L’AGONIA DI VIA RICCIOTTO CANUDO. STRADA DIMENTICATA-foto
Una delle vie cittadine più frequentate della città, sia perché ospita la sede centrale dell’Ufficio postale, sia perché storico “corso” e raccordo con la zona a sud di Gioia, Piazza Pinto, Ospedale e dintorni, è da anni abbandonata a se stessa. Ne è emblema, nella giornata del 31 ottobre, il cadavere di un piccione trovato “stecchito” nel bel mezzo del marciapiede nei pressi del bar Milano, e per quanto nella serata di Halloween un po’ di horror ci stia pure, non è davvero piacevole imbattersi in animali morti per la strada.
Una strada per altro scarsamente illuminata e quindi poco “attraente”, con marciapiedi a tratti non solo fatiscenti ma davvero pericolosi, con mattonelle “killer” che mettono a rischio anziani e bambini. E questo non solo in via Canudo, ma in diversi quartieri. Per non parlare degli alberi che necessitano di cure, in particolare di potatura, essendo con i rami ad altezza d’uomo e quindi anch’essi pericolosi.
L’incuria regna sovrana, e questo nonostante l’impegno degli esercenti che hanno investito e non poco, avviando le loro attività in questa zona. A onor del vero loro non si perdono d’animo ma si industriano per superare le difficoltà.
“Abbiamo più volte segnalato lo stato pietoso dei marciapiedi. Qui transitano molti anziani per lo più diretti all’Ufficio postale o ai panifici della zona e spesso scivolano o inciampano. Quasi quotidianamente qualcuno finisce per terra, se poi piove il marciapiede della Posta diventa una pista
di pattinaggio…” dichiara uno dei negozianti.
“Quando piove i clienti non riescono ad attraversare la strada, si creano dei veri ruscelli, perciò utilizzo delle passerelle di legno, ma non è normale…!”
Altro problema “quotidiano” il blocco del traffico. Infatti all’angolo di via Canudo con Corso Garibaldi non sempre è rispettato il divieto di sosta e gli autobus che vi transitano restano incastrati.
“Per non parlare dell’illuminazione pubblica che fa davvero pena – afferma Antonio – uno dei commercianti che opera sul corso, avvilito da tanti anni di disinteresse delle amministrazioni per questa zona -. Alle 19.00 qui c’è già il coprifuoco. La gente ha paura di passeggiare in via Canudo perché non ci si vede ad un palmo dal naso. I lampioni sono troppo distanti l’uno dall’altro e tutti posizionati su un lato della strada dotati di lampadine così deboli che a mala pena riescono ad illuminare qualche metro quadrato. E la presenza degli alberi non potati non fa che peggiorare la situazione. A differenza di via Roma ed altre zone di passeggio, qui è un vero schifo”.
Non saranno i problemi più importanti della città, ma è opportuno che chi la amministra prenda dei provvedimenti venendo a dare un’occhiata e parlando con commercianti e residenti, per dar concretezza a quella cittadinanza partecipata di cui tanto si è parlato in un recente passato.
