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CLASSICO. “LE LUNGHE NOTTI DI ANNA ALRUTZ” CON ILVA FABIANI

presentazione libro ilva fabiani

presentazione libro ilva fabiani Lunedì 26 gennaio nell’ambito delle manifestazioni per la Giornata della Memoria presso l’Aula Magna del Liceo Classico “P.V. Marone” di Gioia del Colle è stato presentato il romanzo d’esordio “Le lunghe notti di Anna Alrutz” di Ilva Fabiani, docente di Lingua Italiana presso l’Università di Gottinga nel sud della Germania. Presenti all’incontro il professor Leopoldo Attolico, il preside professor Rocco Fazio e la professoressa Grazia Procino, esordisce il professor Attolico che salutando i presenti introduce un brano musicale per ricordare le vittime della Shoa.

Il preside Fazio saluta i presenti e cita la Legge istitutiva della Giornata della Memoria la n.211 del 2000 letti i due articoli, presenta la professoressa Fabiani, vincitrice del concorso nazionale di narrativa “Il mio esordio”, oltre al Premio della critica Scuola Holden per l’opera più originale e il Premio Community “ilmiolibro” assegnato dai lettori, ringrazia il Presidio del Libro di Gioia nella persona della Responsabile Orietta Limitone per la sua preziosa collaborazione.

La professoressa Procino ringrazia l’autrice per la sua presenza, e afferma che la stessa nel suo romanzo è riuscita a coniugare l’abilità letteraria con la ricostruzione storica dei fatti. Protagonista del romanzo è Anna, una giovane tedesca appartenente ad una ricca famiglia borghese, maniaca dell’ordine, dell’igiene che decide di diventare una braune Schwester, una di quelle infermiere “dal camice marrone”, colore della loro divisa, volute da Hitler per attuare la pratica crudele della sterilizzazione forzata delle donne con disabilità fisiche o psichiche, presunte portatrici di malattie ereditarie al fine di costruire e preservare la purezza della futura razza ariana. Le infermiere erano vere e proprie ancelle del mito della razza ariana, prestavano giuramento di fedeltàpresentazione libro ilva fabiani e ubbidienza a Hitler che era leader politico e anche religioso. La storia si snoda in particolare negli anni che vanno dal 1931 al 1935 in Germania quindi siamo nella fase iniziale di costruzione dell’ideologia nazista, la giovane Anna, personaggio fittizio, vicina alle idee del Führer per via del suo orientamento nazionalsocialista, decide di seguire il suo ex professore universitario, noto ginecologo il dottor Hartmann e di affiancarlo nella sua attività presso la clinica ginecologica di Gottinga. La svolta avviene quando nella clinica viene ricoverata Helene la sua amica d’infanzia, Anna improvvisamente “si sveglia” si rende conto della gravità e crudeltà dei crimini che aveva commesso e cerca presentazione libro ilva fabianidi porvi rimedio liberando la sua amica e alcune donne ricoverate in clinica anche se forse è troppo tardi.

L’autrice afferma di aver immaginato la protagonista, nella seconda parte del suo romanzo, come un’anima il cui pentimento tardivo in vita continua nell’aldilà, dove ripercorre la sua breve vita e osserva il destino delle tante donne incontrate in vita fin quando si chiede come ha fatto ad essere così cieca nel seguire le idee di Hitler. L’idea di scrivere questo romanzo è nata da due ricerche parallele: una sulla storia dell’edificio che ospita l’università presso cui l’autrice lavora che in passato è stato la sede della clinica ginecologica del dottor Martius (Hartmann nel romanzo di Ilva Fabiani) dove sono state sterilizzate forzatamente 787 donne e 1300 uomini, e l’altra sui vecchi abitanti della sua casa, li infatti ha vissuto una braune Schwester.

La Fabiani ha mostrato varie immagini dei luoghi raccontati nel suo romanzo facendo notare che la bellpresentazione libro ilva fabianiezza architettonica di quei luoghi va di pari passo con la sensazione che qualcosa di terribile vi sia successo, tra le varie immagini anche quella raffigurante la lapide commemorativa dei tanti ragazzi impiegati nei lavori forzati, posizionata nel 2004 all’ingresso del Campus universitario recante la scritta “Il vostro dolore rifiuta l’oblio” a conferma della radicalità dei tedeschi nel voler ricordare oggi quello che è stato. Significative anche le immagini di propaganda nazista che mostravano le conseguenze della moltiplicazione di persone con difetti fisici o psichici, le stesse venivano inserite anche nei libri di testo delle elementari.

Per l’autrice è l’empatia, la solidarietà verso il prossimo che ci può salvare dall’orrore delle dittature passate e presenti, e per questo è importante educare i più giovani a questo, è importante viaggiare, conoscere un’altra lingua, aprirsi alle culture diverse dalla nostra, capire che c’è sempre da imparare dall’altro, dal diverso.

 

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