RESEXTENSA NEL TEATRO. CONFERMATA O SFRATTATA?
Non tutti sanno che la residenza teatrale di ResExtensa, di cui è cuore danzante Elisa Barucchieri, a dicembre rischia lo… “sfratto”!
Per scongiurare ciò alcuni cittadini che hanno potuto apprezzare da spettatori l’impegno e la bontà delle sue proposte culturali, hanno chiesto per iscritto in una lettera indirizzata al sindaco, attualmente anche assessore alla Cultura, che venga confermata la gestione a ResExtensa anche in futuro.
“Essendo venuti a conoscenza che tale collaborazione è prossima alla scadenza contrattuale – scrivono i firmatari -, considerato che codesta Amministrazione ha più volte dimostrato di ritenere il Teatro Comunale l’immagine più compiuta della vita culturale della nostra città, un luogo in cui confrontarsi e identificarsi, chiediamo venga riconfermata anche per il futuro all’attuale compagnia la gestione del teatro Rossini…”
Una iniziativa “dal basso” scaturita
da un sincero apprezzamento nei confronti di una Compagnia che ha anche saputo generosamente donarsi in questi due anni.
Numerose le iniziative laboratoriali con gli studenti dei licei, con le scuole e con le associazioni del luogo non “coperte” da contributi, essendo per altro strettamente vincolato da determinazioni comunali l’utilizzo fuori programma del teatro e i costi di utilizzo dello stesso, anch’essi stabiliti non da ResExtensa ma dall’Amministrazione.
Sono trascorsi tre anni (di cui uno interamente dissoltosi in beghe burocratiche) da che la Compagnia di Danza, unica capofila nel progetto di Teatri Abitati nel sud Italia, ha in gestione il Rossini, per l’esattezza dal 4 gennaio 2013, data in cui venne ufficializzata la residenza con la pubblicazione delle graduatorie.
Pochissimo tempo sia per programmare che per conoscere e tastare il polso al territorio. L’investimento della Regione di 147.826,00 euro, in buona parte utilizzato per sostenere le “maestranze” che hanno collaborato alla vita del teatro, sia in progetti teatrali che in collaborazioni varie, unito al contributo del Comune di soli 20mila euro per il biennio, ha consentito di aprire il teatro e portare in scena laboratori, concerti, spettacoli e commedie anche di pregio in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese (ricordiamo Danio Manfredini, Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino, Daniel Pennac, Silvio Orlando, Elena Bucci, Elisabetta Pozzi, Benvenuti, Ovadia, Niccolini, Roberto Castello e Aldes, Michele Abbondanza, Transitions Company di Londra … nonché due festival nazionali del Vd’A (Voci del’Anima) e settimane della Danza con ospiti internazionali.
Il tutto senza reali punti di riferimento istituzionali, a seguito delle dimissioni chieste dal Pd lo scorso anno all’assessore alla Cultura Piera De Giorgi, figura importantissima nella programmazione e nel raccordo delle in
iziative, oltre che interfaccia “politica”.
Puntare in alto tenendo bassi i costi ed investendo pochissimo in Cultura in questi due anni lo si è potuto fare, grazie all’abilità progettuale di ResExtensa che è riuscita a spuntarla su concorrenti agguerriti e a convincere la Regione della bontà della sua proposta.
Ma quali scenari futuri si aprono sul Rossini, da dicembre in poi, tenendo conto che da giugno ResExtensa opererà a proprie spese per qualunque iniziativa, anche per motivi di rendiconto? Una gestione “in proprio” del Comune, che potrà avvalersi di figure esperte quali Mimmo Szost? Associazioni culturali locali? Affidamento “misto”, metà esterno e metà interno? Ci saranno competenze e soprattutto “spalle larghe” o si rischierà l’ennesima debacle, tornano ad un limitato “provincialismo” e perdendo nazionalità e internazionalità respirate negli ultimi due anni? Quanto la professionalità “premia” in termini di riuscita di un progetto culturale?

