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VITO ANTONIO DI SANTO SCRIVE IN REDAZIONE E DENUNCIA….

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vito antonio di santoProvvediamo a pubblicare due missive a firma del concittadino Vito Antonio Di Santo, inviate in redazione con cortese richiesta di divulgazione. Due lettere, indirizzate rispettivamente al consigliere Federico Antonicelli, al Sindaco e al responsabile dell’Ufficio Tributi, ancora oggi inevase dai rispettivi destinatari.

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Egregio dott. Federico Antonicelli,

leggendo un periodico devo ammettere che il suo intervento mi ha stupito. Innumerevoli le inesattezze.

1) Per quanto riguarda la percentuale di aumento della TARES rispetto alla Tarsu, non è del 20-30%, come lei sostiene, bensì del 60% per le utenze domestiche e dell’80% per i Bar, davvero INAUDITO.

2) Lei, come i suoi amici, sta imparando bene a mentire decantando la Sua come “buona Amministrazione”. Ma ormai se ne stanno accorgendo anche le pietre che non è così.

3) Avete ingaggiato una ditta per la riscossione dei tributi che utilizza quattro persone con una spesa mensile di 32.000,00 euro. Questo è a dir poco allucinante, perché tutto questo va a gravare sull’economia del paese. Una buona Amministrazione queste operazioni non le fa. Con la metà di quella cifra potevate ingaggiare almeno 10, dico 10, giovani nostri laureati disoccupati. Il paese ve ne sarebbe stato grato e vi avrebbe fatto “onore”, indipendentemente dal colore politico.federico antonicelli

Vorrei ricordarle che quando si amministra la cosa pubblica lo si fa per il bene comune. Perciò, la logica dice che bisogna essere molto oculati nella spesa pubblica. Invece vedo che siete molto “ALLEGRI”.

E Lei si contraddice quando parla di auspicio di ripresa economica e occupazionale. Le vostre opere non fanno altro che mettere in ginocchio il nostro paese. E meno male che Lei è anche rappresentante della Confartigianato. Così tutela i suoi iscritti?

Che Dio abbia misericordia delle Sue brillanti opere”.

Vito Antonio Di Santo

Interpellanza al Sig Sindaco e al Direttore Ufficio Tributi

Sono il sig. Vito Antonio Di Santo (Avalon Caffè), vorrei capire e sapere il criterio con cui avete determinato la nuova tariffa TARES. Con la TARSU eravamo in compagnia di ristoranti-pizzerie-mense-panifici-pasticcerie. Vorrei sapere perché con la TARES ci avete allontanati da questi “isolandoci” in una categoria a sè (bar-caffè-pasticcerie) che è la più salata (18,78 euro al metro quadro), creandoci grandi difficoltà di pagamepovia santoiemmanto poiché siamo da qualche anno in forte recessione.

Si lavora poco e nel frattempo subiamo continui aumenti in tutti i sensi. Nel mio piccolo attuo la differenziata con il rifiuto del caffè (organico), carte e cartoni, plastica, vetro. Ma, anziché premiarci ci avete inferto questa mazzata. Spero e confido nel vostro buon senso alfine di “reinserirci” nella tariffa dei panifici. Abbiamo bisogno di una boccata di ossigeno nel nostro settore. Ed ancora un altro consiglio.

Metteteci in condizioni, TUTTI, di fare la differenziata, direi di OBBLIGARCI, in modo che i rifiuti diventino una RISORSA e non una spesa. Una buona amministrazione agisce in questo senso per il BENE COMUNE. Al di là dei COLORI POLITICI.

Distinti saluti”.

Vito Antonio Di Santo 

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