“CANTI DI TERRA” PRIMO CD PER I “LARIULÀ”-foto
“Canti di terra”, undici composizioni di struggente bellezza per raccontare Gioia, la sua storia, un’eco tra le brume della Murgia che si distende sull’intera regione, assurgendo a icona di Puglia con cuore gioiese. Calde, intense, seducenti “eufonie” rese ancor più originali da ritmi che dal passato hanno tratto melodici accordi.
Su di essi il ricamo di parole antiche, le stesse amate e studiate da Vito Celiberti, Seldina Matarrese, Pino Dentico, Pippuccio Montenegro, Pino Romano, Dina Montebello e Nuccia De Bellis per compiere il sortilegio affidato alla magia delle voci di Teresa Benincasa e Adele Tramacere, voci che su queste coloriture si sono forgiate, armonizzando le singole vocalità ai ritmi musicali di Pino Tramacere (anch’egli voce, chitarra e violino), Giorgio Carbonara (bassi) e Tommaso Lillo (tamburi e tammorre).
Sono loro – oggi – i Lariulà, dal 2008 “in scena” e pian piano passati dalla “sordina” che li ha visti na
scere a Gioia, nel caveau della Pro Loco, alla piena maturità che li vede produrre una registrazione di pregio, confezionata con cura e attenzione, patrocinata da Provincia, Comune e Gal Terre di Murgia.
Il primo brano, So mmise fijrme è una ballata trascinante. Il ritmo travolge, incita e lenisce l’antica, endemica piaga della disoccupazione che da sempre porta i giovani del Sud a “mettere firma” in un’Arma. Con Tarantella la danza vibra tra le note, diviene “pizzica”, saltella, piroetta, trasmette gioia di vivere ed allegria.
Schecchiatédda a metà strada tra filastrocca e scioglilingua, gioca con le sonorità linguistiche mentre Matalena – tra distici e doppi sensi – è la canzone dei cantastorie ed insieme a U sorge unde u pertuse stigmatizza il classicismo del folclore pugliese.
Marzagaglia si innesta con originalità nella storia e tra i brani. La musica composta e arrangiata da Pino Tramacere e le parole tratte dal testo di Tonio Cozzolino e Maurizio Vasco,
tessono un arazzo che rievoca le vicende tragiche del 1° luglio del 1920. Il ritmo che tanto ricorda sonorità blues, diviene incalzante e sorprendentemente vivace, quasi a voler esorcizzare la tragedia narrata.
Voci da brivido aprono U mòneche chembessore. E’ corale e suggestivo Canoscije na uagnédda, fortemente evocativo U lebbre e u rè, traccia in cui Ninnì Flavio torna a cantare.
La sua voce da menestrello è ouverture di Cecerennélla, in cui vibra il vento leggero della sua assenza e il cordoglio di chi lo ricorda con affetto.
Ultimo brano, Ninna nanna, struggente nella sua musicalità, pervaso di dolcezza, “arabeggiante” colon
na sonora de “Il miracolo di Trani”.
Ritmi che raccontano tanto della nostra terra, del sudore sparso nei campi, della sua storia, talvolta pervasi di nostalgica malinconia, talvolta frizzanti e briosi con “bollicine” country e un retrogusto blues, made in Gioia.
Il cofanetto di “Canti di terra” si presenta elegante, con all’interno un Cd che rievoca dischi in vinile, nell’annesso opuscolo la “genesi” di questo progetto è affidata alla prefazion
e di Raffaele Nigro, con titoli e note sui brani tradotti in inglese.
Un prodotto distribuito dalla Libreria Minerva Produzioni Audio Video e a breve anche presso la Feltrinelli, “nato” per viaggiare nel mondo e “cantare” la Puglia non solo per chi ne è lontano e ha nostalgia della musicalità del vernacolo, della sua luce, dei suoi colori, dei suoi profumi, ma anche di chi non la conosce e già la ama, è il caso della architetto senese o del signore milanese che per primo ha comprato il Cd. Sotto Natale “Canti di terra” è già approdato in Germania, Canada e U.S.A. e di strada, non vi è alcun dubbio, ne farà e tanta.
Dalila Bellacicco
———————————–
Tutti in teatro per “Canti della Terra”
(tratto da “la voce del paese” n. 15 del 21/12/2013)
Buona musica, colori, tradizione ed energia. Ecco cos’hanno portato sul palco del teatro Rossini di Gioia giovedì, 12 dicembre, i “Lariulà”.
Il numeroso pubblico, trascinato dalla vitalità del gruppo, ha intrapreso un viaggio tra i canti della tradizione popolare, che affondano le radici nel territorio della Murgia fino a toccare la Valle d’Itria. Un pubblico partecipe, animato, contaminato dalla forza del gruppo, si è lasciato trasportare dalle note di quei canti trasmessi oralmente, sentiti almeno una volta, magari da bambini, dai nonni in festa.
I testi tratti da ricerche della professoressa Dina Montebello, di Pino Dentico e Nuccia De Bellis, perfezionati nella musicalità in vernacolo dal professor Pino Romano, hanno impreziosito di storia e tradizione ogni singolo brano degli undici inseriti in “Canti della Terra”, prima raccolta dei Lariulà registrata e racchiusa in un Cd grazie al patrocinio della Regione Puglia e del GAL Trulli e Barsento e Terre di Murgia.
L’undicesimo brano “Cicirinnella” lo cantava l’indimenticato Ninnì Flavio, non più tra noi. Lo hanno rievocato le sonorità al sax di Ninnì Rizzi e le voci di Adele Tramacere e Teresa Benincasa, alle percussioni in via del tutto eccezionale ed amichevole Sandro Corsi che ha anche suonato l’armonica.
Accompagnate da Sandro, Adele e Teresa hanno cantato “Rollin’s on”, una composizione country del musicista. Tra gli strumenti utilizzati durante i concerto, le nacchere (Teresa) e i cimbali (Adele).
Ospiti d’onore Raffaele Nigro – caporedattore per la sede regionale RAI -, ed il maestro di tammorra Davide Torrente che insieme al violinista Ignazio Cascarano, a Sandro Corsi, Ninnì Rizzi e i musicisti si sono scatenati in una coinvolgente pizzica, ballata nel finale anche tra il pubblico.
Hanno danzato Irene Galatola, Marika Tramacere, Anna Maria Alfarano, Ilaria Donvito, Angela Palmisano e Marika Torelli.
Due donne e tre uomini hanno registrato il Cd, ma in realtà un intero popolo e tanti amici hanno “dato voce” a Teresa Benincasa e Adele Tramacere /cantanti), Pino Tramacere, ufficialmente il chitarrista, che si abbandona saltuariamente all’accompagnamento vocale. Tommaso Lillo e la sua tammorra, Giorgio Carbonara al basso e Mario D’Elia con la fisarmonica. I suoni si mescolano, diventano energia, quasi un organismo vivo, pulsante. Stupisce la voglia di andare avanti e migliorare, la capacità di mettersi costantemente alla prova. Sale sul palco la passione, vera protagonista.
Una passione che sa di Sud, di feste, di amici e di famiglia. Ancora una volta un vanto per Gioia del Colle. Ancora una volta, i Lariulà.
Valeria Dimola
