QUERELLE “LE CROCI”. SCRIVE DON MARIO. QUESTIONE CHIUSA?-foto
Nel pubblicare un commento pervenuto a nome di don Mario Natalini per fornire ai residenti del quartiere di “Giù alle Croci” ed ai lettori alcuni chiarimenti in merito all’articolo pubblicato (SACRO CUORE IN TUMULTO. IL QUARTIERE DIFENDE “LE CROCI), si apprende che è intenzione del Parroco chiudere il cantiere senza intervenire sull’edicola delle Croci. Una decisione cui si è giunti prima del pubblico dibattito chiesto da don Mario per chiarire le motivazioni del restyling e condividere con la comunità tutta, non solo quella parrocchiale, la tipologia di intervento.
A detta di don Mario al momento della “sommossa”, innescata dall’affissione della lettera (rimossa a distanza di poche ore) nella quale si rimarcava la necessità di “intervenire nell’area con pavimentazione e riportarla alla finalità originaria con cui fu realizzata agli inizi degli anni ‘900, cioè come area di culto e di preghiera con libero accesso alle persone devote […], su sollecitazione della Commissione parrocchiale per gli Affari Economici (CPAE)
” – “si stava ancora pensando, ci si stava consultando, per studiare cosa fare e prendere visione dello stato delle croci e dell’altare…”.
Quindi quanto scritto sulla lettera affissa, ovvero di aver già “programmato a breve scadenza, la ristrutturazione dell’Area Calvario denominata “le Croci”, non corrisponde al vero, rendendo di fatto “virtuale” l’intera querelle, inclusa la rimozione della cancellata e l’apposizione delle panchine di cui nel corso della “fatidica” serata è stato fatto pubblicamente cenno, senza ricevere per altro in questi giorni smentita.
Ringraziamo don Mario per i chiarimenti forniti e tutti coloro che si sono prodigati per ripulire e restituire all’antico splendore il sito, come si potrà notare nelle foto, letteralmente “rinato”, in particolare il dottor Vito Santoiemma, la cui “devozione”
, ben lontana dal voler usucapire un bene comune, è evidentemente stata fraintesa. Speriamo sinceramente che tra il dottore e don Mario tutto si chiarisca e torni “la pace”, quella che da sempre si auspica tra gli uomini di buona volontà . Un grazie infine a Giuseppina che nella sua semplicità si prodiga trascinando pesanti secchi di acqua per innaffiare le piante del giardino.
Al riguardo del compito di chi informa, da noi è vissuto – ce lo consenta e ci assolva don Mario – con spirito “missionario”, non certo per “giudicare”, ma per stimolare riflessioni ed esser di “pungolo” a quanti con leggerezza “agiscono” la città. E per agire si intende “gestire” spazi e interessi comuni, causando talvolta non pochi danni, ed il riferimento è chiaro: contenziosi legati all’urbanistica che in passato si sono intrecciati con beni ecclesiastici donati per finalità ben diverse da speculazioni edilizie sotto gli occhi di tutti.
Di seguito il commento di don Mario Natalini, che ringraziamo per il suo intervento e per aver ascoltato la “voce” dei cittadini, al di là di ogni fraintendimento reale o virtuale.
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“Delle tante affrettate inesattezze scritte, qualcuna corrisponde alla verità. Don Mario, oltre ad essere Pastore è, a tutti gli effetti, penalmente e civilmente, responsabile di tutti i locali “assegnati” dalla Curia Arcivescovile. Don Mario non ha mai minimamente pensato a demolire Cancellata e Croci. Mi basta la mia croce! Quelle quattro croci vuote non sono le due del buono e cattivo ladrone crocifissi con Gesù. Sono vuote, ognuno dovrebbe portare la sua e, disposto anche a farsi crocifiggere. Siamo in tanti, forse in troppi pronti a crocifiggere gli altri. Il Sig. Stoppini che è riuscito a far togliere quei fiori di plastica dell’ epoca delle croci e un po’ di immondizia, mi ha consultato alle 18.28 del giorno del “tumulto”. Suonava la campana della Messa… e l’ ho invitato a rinviare a dopo l’incontro. Si stava ancora pensando, ci si stava consultando, studiare cosa fare. Prendere visione dello stato delle croci e dell’ altare. Ci è stato impedito l’accesso. Hanno inventata la demolizione virtuale, che nessuno aveva progettato. Sono veramente felice che finalmente la cittadinanza si è accorta che l’ area delle Croci è patrimonio di tutti e non di un privato che la rivendica per “usucapione”
Ancor più entusiasta sono che finalmente abbiamo tanti benefattori e promotori di belle iniziative. Solo una domanda agli esperti: ma quella particella 4745 (le Croci) correlata ai
fabbricati F, M 3046 a chi appartiene? Quando si andrà alla Sovrintendenza chi firmerà? “E’di tutta la cittadinanza” la risposta. Perché allora non vi aggiustate le buche delle strade come avete intenzione di fare per il Calvario? Lo pretendete forse dal nuovo Sindaco? Ogni “Comunità”, come voi la chiamate, deve aver un responsabile con nome e cognome. Nella politica, per le città, li sceglie democraticamente, il popolo. Per le parrocchie i Parroci non li sceglie e non li manda via il popolo. Concludo: per quest’ anno il Committente dei lavori (Natalini don Mario) dirà alla Ditta e all’ingegnere di Chiudere il cantiere. Chiudo senza debiti e senza più soldi. Ma con tante generose proposte ci sarà chi farà molto meglio. Le “Croci non si toccano” e don Mario non le toccherà. Speriamo che questo entusiasmo continui e Gioia possa finalmente cambiare. Speriamo che tutti gli attori di questa commedia non cerchino acqua dai rubinetti per lavarsene poi le mani. Sul Calvario quel Crocifisso disse: “Ho sete!” e gli offrirono aceto. A don Mario basta la sua croce e l’ha portata in giro per il mondo, ove la gente faceva chilometri per trovare un po’ di acqua. Grazie a tutti e vado a dormire sereno e tranquillo, senza alcun risentimento. Abbiamo dato un po’ di vivacità ad un agosto troppo monotono per chi non è andato in ferie. Preghiamo con fede il Crocifisso perché la Croce sia un segno vero di fraternità e immolazione, che allevia e non ne appesantisce il peso agli altri.” [don Natalini Mario]
