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Cronaca

CIMITERO A RISCHIO? MIASMI E FUGHE DI PERCOLATO DAL 5° LOTTO

defunti in attesa di sepoltura causa ferie

cimitero comunale a rischio Da oltre una decina di giorni, miasmi da film “horror” accolgono nel Cimitero gioiese i cittadini che si recano in visita ai loro cari passati a miglior vita, ospitati nell’ultimo lotto, quello con i loculi dati “in fitto” dal Comune, in attesa che vengano ultimate le ultime costruzioni.

“Non è giusto! Questo odore nauseabondo “avvelena” tutto, anche i ricordi. Vengo a trovare mio padre ogni settimana – afferma indignata una cittadina – , anche raccogliersi in preghiera, sistemare i fiori diventa difficile avvolti nei miasmi che provengono dai loculi e rendono difficile respirare. Si viene qui per trovare pace e sentirsi in pace, invece la crudezza della morte, della devastazione, acuisce il dolore e la disperazione. Mi chiedo se ci siano le condizioni igieniche per poter accedere in questo lotto del Cimitero, a mio avviso no. Non oso immaginare se ci fossero bambini, a parte il trauma di questo orribile lezzo… è una situacimitero comunale a rischiozione intollerabile a cui bisogna porre rimedio.”

Qualcuno, a onor del vero, ha tentato con metodi empirici di arginare la fuoriuscita di percolato e miasmi usando della schiuma a base di silicone o del nastro adesivo, un “fai da te” che la dice lunga sulla situazione, come testimoniato dalle foto, ma certo non è una soluzione.

Sulle cause e sulle responsabilità si potrebbe aprire un “casus belli”… 

E’ un problema della struttura, del mancato drenaggio o di altri accorgimenti che il costruttore avrebbe dovuto adottare per mettere in “sicurezza” ogni singolo loculcimitero comunale a rischioo? E’ un problema legato alla messa in opera della muratura dei “colombani”?

E’ un problema delle bare, un tempo “zincate” e forse oggi tecnologicamente imperfette? E soprattutto, qualcuno presta ascolto alle denunce e alle richieste dei parenti? Sembrerebbe di no visto che, nonostante la situazione continui a peggiorare, la zona interessata da queste “perdite” continua ad essere aperta e fruibile ai visitatori, senza uno straccio di avviso di pericolo e alcun transennamento.

Una signora – disperata – ha deciso di “accendere un cero” non come atto di devozione ma di protesta indirizzato ai responsabili del Comune invitati a condividere la speranza di “restituire” pace ai defunti ed ai loro parenti, ammorbati da questa tristissima realtà.

 

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