TUTTI I “PREMIATI” DI “I LOVE TEATRO”-foto
Il festival amatoriale “I Love Teatro” non poteva che concludersi con un tripudio di applausi e consensi nella serata dedicata alla consegna dei premi e vivacizzata dai giovanissimi attori della V C della “Collodi” di Acquaviva, invitati dal segretario della UILT, Antonio Lamanna, ad esibirsi sul palco del Rossini, ospiti di ResExtensa.
Un’ouverture fresca e briosa che ha riscaldato il pubblico numeroso in attesa della premiazione.
Dopo la consegna di attestati di partecipazione ai piccoli attori, è Elisa Barucchieri ad anticipare, con emozione, le difficoltà incontrate dalla giuria nell’individuare attori, registi e compagnie da premiare.
“Lo scorso anno parlavamo del festival delle Compagnie amatoriali con Vito Osvaldo, eravamo proprio qui, dove ogni volta sveliamo le nostre fragilità per condividere le emozioni con voi… la differenza tra teatro amatoriale e professionale, lo si evince
anche dalle opere presentate, spesso è sottile, il fattore che le accomuna è la passione e l’amore. Osvaldo, cui è intitolato il premio regia, lo incontrai in occasione della prima assoluta di “Soliloquy”, più di dieci anni fa, nel Castello. Scrisse anche una recensione… Una persona speciale che non è più con noi fisicamente, eppur continua ad esserlo in quelle verità che solo il teatro sa mettere a nudo.”
Menzione di merito per Marianna Liotino, Luca Cardetta e Gianluca Bellacicco, in scena con “Ribalta Gaia” di Pippo Masi, “per impegno, volontà e personale interpretazione”, candidati alla prima edizione del premio “Cenzino Rubino”, maestro del loro regista, eventi anticipato “dietro le quinte” da uno degli organizzatori del festival, Augusto Angelillo, nella quadruplice veste di presidente UILT, presidente Pro Loco, presidente di Teatralmente Gioia ed attore in… mutande ne “L’Antenato” .
I tre giovanissimi attori sotto la regia di Masi hanno già dato prova di estrema bravura recitando con gli ospiti della casa di riposo “Padre Semeria” nel Chiostro, in occasione della riedizione di un’o
pera dell’indimenticato regista gioiese Cenzino Rubino intitolata “La croce è di tutti”.
Targa a sorpresa per la miglior attrice non protagonista, Laura Colaninno, algida e orgogliosa Elisabetta I in “La rosa rossa”, portata in scena da DiversaMente e premiata come migliore opera per “il testo originale messo in scena con passione e maestria” dagli attori.”
“Il presente, il passato, l’antico e il moderno – riporta la motivazione – si fondono lasciando lo spettatore sbigottito, toccato, divertito […]”, un’opera ricca di simbolismo scenico, enigmatica, surreale eppur godibilissima.
Migliori attrici pari merito con premio intitolato ad Annamaria D’Ettorre, Maria Serena Ivone -“Pinocchia” eclettica di grande impatto e bravura della Compagnia “Ciccio Clori” – e Teresa Pertosa “personaggio poliedrico e surreale reso dinamico e brillante da una recitazione fluida” su un testo complicato e complesso, portato in scena dalla Compagnia “Instabile”.
Il premio “Miglior attor
e” intitolato a Tino Cianciotti, anch’egli prematuramente scomparso, lo ha meritatamente conquistato Antonio Surico, indimenticabile “Antenato” di “Teatralmente Gioia”.
Meritatissimo il premio alla Regia intitolato ad Osvaldo Angelillo, conferito a Maurizio Vacca, ad oggi una delle migliori espressioni di talento che Gioia ha prodotto.
Il regista e docente dell’U.T.E. è riuscito “a mettere in scena un pezzo della storia del nostro paese con un innumerevole numero di attori”, valorizzati nella scelta dei ruoli ma soprattutto è riuscito con successo a trasferire la sua passione recitativa, cercando e portando in luce in ciascuno dei corsisti – attori, quel talento unico schermato dalla timidezza, impreziosito dalla sua esperienza attoriale, dai suoi consigli, dall’attenzione posta ad ogni dettaglio per far emergere il corale pathos di un momento storico che ancora “sanguina”: l’emigrazione che portò in America tanti italiani e i loro sogni. A fine serata i saluti istituzionali dell’assessore Pippo Colapinto, che ha candidamente confessato di aver incontrato per la prima volta in teatro Elisa Barucchieri, e di Mimmo Szost.
[Foto Mimmo Castellaneta]
