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Cronaca

“ENZO CUSCITO SONO IO. PRENDETE A BASTONATE ANCHE ME”

Enzo Cuscito2

CUSCITO ENZO Sto bene. La paura iniziale ha lasciato posto alla determinazione. La violenza non può imprigionare la libertà. E da domani si ricomincia come prima. Anzi. Più di prima.” Queste, alcune delle parole proferite dal Vice Sindaco Enzo Cuscito tramite il suo account Facebook, a poche ore dell’attentato che l’ha visto coinvolto Venerdì 27 Gennaio. Parole cariche di speranza, che lasciano trasparire ancora una volta il coraggio e la grinta che da sempre hanno contraddistinto l’insegnante di religione.

Era un giorno come tanti altri: il signor Cuscito si accingeva ad uscire di casa con l’intento di dirigersi verso scuola, dove ormai da anni è solito insegnare. Ma quella mattina succede qualcosa di strano, qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato (o forse no…); degli uomini – se così possono essere definiti, data l’efferatezza dell’atto commesso – incappucciatati e muniti di bastone hanno colto di sorpresa il quarantunenne, il quale, una volta stato dimesso dal pronto soccorso per controlli e accertamenti vari, si è recato presso la Caserma per denunciare prontamente il fatto. Questo, in grandi linee, è il resoconto di una mattinata che di certo non è passata inosservata agli occhi dei cittadini, che si sono mostrati più che mai solidali nei riguardi dell’ormai benamato Vice Sindaco.enzo cuscito e donato lucilla

“ColpireEnzo Cuscitovuol dire tentare di affondare le Istituzioni, nella melma paludosa delle intimidazioni, dei ricatti, della mafia” scrive a sua volta l’Assessore alle Politiche Giovanili Paolo Cantore.

Qui non si è trattato di un semplice atto intimidatorio – atto che di per sé andrebbe comunque punito nei tempi e nei modi previsti dalla Legge, perché da una minaccia può sempre scaturire un gesto violento –, ma di vere e proprie percosse. E le percosse, come ci insegna uno degli Articoli del Codice Penale (il 581, per l’esattezza), sono punibili con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 309 euro. Insomma, quei due individui non hanno di certo fatto il palo sotto casa del professore per scambiare con quest’ultimo qualche innocua parola. Il gesto era premeditato, organizzato nei minimi dettagli.

Ma cosa li ha spinti ad arrivare a tanto? Cos’è scattato nelle loro menti? Tante le piste seguite dai Carabinieri della Compagnia, come quelle che vedono la probabile chiusura della Spes e la revoca di alcune case popolari. Ma non sta di certo a me entrare nel merito delle indagini. L’unico appello che faccio a chiunque abbia assistito a quello che può essere definito un vero e proprio atto di vigliaccheria e malaffare, è di parlare con gli inquirenti quanto prima. Qualsiasi azione di carattere efferato non dovrebbe intimorirci, né avere la meglio su di noi.

Anzi, è da siffatte azioni che dovremmo prendere le mosse per restituire la giusta dose di Giustizia alla nostra cittadina, che da solo sette mesi a questa parte (con l’insediamento a Palazzo della nuova Amministrazione) vede uno spiraglio di luce. Ma dovrebbero essere proprio le frasi riportate dallo stesso Cuscito a motivare la nostra lotta contro l’illegalità e la mafia, perché solo dalla Legalità si può partire per ricostruire poco per volta la cittadinanza intera. Quella stessa Legalità che il braccio destro di Lucilla ha assunto come punto cardine della sua vita.

io sto con giginoCirca otto mesi fa, il 24 Maggio 2016, l’ormai nota pagina “Gigino Galeotto Sindaco di Gioia del Colle 2016” cessava di intrattenere gli utenti con la sua satira per via di numerose minacce a carico degli amministratori. In quell’occasione, Cuscito scriveva così “A coloro che vorrebbero scovare, per picchiarli, gli autori di quella pagina di sana ‘satira’ politica, dico, oggi, semplicemente questo: sono io Gigino Galeotto. Venite a prendermi.”

Ricordo che ebbi modo di scrivere un articolo a riguardo; ricordo anche di aver fatto menzione di una delle frasi più celebri attribuite a Peppino Impastato: “La mafia uccide, il silenzio pure”.

È sulla base di ciò che vi chiedo, ancora una volta, di parlare. Non lasciate che sia la mafia ad uccidervi, fatte di tutto affinché la libertà di parola sia la vostra àncora di salvezza. “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.” (Art. 21 della Costituzione italiana). Il desiderio di Giustizia è una delle ragioni che mi ha spinta a scegliere la Facoltà di Giurisprudenza, a non smettere di pensare nemmeno per un istante che il mondo possa essere un posto migliore, dove tutta la gente onesta può coabitare senza correre nessun rischio. È per questo che oggi, Sabato 28 Gennaio 2017, io mi sento in dovere di dire “A coloro che vorrebbero scovare, per picchiarlo, il Vice Sindaco, dico, oggi, semplicemente questo: Enzo Cuscito sono io. Venite a prendere a bastonate anche me.”

Daniela Ironico

 

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