CACCIATA DIPENDENTI. RISPONDE LA NATUZZI GROUP
“In riferimento a quanto riportato nel comunicato stampa a firma delle sigle sindacali Feneal-Uil di Puglia e Basilicata, il Gruppo Natuzzi intende chiarire quanto segue:
– Natuzzi smentisce categoricamente le accuse contenute nella nota in oggetto e ribadisce di aver sempre operato, nel corso della sua storia, nel pieno rispetto della dignità dei propri lavoratori.
– Precisa, inoltre, che i provvedimenti di sospensione in Cassa Integrazione a zero ore – parte integrante del Piano di Riorganizzazione firmato al Ministero del Lavoro nel marzo 2015 – sono stati consegnati ai diretti interessati alla fine dei rispettivi turni di lavoro nella giornata del 28 aprile.
– Nella giornata di oggi, due collaboratrici, che ieri avevano ricevuto la lettera di sospensione a zero ore e quindi in regime di Cassa Integrazione, si sono presentate presso lo stabilimento e hanno ripreso la propria attività lavorativa. Si tratta di un comportamento non regolamentare, che implica sanzioni sia a carico dei datori di lavoro, sia a carico dei lavoratori medesimi. Per questo motivo, l’Azienda ha chiesto legittimamente alle collaboratrici in questione di lasciare lo stabilimento.
– In questo momento, il Gruppo sta investendo, proprio a seguito dell’Accordo, in un’intensa fase volta alla costruzione di relazioni industriali sempre più basate su un dialogo congiunto e su un clima di collaborazione che fa leva sulla trasparenza.
– Per questi motivi, Natuzzi ha appreso con enorme sorpresa e rammarico quanto espresso da Feneal-Uil di Puglia e Basilicata. Tuttavia, il Gruppo rimane disponibile a qualsiasi chiarimento e confronto costruttivo”.
Ufficio Stampa Natuzzi Group
