intanto lasciatemi rivolgere un grazie ai lettori di Gioiademocratica che in questi anni mi hanno sopportato, ai quali non sempre sarò sembrato condivisibile. Ai tanti giovani e amici che ho tentato di coinvolgere in questa bella avventura, anche a chi alla fine ha finito per condividere le idee di Erode. A questi e a tutti dico: so di avere un brutto carattere, ma un fatto è certo, ho sempre difeso coloro i quali non amano mettersi proni. Mentre a chi alla fine ha fatto una scelta diversa dalla mia, pur rispettandola, dico: restate seta, quindi non affiancatevi alla lana (perché nun è neppure lana, ma cianciume, avrebbe detto il poeta romanesco Gaetano Fofi). Quindi occhi a voi, perché quello che hanno riservato a me, nell’immediato lo riserveranno a voi. Personalmente, sono sereno ed anche pronto a battagliare. Non mi manca il coraggio, anzi episodi del genere mi fortificano ancora di più, perché oltre a farmi andare a testa alta mi fanno capire che non ho tradito i consigli di mia nonna che spesso mi ripeteva: “tratt chìde mègghie de te e fange i spese da sópe.
Andrea Luigi MONGELLI
P.S. fino a questo momento non hanno avuto neppure l’educazione di informarmi”.
