OGGI POMERIGGIO “GIÙ LE MANI DAL NOSTRO MARE”-foto
“La mattina del 9 agosto 2014 da Gioia siamo partiti in 4, accomunati dagli stessi ideali (io, Vito Lovero, Giuseppe Aquilino e Michele Ventura) per partecipare alla manifestazione “GIU’ LE MANI DAL NOSTRO MARE”, organizzata dal M5S di Puglia e Basilicata. (Grido d’allarme di protesta contro le trivellazioni sperimentali in adriatico sulle spiagge pugliesi e lucane). Altrettanto grave è constatare che tutto questo accade mentre l’Unione europea ha varato il “Pacchetto clima-energia 20-20-20” che prevede un’azione di politica climatica intesa a modificare la struttura del consumo energetico da parte degli Stati membri attraverso misure vincolanti finalizzate a raggiungere, entro il 2020, la riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas serra derivanti dal consumo di energia rispetto ai livelli del 1990; l’aumento al 20% della percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili; il miglioramento del 20% dell’efficienza energetica. Alcuni dei partecipanti li conos
cevo di persona in quanto incontrati in un Agorà svoltosi a Valenzano, oratore dell’evento il Parlamentare Alessandro Di Battista. Altri erano attivisti e comuni cittadini accomunati dallo spirito di informare su quello che sta accadendo nella nostra amata Puglia!
Ci siamo radunati in tanti, arrivati da diverse parti della Puglia nei pressi del Lido Bambù di Capitolo (era presente anche il deputato al Parlamento Giuseppe L’Abbate), da dove alle 10,30, ripresi da alcune TV locali (compreso il TG3) e da fotografi improvvisati, siamo scesi verso la spiaggia affollata di bagnanti formando una catena umana e trasportando l’ormai famoso striscione che riportava la frase oggetto della manifestazione, e che è stata incessantemente accompagnata dal coro scandito a squarcia gola da tutti “GIU’ LE MANI DAL NOSTRO MARE”!
Non nego l’iniziale indifferenza o fredda partecipazione dei bagnanti che pian piano informati dal nostro grande speaker Giova
nni Vianello, si sono interessati all’evento ponendo domande in merito, ovviamente non poteva mancare il contestatore di turno che ci ha additati come disturbatori, ma non ci siamo curati di loro e tantomeno scesi a diverbio (anche se la tentazione di dirgliene quattro c’era).
Mi erano rimaste impresse tutte quelle persone straordinarie con cui abbiamo condiviso in quelle tappe giornate vive di speranza. Dal disoccupato, al precario, a chi come un caro amico, combatte contro un male e tutt’ora sottoposto a chemioterapia. L’ho visto indomito, sorridente, sprezzante, nei confronti del male contro cui combatte da tempo, un vero gladiatore, mi sono commosso pur non dandolo a vedere, ma tanta tenacia che sprigionava mi ha fatto capire, come una persona mossa da spirito di solidarietà non si ferma nemmeno davanti a un male, a quell’amico và il mio imme
nso ringraziamento per l’insegnamento dato, non solo a me ma a tutti, “Grazie Francesco”.
La seconda tappa ci ha portati a San Pietro Vernotico (Campo di Mare) a 2 Km dalla centrale elettrica alimentata a carbone di Cerano. Lì la partecipazione è stata più sentita, forse perché la popolazione del luogo vive sulla propria pelle la situazione di inquinamento e rischio ambientale provocata da un ecomostro presente in zona da anni!
La terza tappa ci ha portati invece a Marina di Lizzano (TA). Anche li la partecipazione dei bagnanti e degli abitanti del luogo è stata sentita, alcuni erano intimoriti e forse a disagio in quanto non abituati a eventi simili, in Italia è molto frequente lamentarsi di situazioni ambientali precarie o addirittura pericolose, ma non agire in massa restando spettatori inermi! Questa è la sfida che siamo in procinto di raccogliere, la diffidenza e la staticità della popolazione, e su cui ha facile gioco il potere forte, sia in
ambito locale che centrale!
Penso che non ci devono essere bandiere, partiti o movimenti per far svegliare le coscienze, ognuno di noi ne ha una, e deve essere questa coscienza che deve spingerci a cercare in ogni azione l’idea del bene comune!
