FRANCESCO VENERE: “LA CONSULTA NON È STATA ASCOLTATA”
“Dopo tutto quello che si è sentito e letto sui settimanali e sui social”, venendo meno a quello che era lo “stile” del suo presidente, Francesco Venere – a cui “non piacciono molto i clamori”, in quanto “si è preferito operare con coscienza, quasi in sordina”, per la prima volta in tanti anni di sua presidenza -, insieme ai vertici della Consulta dello Sport gioiese ha ritenuto opportuno indire una conferenza stampa, tenutasi lunedì scorso, per contrastare l’idea che si sta diffondendo nell’opinione pubblica, che in tutti questi anni la Consulta non abbia mai fatto nulla per difendere o far crescere lo sport locale.
Una idea che il presidente Francesco Venere smentisce categoricamente affermando, in riferimento al PalaCapurso, e dietro nostra sollecitazione, che “la Consulta non era assolutamente a conoscenza che il CPI (certificato antincendio) fosse scaduto. Lo abbiamo saputo verso la fine di aprile, quando si vociferava che il palazzetto sarebbe stato chiuso completamente. E per evitarlo, in qualità di presidente, mi sono subito mosso. Infatti, nel leggere il certificato scaduto, mi sono subito reso conto che la chiusura ivi contemplata era riferita allo
spettacolo e al pubblico. L’ho fatto presente ai responsabili comunali – continua il presidente -, i quali hanno accettato la proposta di far continuare le attività sportive ma a porte chiuse. Da qui la comunicazione inviata alle associazioni il 5 maggio dalla responsabile allo sport. Subito dopo – si infervora il Venere -, ho richiesto un incontro con il Commissario, la dott.ssa Riflesso, per cercare di evitare che le ultime partite di campionato si disputassero a porte chiuse, senza cioè l’apporto del pubblico, ma purtroppo non c’è stato verso di farla smuovere dalla decisione già presa”.
“Oggi – ci tiene a sottolineare Francesco Venere -, terminata questa fase, è bene sapere cosa la Consulta dello Sport ha proposto in questi anni, e cosa le Amministrazioni che si sono succedute, Longo prima e Povia poi, hanno approvato”.
Nel 2009 – elenca il presidente -, abbiamo proposto, approvato e realizzato un criterio sulla ripartizione delle ore disponibili fra le società; abbiamo proposto e approvato l’int
itolazione del palazzetto; abbiamo proposto (senza aver avuto alcuna risposta da chi di competenza) la realizzazione di impianti fotovoltaici sul palazzetto e sul palestrone, quando c’era l’incentivo di 0,45€ a kwh e c’erano delle ditte disponibili a realizzare gli impianti senza alcun onere per l’Amministrazione. Non tutti lo sanno, ma da questi impianti non avremmo avuto più costi di energia elettrica, perché l’azienda ci guadagnava comunque sul surplus dell’energia prodotta; abbiamo proposto, senza aver avuto alcuna risposta dall’Amministrazione, l’effettuazione di un bando per reclutare laureati in scienze motorie e/o diplomati Isef per far praticare agli scolari delle elementari lo sport in modo qualificato, e tutto ciò presso le loro scuole; abbiamo elencato, dal 2009 al 2013, tutte le anomalie presenti negli impianti sportivi e quindi soggetti alla dovuta manutenzione, sia ordinaria che straordinaria; abbiamo proposto, ma dal palazzo non è mai pervenuta una risposta, il recupero del vecchio campo sportivo per l’attività di rugby, visto che il contratto con il costruttore era scaduto. Contratto che gli amministratori hanno pensato bene di rinnovare in tutta fretta. Abbiamo chiesto l’intervento in ripristino, ai primi segni di cedimento, della pensilina della tribuna del campo di calcio Martucci, ma chi di dovere ha preferito emanare prima un’ordinanza di veto all’uso della tribuna, senza pensare minimamente ad un intervento di riparazione”.
“La Consulta – conclude con rammarico e amarezza -, ha dato alcuni pareri negativi all’uso degli impianti sportivi basandosi esclusivamente su relazioni tecniche emesse da Enti preposti, ma nonostante ciò i permessi al loro utilizzo sono stati ugualmente concessi. Come mai oggi si è diventati così ligi per un certificato non rinnovato? Ci sarebbe tanto da raccontare e tanto da scrivere, quanto su citato è solo una piccola parte di quanto la Consulta ha fatto, ma avremo tempo e modo per raccontarlo e non solo agli sportivi”.
