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FRANCESCA BARBA PRESENTA RAFFAELLO MASTROLONARDO

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Raffaello Mastrolonardo e Francesca BarbaGiovedì, 20 marzo, alle 18.30 presso la Sala Javarone – al primo piano di Palazzo San Domenico – Francesca Barba presenterà “La scommessa. Per gioco o per destino”, ultimo romanzo pubblicato da Raffaele Mastrolonardo, già venuto a Gioia in occasione della presentazione del suo romanzo “Lettera a Léontine” in “Righe d’autunno”.

L’incontro inserito nella rassegna “Storiae del/dal Sud ieri e oggi – Incontri con l’autore”, organizzata dal Centro Civico 121, è dedicato agli scrittori che raccontano e narrano il Sud e la nostra terra.

A fine serata Mastrolonardo sarà accolto nel Civico 121 con un gustoso buffet.

Scenario del romanzo la bellissima terra pugliese, “arsa, sofferente, paziente, generosa”. L’autore, attraverso il racconto di una grande storia d’amore, rievoca il genocidio del popolo armeno da parte dell’Impero Ottomano nel 1915. L’idea del romanzo nasce per caso, a suggerirla è una lettrice, Costanza, che in un messaggio su Facebook gli accenna a “La scommessa di Pascal’, applicandola all’amore e non a Dio. 

Gian Lorenzo Manfredi, architetto di successo barese si vanta di non essersi mai innamorato in vita sua. “Mi bastavano quei rapporti effimeri fatti di sola carne nei quali l’amore non è in preventivo”.
Sposato con Flavia, due figlie gemelle sedicenni Adriana e Valeria, l’uomo tradisce la moglie per noia, per routine, per il piacere del brivido.
Raffaello Mastrolonardo e Francesca Barba

L’unica vera passione di Maestrale (soprannome di Manfredi riservato a pochi intimi) è ristrutturare vecchie masserie che spesso si accompagnano a vetuste piante di ulivi dai nodi tortuosi “sculture sofferenti della natura”. Poiché “il destino avvisa quando mette in moto la sua trama”, Gian Lorenzo riceve l’incarico di riportare l’antico fascino in una masseria mediterranea di fine Ottocento la cui struttura centrale risale addirittura al Settecento. La proprietà appartiene ai coniugi Vettori di Treviso, giunti da poco a Bari. Miriam Vettori, “pelle bruna, volto ovale definito da capelli ricci”, possiede la bellezza calda e sensuale delle donne del Levante e l’architetto ne è affascinato, sente che qualcosa in lui sta cambiando, anzi è già cambiato, per sempre. Nella luce ipnotica pugliese di Bari, “città levantina dall’animo provinciale e mercantile” il cui simbolo è il rinato Teatro Petruzzelli, un uomo aveva scommesso di non innamorarsi e avrebbe perso. L’autore, raffinato poeta, attraverso la passione tra Gian Lorenzo e Miriam rievoca la tragedia del popolo armeno perseguitato dal destino legato da un legame millenario con la terra pugliese. I quaranta giorni del Mussa Dagh di Franz Werfel (1933) che racconta lo sterminio degli Armeni cristiani perpetrato dai Turchi nel 1915, ha fornito l’ossatura per la creazione del romanzo. È lo stesso Mastrolonardo che lo rivela al lettore nelle note finali del volume. Lasciamo a chi avrà il piacere di leggere il libro scoprire il legame profondo che lega Gian Lorenzo a Miriam.

 

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