“RISCHIO” CADUTA CALCINACCI SOFFITTO NIDO ALDO MORO?
Queste alcune delle immagini scattate da un genitore, preoccupato per la sicurezza di suo figlio e dei bambini presenti in una delle aule della scuola d’infanzia di via Aldo Moro. Lo stato del soffitto in alcuni punto gonfio e macchiato da muffe, evidentemente aggredito e “vittima” di una infiltrazione di acqua piovana, preoccupa non poco le famiglie.
“Il mio timore è che si stacchino pezzi di intonaco, come successo in passato nella San Filippo Neri, e che i bambini vengano colpiti. Lo stato di incuria in cui versa quell’aula è inspiegabile… posso comprendere che non ci siano fondi per la manutenzione, anche se non si dovrebbe risparmiare sulla salute dei bambini, ma almeno spostino in un’altra aula la classe…”.
Una richiesta più che legittima, cui diamo “voce” chiedendo all’Amministrazione se sono mai stati effettuati o quando si effettueranno gli interventi di manutenzione presso gli edifici scolastici (det. n. 63 dell’11 dicembre del 2014) ed in particolare quelli previsti per l’edificio scolastico in via Aldo Moro affidati alla ditta Pit Color per un ammontare di € 17.023,55, nel dettaglio: “pitturazioni mq.1.849,93×4,50 = €. 8.774,68; stuccatura parziale valutata al 30%x1.849,93×3,00 = €. 1.664,94; monitoraggio elettrico con prove e misure € 1.179,20; lavori di falegnameria, valutati in economia €. 500,00; pulizia gronde e risanamento soffitti € 1.834,91, cui si somma l’I.V.A. al 22%.
Per “l’ottimizzazione degli standard igienici e la messa in sicurezza degli stessi” nello stesso atto era stata, infatti, prevista una spesa complessiva di € 87.473,95.
“Non so come funzionano le cose in Comune – conclude il genitore -, però mi chiedo, se dovesse succedere qualcosa di chi è la responsabilità? Si parla tanto di prevenzione, però guardando ai fatti, alla fine siamo sempre noi a doverci preoccupare. Se vogliono che siano i genitori a riparare la scuola, come hanno fatto nella scuola del Villaggio Azzurro, lo dicano e ci organizziamo. Però non ci vengano a chiedere di pagare la retta per mettere a rischio la salute dei nostri figli”.