Da anni molti politici (locali e del potere centrale) hanno accantonato certe priorità, concentrandosi solo a far prevalere i soliti interessi di pochi. In questo momento difficile ogni cittadino dovrebbe non farsi condizionare da ideologie o bandiere e indirizzare il proprio piccolo sforzo e col suo modesto contributo a prodigarsi per il bene di tutti!
Questa notte non ho contato le stelle cadenti (non avevo tempo) ma di sicuro, in queste manifestazioni le spiagge di Capitolo, di San Pietro Vernotico e di Marina di Lizzano ne erano piene, e si ve
devano anche al sole, tante STELLE che prendendosi per mano hanno contribuito a svegliare (spero) molte coscienze intorpidite!
A differenza di qualcuno che non vedeva e non vede l’ora di spappolare la nostra “COSTITUZIONE” per andare tranquillamente in ferie convinto di aver fatto il bene dell’Italia, noi non siamo andati in ferie per continuare a divulgare, a svegliare le coscienze! Quindi non stare tanto “Serenooo!!”
Ultima tappa oggi pomeriggio, sabato 30 agosto 2014 a Bari, in Corso Vittorio Emanuele ore 18, al grido “GIU’ LE MANI DAL NOSTRO MARE”.
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COME AVVENGONO LE TRIVELLAZIONI IN TERRA ED IN MARE
Le perforazioni raggiungono i 500/1500 metri per il gas, 3000/4000 metri per il petrolio.
Le fasi delle perforazioni sono tre:
A. la prospezione sismica (cioè la ricerca per capire se ci sono o non ci sono idrocarburi nel sottosuolo);
B. la richiesta di permesso di coltivazione (è una fase burocratica con pozzi esplorativi);
C. la coltivazione di una concessione mineraria (l’attività di estrazione vera e propria). Qui si smette di perforare, a meno che non si richiede un work-over, e si estrae petrolio o gas. L’estrazione prevede l’uso di sostanze liquide e tossiche che facilitano l’attività estrattiva. Questa attività produce fanghi e acqua di strato tossici in un rapporto matematico rispetto ai barili di petrolio estratto.
Nella fase A la ricerca si fa con:
IN TERRAFERMA
1. uno strumento, il vibroseis, che emette onde sismiche nel sottosuolo, poi registrate da uno strumento, tipo un ecografo. Le onde svelano l’eventuale presenza di sabbie di idrocarburi nel sottosuolo. Questo strumento funziona se ci sono strade asfaltate ed è meno invasivo di altri;
2. immettendo a determinate profondità non elevate, cariche dinamitarde che vengono fatte esplodere per simulare anch’esse onde sismiche. Dal cui ritorno registrato con apparecchiature specifiche, i tecnici capiscono se ci possono essere o meno sacche di idrocarburi. Questa tecnica è molto invasiva e nel raggio di 5 km distrugge l’80% della flora presente.
IN MARE
1. con un cannone d’aria, air gun, che viene poggiato sui fondali e spara onde a una pressione elevatissima che è all’origine degli spiaggiamenti dei cetacei. ha un raggio di azione come il Vibrosesis, di circa 5 km con effetti più devastanti in termini di moria di pesci. Andrebbe vietata.
Nella fase B e C si iniziano a realizzare i pozzi. E poi vogliamo parlare anche del FRACKING?
Il Fracking non è normato in Italia e andrebbe vietato per legge. È una pratica altamente devastante. In sostanza si realizza un pozzo che raggiunge intorno ai 1000, 1500 metri, le rocce di scisto che sono piene di metano solidificato con la roccia. Da questo pozzo verticale e centrale, partono diverse diramazioni orizzontali con cariche esplosive, acido cloridrico, acido fluoridrico e altre sostanze non elencate perché protette dal segreto industriale.
Con le cariche dinamitarde o con acqua ad altissima pressione, si fa esplodere la roccia di scisto, frantumandola. A questo punto entrano in gioco le sostanze chimiche che scindono i gas dalla roccia il quale sale in superficie e viene incanalato. Questa operazione viene condotta generalmente in aree circolari di circa 5kmq per volta e dopo ogni prelievo di gas si sposta ai 5 kmq successivi. la devastazione del sottosuolo è totale. È anche la pratica più sismogenetica attuata. C’è il sospetto che a Rivalta il terremoto sia stato causato dal fracking. In America c’è un paese, Gasland, che ha avuto il fenomeno di far scorrere il metano del gas di scisto ricavato dal fracking insieme all’acqua potabile.
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