Archivio Gioianet

La Voce del Paese – Un Network di Idee

Sport

IL GIOIESE GIUSEPPE FICO TRA I BOXEUR PROFESSIONISTI D’ELITE

giuseppe fico

giuseppe ficoNon amo mai abbassare la guardia…” eppure in questo incontro – non un match tra le corde del ring ma al tavolino di un bar – Giuseppe Fico ha messo a nudo il cuore e confessato il suo sconfinato amore per la boxe.

Una passione che è già “professione” ma che riceverà lo stigma del passaggio nella categoria dei professionisti d’Elite a breve, nel 2016.

A tre anni già pratica arti marziali ed apprende i segreti dello Judo con Michele Girardi. A dodici approda nella palestra di Donato Milano e completa la sua formazione con la kick boxing “… la più affine alla boxe tra le varie discipline, non essendoci a Gioia scuole presso cui formarsi.”

Quindi da adulto, con ancora tanta rabbia dentro, incontra Nicola Loiacono.

“Non è stato soltanto il mio maestro di boxe, ma un maestro di vita, un padregiuseppe ficomi ha insegnato non solo a tirare pugni ma anche a controllare quella rabbia che covavo dentro e rischiava di esplodere.” Tutti i suoi maestri tra cui Aldo Quero, presidente della società sportiva Quero-Chiloiro ed il suo tecnico Antonio Armeno, sono figure importantissime per la sua formazione non solo sportiva ma anche umana.

“La magia dello sport è tutta lì, in un quadrato tra sedici corde e due uomini. Si lotta ad armi pari e vince chi è più intelligente, non chi è più forte. Nei primi venti, trenta secondi devi studiare l’avversario e decidere l’azione. Da queste prime intuizioni dipende l’esito dell’incontro, perché nei restanti nove minuti devi restare concentrato al massimo e vincere utilizzando tutte le nozioni tecniche e psicologiche apprese durante gli allenamenti. In quel momento pensi solo a combattere, è una questione di vita o di morte, sei solo contro l’avversario, non provi sentimenti, lasci solo fluire quella forza che hai dentro e sai che non puoi arrenderti. Dopo ci si stringe la mano e si torna amici. Si può giocare a calcio, a ping pong, a palla canestro ma nogiuseppe ficon si può “giocare” con la boxe. E’ una disciplina che richiede molti sacrifici e uno stile di vita spartano.”

BOXE… UNO SPORT CHE NON SI “GIOCA”

Classe 1982 con al suo attivo 22 vittorie di cui l’ultima conquistata l’11 settembre scorso, a Monteiasi in occasione del 1° Trofeo della Festa patronale contro Francesco Fonseca del team “Cupri boxe vivere solidale”, 6 pareggi e 4 sconfitte,Giuseppe Fico confessa: “Sono un buon incassatore, mi alleno due volte al giorno per un totale di circa cinque ore: corsa, pesi, sacco, sparring… pratico anche altri sport: tennis, corsa, nuoto… ho imparato anche a pattinare. Ogni disciplina sportiva è funzionale. Dietro la boxe c’è studio e un lavoro aerobico e aerodinamico mostruoso, basti pensare agli appoggi, alle torsioni, all’elasticità nelle gambe, alle traiettorie da rompere e cambiare repentinamente, ai tiri incrociati… A volte chi segue un incontro lo fa in modo superficiale, chiedendosi solo giuseppe ficochi andrà a terra per primo, invece c’è dietro tanto impegno e sacrificio, studio e tecnica e… rabbia. Non si può smettere!”

Uno degli esercizi più affascinanti, su cui spendere una riflessione, è lo shadow boxing, ovvero il combattimento davanti allo specchio per correggere i movimenti ed allenare l’occhio alle mosse dell’avversario.

Quando combatti, combatti con te stesso, per non mollare… Perdere contro se stessi è la sconfitta più grande. La sconfitta con l’avversario la accetti, l’altra no!

“Mi piace anche pensare di combattere per tutte quelle persone che non possono farlo, ognuno di noi ha le proprie lotte e le proprie sfide da portare avanti.”

“La boxe è più che una passione, è la mia vita. Bruci, ti scarichi e poi ricominci… Il momento più esaltante della vittoria, è vedere negli occhi del mio maestro la gioia di chi, anche se nell’angolo, è e resterà sempre un pugile che non ha sbagliato un colpo.”

STILE DI VITA DA… BOXEUR

La boxe impone anche rinunce: a letto presto, si mangia “sano”, senza sregolatezze o eccezioni, si conduce una vita quasi monastica e spesso si è soli, perché gli agiuseppe ficomici non sempre riescono a condividere questo stile di vita.

Prima di un incontro devi liberare la testa dai pensieri, un po’ come nelle pratiche buddiste e mantenere uno stile di vita sano.”

Niente alcool né altre tentazioni… non è come “pettinar le bambole o fare la ceretta ai calamari.”

Ogni incontro, poi, è sempre diverso per tempo, spazio, rientri…

Alla domanda se fuori dal ring di fronte a una provocazione si finisce a far a cazzotti, Giuseppe risponde con sicurezza: “Questo sport ti fa capire di cosa sei capace e sotto certi aspetti è anche terapeutico, perché ti impone l’autocontrollo. Per cui smorzo le discussioni ed evito di usar le mani.”

Giuseppe ha un giuseppe ficosogno: metter su una scuola di boxe a Gioia.

“Non è un intento commerciale. Vorrei davvero che tutti avessero la possibilità di avvicinarsi a questo sport e apprezzarlo, perché sono tanti i pregiudizi. E’ tra l’altro uno sport adatto alle donne, tonifica, rinfranca, scarica tensioni, fa star bene. Per i ragazzi, poi, specie per quelli che la rabbia che hanno dentro la riversano contro gli altri o facendosi del male, è lo sport giusto per imparare a controllarla.”

Chi volesse avvicinarsi alla “nobile arte” ed allenarsi con me – conclude Giuseppe -, mi trova alla Niomax Gym di Andrea Vasco in via Noci a Gioia del Colle, dove seguo il crossfit ovvero esercizi a corpo libero, con vari attrezzi ed il classico lavoro al sacco, perché per essere in forma occorre sudare!”

A Giuseppe l’augurio di realizzare tutti i suoi sogni, anche quelli inespressi, tenendo alta la guardia, a pugni chiusi e cuore e mente aperti.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *