“STRISCIA LA NOTIZIA” TORNA A PARLARE DI GIOIA
Gioia del Colle è tornata agli onori della cronaca televisiva nazionale. Dopo le precedenti puntate sulla pista ciclabile (le famose strisce blu) per cui furono spesi 250.000 euro dalla Comunità Montana, sull’impianto di raccolta acque reflue… bucato sin dalla sua inaugurazione e sul degrado in cui versava lo stadio comunale”, realizzate da Fabio e Mingo e mandate in onda da “Striscia”, è toccato al nuovo inviato pugliese Pinuccio parlare della nostra “ridente” cittadina.
Nei giorni scorsi, infatti, erano state intercettate alcune foto di Alessio Giannone – alias Pinuccio corrispondente di “Striscia la Notizia” con alcuni gioiesi: Mimmo Castellaneta, Dino D’Ippolito del WWF ed il geologo Raffaele Sassone.
Gli interessati legati al silenzio da un voto “televisivo” non avevano lasciato trapelare alcunché, ma l’area in cui erano state girate le riprese hanno dato adito ad alcune ipotesi prontamente confermate dal servizio andato in onda pochi minuti fa nella odierna puntata di “Striscia la notizia”.
Il nostro Pinuccio era stato invitato a visitare il Centro
Pilota per il Trattamento e la Valorizzazione e Trasformazione del siero dell’Industria Casearia”, costituito in zona PIP del Comune di Gioia del Colle, costato oltre sei milioni di euro di denaro pubblico gestito dalla Comunità Montana prima che andasse in liquidazione. Una visita allargata all’Oasi naturale, di notevole interesse faunistico, scoperta da Mimmo Castellaneta, a rischio scomparsa a seguito dei presunti sversamenti di siero a seguito del mancato utilizzo dell’impianto preposto al suo smaltimento.
La gestione del Centro ereditato dal Comune era stata affidata ad una azienda privata – la S.I.E.R.A. S.r.l – “finalizzata alla risoluzione di criticità ambientali connesse con le attività lattiero casearie condotte nell’area di Gioia del Colle con una capacità di trattamento pari a 1000 tonnellate al giorno”.
Dal 22 ottobre scorso l’impianto è sotto sequestro, in quanto risulterebbe privo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, motivo per cui sarebbero indagati per l’esercizio abusivo dell’attività sia l’amministratore delegato che il presidente del Consiglio di Amministrazione della S.I.E.R.A. S.r.l..
E’ facile immaginare le conseguenze della chiusura: sversamento abusivo di siero nella rete fognaria, aumento del cattivo odore e modifica dell’ecosistema creatosi nei campi di spandimento, vere e proprie oasi naturali che Mimmo Castellaneta negli ultimi anni ha fotografato quotidianamente, monitorando il flusso della fauna stanziale e di passaggio.
