PELLEGRINAGGIO A POMPEI CHIUDE IL MESE MARIANO-foto
“Una chiesa che sorprende è una chiesa viva. Quando non sorprende è una chiesa malata, morente e deve essere ricoverata in un reparto di rianimazione”. Così disse Papa Francesco domenica scorsa durante l’Angelus di Pentecoste.
Motto che da ora in poi dobbiamo fare sempre più nostro, tant’è che nel nostro piccolo vogliamo continuare a sorprendere i nostri fedeli. Infatti, quello che abbiamo vissuto è un più che solenne mese mariano, che per quanto ci riguarda è da ascrivere negli annali della nostra storia, dato che ha fatto registrare l’adesione alla nostra Confraternita di ben quattordici nuovi associati.
Soddisfazione che raddoppia a margine del pellegrinaggio a Pompei, dove per la prima volta nella storia del nostro pellegrinaggio, abbiamo indossato durante la celebrazione eucaristica, i “panni dei padroni di casa”, consentendo peraltro al nostro don Innocenzo Mondelli di presiedere la S. Messa. Motivo di grande emozione per tutti noi, e in modo particolare per don Innocenzo, il quale durante l’omelia visibilmente emozionato ha detto: “Siamo venuti in questo santuario per venerare la Madre del nostro Signore, santuario del quale s
e ne parla in tutto il mondo, e questo grazie ad un avvocato pugliese di Latiano, Bartolo Longo (beatificato da Giovanni Paolo II), che dopo essersi redento, si adoperò per edificare questo luogo di culto, dove di giorno in giorno il filo conduttore è la recita del S. Rosario, quella catena d’oro che ci rannoda a Dio”.
“Ed oggi sono oltremodo commosso perché la B.V. Maria del SS. Rosario di Pompei mi ha concesso la grazia di presiedere questa S. Messa, grazie anche alla vostra benevole complicità – diceva rivolgendosi agli associati della confraternita gioiese, presenti sul presbiterio dell’altare maggiore del santuario di Pompei – segno, questo, in cui si legge il volere della Madonna, la quale investe sempre i suoi benefattori. Invidiabile sinergia che ci consente – afferma don Innocenzo nel chiudere la sua omelia – di entrare in comunione con Maria e Gesù”.
Quindi, un pellegrinaggio che dopo aver prodotto beneficio allo spirito, ha di per se rinsaldato l’armonia di un gruppo che al dono della preghiera ha unito un momento di convivialità.
“Quanto basta ad indurci a raddoppiare il nostro impegno – ammette il presidente della Confraternita, Andrea Luigi Mongelli – decisamente proteso a rinnovare gli antichi fasti della nostra Confraternita, ma soprattutto al decoro della nostra rettoria, definita dal nostro Padre Arcivescovo Mons. Francesco Cacucci, una vera e propria bomboniera. Non a caso – chiude – il nostro interesse è finalizzato al recupero storico-culturale della nostra rettoria. Come pure un’altra nostra piccola ambizione è quella di fornire al Prof. Mario Girardi (storico della nostra città), l’input per aggiornare la storia della nostra confraternita. Intanto, in questi giorni, presenteremo alla Curia e di conseguenza alla Sopraintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia, la pratica per il restauro del quadro della Madonna di Pompei”.
Altra nota positiva arriva dal maestro artigiano gioiese Giovanni Angelillo, il quale lunedì scorso ha donato alla nostra Confraternita una perfetta miniatura della nostra rettoria che ovviamente metteremo in bella mostra. [foto Mario Di Giuseppe]
Ufficio comunicazione – Confraternita SS. Rosario – Gioia del Colle – conf.rosario@libero.it
