CASO COLANGELO. PERCHÉ LA POLITICA OSTACOLA LA GIUSTIZIA?
Il Procuratore gioiese dott. Giovanni Colangelo dal 17 febbraio è in pensione, lascia la Procura di Napoli ed il coordinamento di inchieste importanti, tra cui quella che vede coinvolta Gioia nell’attentato organizzato dalla Camorra a suo danno e quella – politicamente più rilevante – che coinvolge il padre dell’ex premier Matteo Renzi, inchiesta collegata ad appalti pubblici miliardari gestiti dalla Consip.
Il Procuratore – stando alle dichiarazioni rilasciate in una intervista pubblicata sul Corriere che potrà essere letta integralmente su: http://www.corriere.it/politica/17_febbraio_18/consip-pensione-magistrato-che-avvio-l-inchiesta-potevo-restare-ma-governo-me-l-ha-impedito-9e8c8340-f614-11e6-a891-35892eecc6d0.shtml – è sorpreso “dalla determinazione dell’esecutivo e del gruppo Pd a non far votare in aula l’emendamento che estendeva l’età del ritiro”.
Infatti il limite di età stabilito dal Governo Renzi per il pensionamento dei magistrati è stato portato a 70 anni, con la possibilità però di proroghe – per altro già concesse ad altri magistrati che si sono resi disponibili a restare in
servizio (e quindi portare a termine le inchieste in corso) -, fino alla copertura degli organici, al momento deficitari di ben 1.000 unità.
Quel che desta profondamente scalpore è che il 14 febbraio due senatori del Pd sono stati sostituiti in Commissione Giustizia per impedire che l’emendamento venisse votato in assemblea, estendendo così la proroga e permettendo a Colangelo di continuare ad operare.
L’emendamento di proroga poteva legittimamente essere o meno accolto, ma quel che emerge è che non si è voluto consentire che la proroga fosse discussa.
La domanda che sorge spontanea è “Cui prodest?”
E c’era chi lo aveva previsto e denunciato a chiari lettere:
http://www.lastnews24h.com/sai-dove-vogliono-spedire-il-procuratore-del-caso-consip-che-vede-indagato-babbo-renzi-e-lotti-vergogna/
