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VALERIO PASTORE AL FESTIVAL DEL FUMETTO DI LUCCA

VALERIO PASTORE

VALERIO PASTORE Dal 30 ottobre al 2 novembre il fumettista gioiese Valerio Pastore ha partecipato al Lucca Comix and Games 2014, il festival internazionale del fumetto, del cinema d’animazione, dell’illustrazione e del gioco presentando il suo ultimo lavoro “Creature dal crepuscolo della percezione” edita Hyppostyle di cui editori e sceneggiatori sono Aldo Pastore e Paolo Neri e l’illustratore appunto Valerio che abbiamo incontrato per parlarci dell’esperienza vissuta a Lucca.

E’ stata un’esperienza positiva e formativa perché mi ha permesso di mettermi in contatto con persone del mestiere. Bisognava essere veloci nel realizzare i disegni, perciò è stato molto impegnativo, ma molto entusiasmante e soddisfacente”.

L’opera di cui ci parla Valerio e che abbiamo avuto modo di apprezzare leggendola, racconta storie diverse delle quali ci ha colpito molto quella di Ayran, che trascorre la sua vita disegnando i suoi ricordi e la coppia di minotauri, unico tocco di romanticismo presente nell’ opera che, pur essendo avvincente, angoscia nella descrizione e nei sentimenti generati dal perfetto equilibrio con le illustrazioni che insieme alla sceneggiatura offrono un senso di morte, alcune volte di non senso ed esagerata violenza come nel caso del secondo racconto in cui la protaVALERIO PASTOREgonista, Raynna, è risucchiata da un vortice infernale paradossalmente alla didascalia della citazione (che accompagna sempre ogni finale delle storie): “Fai quel che sai di dover fare… e solo in questo, dentro te …assaporerai la pace…” o ancora Nyna decide di strapparsi gli occhi per non vedere nulla. Tutte le storie confluiscono nel epilogo in cui viene alla luce l’autrice- protagonista che malata terminale in una stanza di ospedale in compagnia di un’infermiera racconta con queste storie, preparandosi al distacco apparentemente sola: infatti a farle compagnia oltre l’infermiera saranno proprio le protagoniste dei suoi racconti.

“Ti auguro soltanto di non essere più sola in questo tuo nuovo sogno perché alla fine…” dice l’infermiera e la didascalia finale conclude: “tutto ciò che non siamo muore con noi”.

Il testo termina con le fasi di lavoro delle tavole e note di Valerio, la spiegazione della nascita e dello scopo della storia, quindi i ringraziamenti finali. Abbiamo avuto modo, grazie a Valerio, di contattare gli editori, sceneggiatori della storia per maggiori delucidazioni. Di seguito il loro contributo:

Le storie seguono un ordine preciso o sono state inserite secondo un ordine non prestabilito prima dell’epilogo?

Solo le ultime due storie hanno un ordine preciso. La penultima simboleggia la fantasia, la quale genera le nostre proiezioni, che sta giungendo al termine. Alla fine quelli che vediamo rappresentati sono “sogni” e come tali non hanno necessariamente un ordine prestabilito. Eppure sono anche i sogni di una donna morente, sono le sue vite non vissute, quelle che tutti noi abbiamo nascoste nella nostra anima e che spesso vengono alla luce solo nella fase onirica.

La scelta di concludere ogni racconto con la morte deve essere letta dal lettore come presagio dell’epilogo o diversamente è proprio il tema della morte che gli autori volutamente desiderano mettere in luce laddove la luce in realtà non c’è per nulla, trattandosi di paesaggi molto oscuri e sentimenti molto tristi, malinconici e adirati-frustrati se si pensa alla prima storia?

In realtà non tutte le storie si concludono con la morte. La prima storia si conclude con un distacco, con il rifiuto. Anche nella seconda storia la protagonista non muore; lei è solo “l’anima” della gemma di una spada che porta la morte, ma non sa di esserlo, né si preme di capirlo; compie solo il suo dovere distaccata dalla sua vera natura. La terza protagonista muore, ma il tema è il distacco dalla vita quotidiana, che porta onori ma allo stesso tempo isolamento e malinconia (che finiscono per diventarle “letali”). Anche nella quarta storia la ragazzina non muore, in realtà non ha mai vissuto, perchè vive solo attraverso la sua immaginazione che serve a nutrire di ricordi di vita la morte stessa. Nella quinta i centauri si lasciano morire, perchè subiscono il distacco da un creatore che ignora tutta la loro esistenza, compresi il loro amore o la possibilità della loro curiosità; egli ha creato l’orizzonte non curandosi che i centauri avrebbero potuto volerlo esplorare. Nella storia futuristica, la protagonista non muore, comincia a vivere dopo essersi strappata gli occhi, dopo aver visto morire il suo fedele amico che le permetteva di vivere una vita in isolamento. Forse non è mai neanche stata realmente in gabbia, ma il suo distacco dalla vita non le permette di notarlo. La penultima storia è il distacco dei sogni dal loro luogo di origine, che ormai si sta inesorabilmente esaurendo. Ovviamente c’è un tema comune che è proprio quello del distacco visto magari anche come non vita e quindi morte. Il fil rouge della morte serve come sottotraccia per quello del distacco.

L’immagine più inquietante è sicuramente la scena della morte di Rayanna inghiottita in un vortice infernale. Mi ha colpito l’inquietudine, l’aggressività, l’angoscia, in una sola parola il male che ha trasmesso l’immagine con il contrario che invece esprime la rispettiva didascalia in cui si parla di pace. Paradosso voluto? E perchè una fine così cruenta per Rayanna?

Il paradosso è ovviamente voluto. Ma come detto prima in realtà lei è obbligata per la sua natura a essere risucchiata in quel vortice, perchè ignara di ciò che la circonda, di ciò che realmente è la sua casa, è felice non ponendosi domande, accetta la sua vita per quello che è (ed è anche questo una forma di distacco).

Ringraziando gli editori per le delucidazioni, continuiamo la nostra intervista con Valerio che ci racconta la sua recente esperienza a Bari partecipando al raduno Cosplay dal titolo “Super eroi per il diritto allo studio” presso il Campus universitario organizzato dalla Link Bari venerdì 21 novembre dalle 9 alle 19 durante il quale ci sono state dimostrazioni di rugby, seminario di disegno e colorazione, lezione introduttiva di giapponese, lezione sulla trasposizione in layout di una sceneggiatura per un manga e tante altre attività riguardanti anche l’ attività illustrativa in cui Valerio ancora una volta ha dimostrato la sua competenza non solo presentando il suo ultimo lavoro ma realizzandone in estemporanea altri.

Prossimi progetti?

“Si, lunedì 24 novembre è iniziato il primo contest di illustrazioni con tema: “Disegna la tua squadra Assoretipmi team volley Jòya”: gli elaborati potranno essere consegnati o durante le domeniche delle partite al PalaCapurso, o presso lo studio di Arte in scatola.”

Gli elaborati pervenuti saranno sottoposti al vaglio di una giuria composta da professionisti nel campo delle arti grafiche: lo stesso Valerio e gli artisti Mario Pugliese e Giuseppe Magnifico. Prossimo appuntamento ufficiale quindi del contest domenica 30 novembre alle 18.

Segnaliamo infine che l’opera “Creature dal crepuscolo della percezione” edita Hyppostyle di cui Valerio è illustratore, è acquistabile presso la fumetteria “Fumetto nascosto” in via Giacomo Leopardi 12.

 

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