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Cronaca

GUERRA ALL’ISIS. BASE AEREA GIOIA DEL COLLE IN “FERMENTO”

eurofighter 36° stormo

BRITAIN SYRIA AIRSTRIKESNegli ultimi giorni sono stati segnalati continui voli in partenza ed in arrivo soprattutto in piena notte di aerei militari sui cieli di Gioia, ed addirittura c’è chi afferma che di continuo pattugliano i cieli gioiesi due altri velivoli, presumibilmente impegnati in rilievi ed azioni di controllo legate alla sicurezza.

L’Aeronautica Militare assicura la sorveglianza dello spazio aereo nazionale 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, con un sistema di difesa integrato, fin dal tempo di pace, con quello degli altri Paesi appartenenti alla NATO. Il servizio è garantito dal 36° Stormo di Gioia del Colle, dal 4° Stormo di Grosseto e dal 37° Stormo di Trapani con velivoli caccia Eurofighter.”

Una dichiarazione “ufficiale” che dovrebbe tranquillizzare i gioiesi, ma che di fatto conferma la necessità di protezione, essendo l’aeroporto gioiese uno degli obiettivi più “sensibili” della nazione.eurofighter 36° stormo

A questo di aggiungono le preoccupazioni degli ambientalisti che temono i gas e le enormi quantità di anidride carbonica prodotti in volo.

L’allerta, quindi, resta alto nonostante gli echi della guerra in Siria giungano attraverso una informazione molto filtrata per non destare allarmismo attraverso i media nazionali.   

Ricordiamo che il 4 dicembre il Parlamento tedesco ha dato il suo assenso all’intervento militare in Siria contro l’Isis, per cui la Germania entra ufficialmente in guerra.

L’intervento in Siria, deciso dal governo doeurofighter 36° stormopo gli attacchi di Parigi, prevede l’impiego di 1200 soldati. Questi saranno impegnati su 6 tornado di ricognizione, un aereo di rifornimento e una nave da guerra, che dovrà blindare la portaerei francese Charles de Gaulle.

La Gran Bretagna tramite il ministro della Difesa britannico Michael Fallon ha fornito i dettagli sui sei raid avvenuti nella notte tra il 3 e il 4 dicembre contro l’Isis: sono stati effettuati nella Siria orientale e hanno avuto come obiettivi giacimenti e pozzi di petrolio controllati dai jihadisti.

Il 3 dicembre, infine, la R.T russa ha pubblicato le immagini che ritrarrebbero i convogli di petrolio trafficati tra Turchia e Siria con il beneplacito di Erdogan e delle alte sfere turche, in combutta con i vertici del Daesh, come denunciato dal ministro della difesa e dal vice capo di stato maggiore russi.

Lo scenario di guerreurofighter 36° stormoa diviene così sempre più ampio.

La Russia sostiene di aver individuato tre percorsi attraverso i quali il petrolio dell’Isis giunge in Turchia. Accuse pesantissime cui ha replicato duramente il diretto interessato, il Presidente turco Erdogan, dicendosi pronto alle dimissioni qualora venissero dimostrare le accuse di traffici illeciti “con i terroristi del Daesh”.

Secondo quanto ha dichiarato il vice ministro della Difesa russo, Anatoli Antonov il presidente turco Erdogan “e la sua famiglia”, ma anche “le più alte autorità politiche” della Turchia, sarebbero coinvolti in un grande business illecito nel traffico di petrolio proveniente dai territori occupati dal Daesh in Siria e in Iraq.

Infine, secondo quanto riferito dal New York Times, Stati Uniti e Russia stanno negoziando una risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu finalizzata a colpire le risorse finanziarie dello Stato Islamico. Lo scopo di questa bozza congiunta è una stretta contro coloro che fanno affari con l’Isis. A discuterla, il prossimo 17 dicembre, saranno i ministri delle Finanze dei 15 membri del Consiglio.

 

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