GIOVANNA MAGISTRO: “NEL PD FARE POLITICA SEMBRA NON INTERESSI”
“E’ tempo di decisioni in vista delle ormai imminenti elezioni, è tempo di comunicare che non sarò tra i candidati per il rinnovo delle cariche amministrative: né da candidata sindaca, né da consigliere comunale.
Non sono, non siamo stati ascoltati. Neppure questa volta!
Avevo dato la mia disponibilità a candidarmi come sindaca, sostenuta da alcuni iscritti e tanti cittadini senza, peraltro, voler imporre la mia candidatura ma chiedendo le primarie come un passaggio necessario per ristabilire un rapporto con la città. La mia disponibilità l’ho tenuta in campo sino alla fine, anche per una corsa solitaria, senza coalizione, perché non si è il candidato sindaco del PD solo se si corre per vincere… Così come mi sono dichiarata disponibile a essere candidata consigliera nella lista del PD anche con un altro candidato sindaco capace di tenere insieme il partito, individuato nella figura del Segretario Bradascio, oggi dimissionario.
Ai “grandi” del partito, però, fare Politica sembra non interessi. La politica dei principi, dei programmi, delle idee è roba da convegni, da seminari, roba che va bene quando non ci sono le elezioni di mezzo. Perché, in tal caso, l’unica cosa che conta sono i voti, e chi crede di averli in tasca. Peccato che questa modalità di fare politica, per Gioia del Colle, abbia prodotto tre commissariamenti di fila e una classe dirigente che non vuole accettare di aver fatto il suo tempo.
Oggi lo scenario per le Amministrative 2016 riproduce più o meno gli stessi schieramenti politici del 2012, con pochi cambiamenti, con ancora tanto trasformismo (che non sarà uno o più simboli ritoccati al photoshop a neutralizzare), con tanti candidati sindaci e tanta frammentazione (anche nell’elettorato), non funzionale ai bisogni di rappresentatività politica. Così facendo la stessa politica, tutta, rischia di essere una zavorra per Gioia del Colle che non è competitiva da tempo per sviluppo socio-economico, turismo, sistemi locali del lavoro; aumenta la disoccupazione e la popolazione inattiva, i tributi a gestione comunale segnano una maggiore disuguaglianza fra i cittadini e quello che era un vanto, il nostro modello di sviluppo economico-culturale, è ormai un ricordo del passato.
Se il PD a Gioia intende continuare a viaggiare sulla stessa linea del passato è evidente che può fare a meno del mio diretto impegno, “perché chi è andato per quei mari solo quei pesci può aver preso…”.
Mi domando: che fine hanno fatto i politici nei partiti?
Oggi non c’è uno schema, una traccia, un disegno. Si è preferito non fare politica. Si è preferito non interrogarsi su come e da quando sia potuta progressivamente maturare la corruzione in questo Comune, in questa città. Si è preferito costruire in maniera artefatta una strategia studiata a tavolino e piena di forzature, anche contro il bene del partito, tant’è che di quella ipotesi data come vincente non ne è rimasto nulla.
Resto nel PD non per una prova di resistenza ma perché credo nella formazione politica attraverso la funzione dei partiti e perché la sinistra che io vorrei è il PD, perché sento di rappresentare quel partito che è parte attiva, presente agli appuntamenti, adeguatamente preparato per competere, perché ho rispetto delle pluralità interne anche nel mio partito ma non accetto i totalitarismi di chi vuol rendere la propria parte unico termine di riferimento per tutti.
Grazie a chi ci ha sempre creduto, e a chi ci ha creduto anche per un momento, grazie agli iscritti al PD che hanno sottoscritto la mia candidatura per le primarie del centrosinistra, che solo chi si è da subito espresso a favore – fuori e dentro il partito – può dire di averle convintamente richieste e volute”.
Giovanna Magistro
