Archivio Gioianet

La Voce del Paese – Un Network di Idee

Attualità

GLI OFF-SHORE ANCORA DA TUTTO ESAURITO AL UEFFILO

off shore

off shore Dopo aver viaggiato per la Puglia, da Mottola a Castellana e Sannicandro, gli Off Shore ritornano a Gioia, con una serata di musica al Ueffilo venerdì 26 agosto alle 21.30 registrando il tutto esaurito. Piccola band di giovani gioiesi, gli Off Shore nascono solo un anno fa, ma le loro capacità e la loro musica hanno già contagiato più luoghi d’Italia. Quattro classi ’96 e un solo ’92, il gruppo musicale è composto da Emanuela Montenegro alla voce, Gianluca Procino alla chitarra elettrica, Dodo Lillo alla batteria, Jacopo Antonicelli al sax, al piano e seconda voce, Gaetano Zeverino al basso. Così come suggerito dal nome, si sentono spiritualmente e musicalmente “al largo” e spaziano in un repertorio decisamente vasto che si dirama nel soul, nel blues, nel funky e soprattutto, si specializza nel creare inediti.

La serata inizia con “Fever” di Michael Bublè, dedicata al chitarrista Gianluca, raffreddatissimo ma che, nonostante tutto, ha messo a disposizione la sua chitarra per il suo pubblico. Seguono brani su brani tra cui “Black to Black” di Amy Winehouse, “I’d rather go blind” di Etta James, “Nu me scocoff shorecià” di Pino Daniele. Centrali “Crazy” di Gnarls Barkley, la quale nasce come un duo chitarra-voce, ma che il gruppo ha meravigliosamente arrangiato, creando una canzone che ha lasciato senza parole il pubblico, e “Rome wasn’t built in a day”di Morcheeba, che si traduce con “Roma non è stata costruita in un giorno”, “… un invito a fare con molta calma, nello stesso modo in cui noi prepariamo i nostri concerti“, come ironizza Jacopo.

Ultima ma più importante, la loro “Fucking Layer”, appena registrata presso una casa discografica, che ricorda vagamente la famosissima “Lemon Tree” dei Fool’s Garden.

Insomma, influenzati da James Brown, Nina Simone, Ella Fitzgerald, Amy Winehouse, Paolo Nutini ed Eric Clapton, oggi gli Off Shore riescono quasi a superare le loro Muse. Piccoli grandi talenti a cui auguriamo di continuare sulla strada del successo, senza tralasciare la loro umiltà che particolarmente li rende unici. Tra un applauso, un sorriso e aria familiare (basti pensare che il pubblico richiedeva scherzosamente un bis a base di Rose Rosse!!), un simpaticissimo “Ciao ciao” e un abbraccio caloroso musicale, la serata si conclude suscitando un’armonia che solo la passione per la musica può trasmettere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *