ENZO CUSCITO E “LA TEORIA DELL’INSAPUTA=OMERTÀ”
Non ce ne voglia, Enzo Cuscito, se pubblichiamo quanto da lui scritto sulla sua personale bacheca facebook su GioiaNet, senza chiedergli il permesso.
Il suo pensiero, oltre che condivisibile, è una perfetta sintesi del malessere che attanaglia molti italiani che provano vergogna di fronte alle deliranti e balbettanti scuse accampate da chi “non sapeva” ed ha lasciato che accadesse. Il nostro è un atto “meditato”, perché i “soliti noti” non accusino Cuscito di essere alla ricerca di consensi e visibilità o in campagna elettorale.
La sua è una delle tante “voci” che esprimono indignazione e, da libero cittadino, ha sentito l’urgenza di condividere una riflessione con i suoi amici, così come noi, da “liberi” redattori, abbiamo scelto di pubblicare integralmente il suo post.
Invitiamo i nostri lettori a commentare esprimendo in proposito il loro pensiero sulla triste vicenda (da anonimi o con firma, non ha importanza), mentre ai nostri detrattori e ai loro amici lanciamo una provocazione: se provate pari o ancor maggiore indignazione, noi che di rancore non ne proviamo, pubblicheremo più che volentieri quel che ci segnalerete…!
“Disgustoso. Nauseante. Vomitevole. La teoria “dell’insaputa”. Il Comune “non sapeva”, il prete officiante “non sapeva”, il Ministero “non sapeva”, l’Enac “non sapeva” ed afferma di non aver dato l’autorizzazione al volo dell’elicottero spargi petali (oggi, così, scopriamo che chiunque può volare sui cieli di Roma senza essere autorizzato). La mafia non esiste, insomma. Non c’è. A Roma come a Gioia. Dove scopro che un ex amministratore della Giunta Povia critica il mio documento sulle infiltrazioni mafiose a Gioia, affermando che gli unici mafiosi sono i criminali commentatori anonimi sui blog. E nulla dice dei fatti di cronaca che, come i funerali di Casamonica a Roma, sono avvenuti sotto gli occhi di tutti. Potentemente ingombranti, esuberanti, violenti. La mafia non c’è, dunque. Vietato parlarne. E guai a chi ne parla. Vieni tacciato d’essere moralista, allarmista, disfattista, cultore dell’ego. Negare sempre. Dunque. Anche l’evidenza. Che racconta di un’Italia svuotata di principi etici, di coraggio, di coerenza, di giustizia. Misera e meschina. Un Paese, per dirla con Leonardo Sciascia, di “mezzi uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraqua.” Dove il vero funerale è il “de profundis” celebrato alla coscienza morale di un’intera nazione…”. [Enzo Cuscito]

