PER NON DIMENTICARE LE VITTIME DEL DISASTRO ATR72-foto
“Ricordare.. e non dimenticare”. Queste sono state le parole dell’assessore Pippo Colapinto durante la commemorazione delle vittime del disastro aereo dell’ATR 72, avvenuto il 6 agosto 2005, provocando la morte di 16 persone. Ed aggiunge: “Non sono qui nelle vesti di assessore, ma come amico di Francesco”, scusandosi per gli evidenti segni di commozione. Il tutto è avvenuto giovedì 7 agosto alle ore 18.30 presso i giardini di Paolo VI, lì dove è situata una stele commemorativa in ricordo dei tre ragazzi strappati violentemente alla vita e agli affetti familiari.
A distanza di nove anni, il dolore resta intatto, così come l’amarezza per aver perso i propri cari nel più assurdo e drammatico dei modi, come ricorderà Tonia Scarnera presente anche all
a manifestazione tenutasi a Bari.
A seguito di un piccolo rito religioso al cospetto della stele, il vicesindaco Filippo Donvito ha sottolineato l’importanza dell’unità della cittadinanza negli anni che non ha mai lasciato soli i parenti delle vittime e che non ha mai abbandonato il ricordo dei loro cari.
Al termine, i parenti ed i presenti si sono recati presso la Chiesa Madre per partecipare alla messa in memoria di Francesco, Antonella e Maria Grazia.
Enzo Vasco
Strage dell’ATR 72, dopo nove anni “Tutti condannati e tutti liberi“. La mancata applicazione delle condanne risuona forte e amara in questo nono anniversario ricordato nel pomeriggio del 6 agosto a Bari da una messa nella chiesa di San Sabino e alle 19,00 nel Parco Perotti davanti alla stele che commemora le vittime, a cura dell’Associazione “Disastro aereo Capo Gallo – 6 agosto 2005”. Cerimonia per ricordare le vittime del volo ATR 72 della Tuninter diretto a Djerba e precipitato in mare al largo di Capo Gallo vicino Palermo senza carburante. Cause e numero delle vittime è storia dolorosamente nota. A marzo 2013 la Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria, rigettando il ricorso dei sette imputati condannati, sia in Corte d’Assise che in Corte d’Appello. Eppure, la condanna definitiva non è stata mai applicata. Tutti i condannati sono in piena libertà e nessuno di loro sta scontando la pena. Con la sentenza, furono accertate le condotte omissive non dolo di chi si occupò dell’esecuzione del volo, ma anche dei responsabili della pianificazione e organizzazione.
Nel settembre scorso, la Procura di Palermo ha diramato un ordine di carcerazione e mandato di arresto nei confronti di Chafir Gharbi, pilota e comandante dell’aereo. La Procur
a generale preposta all’esecuzione della pena ha comunicato l’ordine di carcerazione e di ricerche internazionali al Ministero della Giustizia italiano.
Dopo l’appello rivolto al Ministro della Giustizia A.M. Cancellieri, un funzionario del Ministero spiegô del mandato di cattura internazionale nei confronti del pilota, che non aveva avuto un seguito, mai assicurato alla giustizia, in quanto promosso, notizia recente, comandante di bordo per la ex Tuninter, oggi Sevenair.
In ultima istanza, è stata scritta una lettera al Ministro degli esteri Federica Mogherini, perchè l’Italia faccia qualcosa, affinché i condannati scontino la pena. Non siamo contro la Tunisia, ma contro i responsabili del disastro aereo del 6 agosto 2005.
Tonia Scarnera

