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Cronaca

UNO SPIRAGLIO CON INCOGNITE PER I LAVORATORI ANSALDO

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manifestazione ansaldo corteo Per l’Ansaldo di Gioia del Colle potrebbe esserci la possibilità, il condizionale è d’obbligo, di non chiudere. La Sofinter ha infatti presentato un piano industriale che potrebbe aprire uno spiraglio sul futuro dei 197 lavoratori dello stabilimento gioiese dell’Ansaldo Caldaie, ex Termosud.

Ieri, nel corso dell’incontro tenutosi presso il Ministero delle infrastrutture e dello Sviluppo Economico (MISE), l’azienda ha presentato il suo piano industriale per rilanciare lo stabilimento. All’incontro erano presenti Giampietro Castàno, funzionario del Mise, Angelo Alfieri e Angelo Perucconi per la Sofinter, Paolo Di Schena per la task force lavoro della Regione Puglia. Per la Fiom Cgil, Gianni Venturi della segreteria nazionale e Antonio Pepe, segretario generale Fiom Bari. Per la Fim Cisl, Carlo Anelli della segreteria nazionale e Nicola Lorusso della Fim Bari. Franco Busto della Uilm Uil.

Il piano industriale presentato presupporrebbe investimenti per circa quattro milioni di euro. Tutto però parrebbe subordinato al cofinanziamento promesso,manifestazione ansaldo corteo3 a parole ma non ancora quantizzato, dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in termini di macchine, formazione e ricerca e la concessione da parte del Ministero della cassa integrazione straordinaria a tutti i lavoratori, per due anni.

Un piano su cui sono stati sciorinati numeri in grande quantità, tra cui le ore di lavoro presumibili da utilizzare nel periodo 2015-2017. Ma sugli stessi non c’è l’ufficialità. L’unico dato certo è il numero dei futuri pensionati (21), ai quali l’azienda si impegnerebbe fin da ora a favorirne la mobilità incentivata. Ad altri, non meglio precisati e quantificati, favorirebbe il trasferimento in altre sedi del gruppo. Salvo poi chiedere, come sempre più spesso accade in questi casi, approfittando della situazione e dello stato di crisi, di rivedere alcuni istituti della contrattazione di secondo livello.

Una richiesta certa che cozza con le numerocrisi ansaldo convertire la produzionese incognite prospettate dai lavoratori sulle ricadute occupazionali che il piano industriale presentato dovrà garantire in termini di livello occupazionale totale.

Non per nulla il segretario generale della Fiom di Bari, Antonio Pepe, avverte che “I finanziamenti sono concessi alle imprese a fronte dei consolidamenti dei livelli occupazionali. Lo ha dichiarato la Regione, restiamo cauti nella valutazione del piano industriale. L’azienda deve fare un ulteriore sforzo perché al netto delle fuoriuscite volontarie, sia salvaguardata l’intera occupazione”.

Tutto è ancora una volta rinviato al prossimo incontro che si terrà giovedì prossimo, 5 marzo, quando si entrerà nel merito dello stesso piano, questa volta alla presenza dei responsabili baresi di Confindustria, i vertici della Sofinter e della Regione Puglia. Incontri propedeutici al successivo incontro, previsto per metà marzo, presso il Mise a Roma.

 

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