NICOLA CASTELLANETA NON C’È PIÙ. GIOIA PERDE UN PEZZO DI STORIA
Esistono luoghi dell’arte atipici, dove non arriva la luce dei riflettori. Un’arte silenziosa fatta di artisti che compiono un’autentica magia: plasmare il ferro. Il fabbro è l’ultimo “poeta del lavoro”, trasforma il più robusto e ostile dei metalli in qualsiasi oggetto si voglia realizzare. I fratelli Castellaneta sono l’esempio concreto di tanta maestria che richiede forza fisica, manualità, precisione, talento e passione. La loro guida è stata Cristoforo Castellaneta, padre e maestro esemplare, che prima di abbandonare la scena ha lasciato il suo dono a Pietro e Nicola.
Nicola Castellaneta ha condotto una vita fuori dagli schemi ed ha sempre fatto fatica ad accettare le regole. Il suo istinto ribelle ha dato libero sfogo alla sua creatività, prediligendola al lavoro seriale da cantiere. Ogni oggetto realizzato nella sua officina doveva essere riconoscibile nella forma e nel gusto e così comincia una produzione di ispirazione liberty in cui spicca il suo amore per i motivi floreali. Ha collaborato con architetti e ingegneri, i quali vedevano svanire i loro studi sopraffatti da una prevaricante intolleranza agli schemi: grandi litigate concluse in un bar mediando davanti ad un caffè. Proficuo è stato il sodalizio con Mario Pugliese, Sergio Gatti e Mario Losito con i quali ha realizzato opere di pregio in collezioni private. Il Dott. Santoiemma e Pinuccetto Capurso, i suoi amici di sempre, sono custodi di innumerevoli lavori artistici di Nicola, in particolare la splendida scalinata all’interno dell’ex Mulino-Pagano.
Nicola era una voce solitaria non incline al coro e non bisogna ricordarlo come uomo esemplare. Lui era straordinariamente imperfetto, era uno spirito libero e come tale doveva scontrarsi con le convenzioni. Nicola era testardo come tanti ma generoso come pochi. Ha dedicato tutta la vita al suo lavoro e alla sua famiglia. Si circondava delle persone che amava e del resto della gente non gli importava nulla. Lui non aveva filtri ed era fin troppo sincero, motivo per cui le sue attenzioni facevano sentire importanti le persone che le ricevevano.
Nicola ha lasciato questo mondo troppo presto, lui voleva vivere, ha lottato con tutte le su forze, ma questa volta qualcosa di più grande si è presa gioco di lui.
Gioia del Colle con la sua morte perde un pezzo di storia, ma Nicola continuerà a vivere nel cuore di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo.
Questo è il ritratto di un padre, un marito, un fratello, un nonno, uno zio, un amico e un artista che “col suo marchio speciale consegna alla morte una goccia di splendore”. (Foto in primo piano di Graziano Milano)

