PALAZZO BOSCIA-ERAMO VERO SCRIGNO CULTURALE GIOIESE
Una bella giornata di sole a illuminare e rendere più splendenti le varie tonalità di verde del giardino di Palazzo Boscia-Eramo. E’ questa la caratteristica dei giardini all’italiana, come ci spiega la naturalista Daniela Paradiso che insieme a Domenico Paradiso e Pompeo Colacicco, esponenti dell’Associazione ONLUS Meridiana di Gioia del Colle, ci hanno guidato nella visita del Palazzo. Il loro scopo è promuovere la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici del territorio e venerdì 5 giugno si sono riaperte le porte del Palazzo Boscia-Eramo.
L’entusiasmo è stato grande, specie per i gioiesi più anziani, che nel corso degli anni avevano solo fantasticato quello che poteva starci oltre quel portone di ingresso e ai piedi di quelle fronde alte di un leccio che si scorge attraversando una stradina al lato del castello. Dove ora c’è l’ingresso principale del Palazzo, nel settecento vi era una strada che attraversava l’odierno atrio di ingresso fino ad arrivare ad una piccola piazzetta dove vi era una riserva d’acqua per uso comune. C’è ancora un pozzo a testimonianza di questo.
Il professor Domenico Paradiso, con linguaggio tecnico e forbito, ci ha documentato su alcuni aspetti architettonici che si sono susseguiti nel tempo, risalenti al settecento e all’ottocento, le mura del castello svevo-normanno adiacente sono parte integrante del Palazzo. Alcune chicche hanno incuriosito e impreziosito la v
isita: la croce in muratura, posta sul muro del castello che si affaccia sul giardino, in periodo nazista era stato oggetto di interesse da parte dei tedeschi, ma cercato inutilmente perchè ricoperto dalla folta vegetazione e quindi salvato dalla razzia; una iscrizione posta sul portone di ingresso dell’abitazione, ad indicare l’anno di costruzione 1787.
La visita è continuata e le informazioni date da Daniela Paradiso sono state interessanti e le curiosità non sono mancate. Il falco grillaio che dopo aver girato in tondo su in alto va poi a dormire sul punto più alto della città, in questo caso un albero, l’ailanto, una specie infestante e dal profumo acre, nel periodo di fioritura.
Altre informazioni hanno riguardato il giardino con le sue aiuole squadrate e disseminato di reperti archeologici provenienti dal castello, caratteristiche del “Giardino all’italiana”. La visita si è conclusa con la salita al terrazzo e vista panoramica sul giardino, i cui alberi maestosi, un ailanto, un ippocastano ed un leccio, che facevano parte del giardino confinante di villa Cassano, oltre a dare rifugio a diverse specie di uccelli, comunicavano all’osservatore un’emozione data dall’essere stati testimoni di epoche remote.
Una bella iniziativa questa di Meridiana, che continuerà fino al 21 giugno, che ci farà conoscere e vedere palazzi, chiese e paesaggi da una prospettiva nuova, se già noti, o un arricchimento culturale se, mai visti.
