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Cronaca

ASSUNZIONI REGIONE. GLI IDONEI AL CONCORSO DENUNCIANO

Copia di regione puglia esterno

Emiliano Nel 2018 scadranno le graduatorie in cui sono inseriti idonei e vincitori del concorso per 200 Funzionari e tecnici bandito dalla Regione Puglia per sanare “promozioni” a pioggia ma – grazie a leggi regionali ad “hoc” – saranno gli “interni” assunti a tempo determinato, già favoriti dalla… sorte e da punti “premio” per il servizio prestato negli anni o senza aver mai fatto concorsi, a ricoprire i posti spettanti agli “esterni”.

Che si tratti di “premialità politiche” è evidente, con bandi ad evidenza pubblica spesso “ritagliati” su misura per lasciar fuori altri candidati meno sponsorizzati ed oggi, attraverso la stabilizzazione – “più che una promessa, una certezza” -, per garantire loro un lavoro a vita.

La coraggiosa denuncia proviene da Alessandro Vergari, che spiega nei dettagli in questo suo scritto il dramma di chi, pur avendo titoli e merito, dopo aver superato le sei prove concorsuali ed essersi visto superare dagli “interni a tempo determinato” supervalutati (2 punti per ogni anno di lavoro prorogato), rischia di non essere mai assunto, perché anche “gli interni” che non hanno espletato il concorso confidando nella stabilizzazione sono in lizza. Una vicenda che pone in luce come la politica – anche quella di sinistra ieri vendoliana ed oggi di Emiliano – interferisca nelle procedure concorsuali per agevolare alcuni “protetti” a discapito di altri, legittimando quel che mai dovrebbe essere legittimato: la prevaricazione delle lobby interne a discapito del merito. Uno scandalo. Uno dei tanti, da denunciare a gran voce!

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Questa è la triste storia del concorso RIPAM PUGLIA, concorso pubblico aperto agli esterni, bandito dalla Regione Puglia nel marzo del 2014 per il reclutamento di duecento “Funzionari”, ripartiti tra amministrativi e tecnici. Un concorso necessario, bandito per riparare a precedenti “forzature” operate dalla Regione, nel corso degli anni, conosciute e segnalate dalla Corte dei Conti, consistenti in centinaia di progressioni verticali interne (volgarmente dette “promozioni”, passaggi da una categoria CdG-Vendola-consiglio-regionale-pugliaad un’altra superiore), senza apertura all’esterno. Questa è una storia italiana e molto pugliese, vissuta da un manipolo di vincitori e idonei ora in graduatoria, che, a partire dagli originari 36.000 partecipanti al concorso, sono riusciti ad arrivare fino in fondo, superando sei prove complessive, suddivise in tre step.

Le prove preselettive (giugno del 2014), le successive prove scritte (gennaio 2015) e le prove orali a Roma presso la sede del Formez (ultimate nel maggio 2015). Dunque, sono passati quasi due anni. La ratio di ogni selezione pubblica di natura concorsuale, in primis, è il rispetto della lettera e dello spirito dell’articolo 97 della Costituzione Italiana, che sancisce: “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”. E se qualcuno vi dirà che quest’ultimo inciso (“salvo i casi…”) consente di usufruire anche di altri canali eccentrici, differenti dal concorso, per entrare nella P.A. e ottenere poi un contratto a tempo indeterminato mediante stabilizzazione e sanatorie, ricordategli che i Padri Costituenti si riferivano a categorie protette e a fasce deboli, non certo a procedure “agevolate”, come selezioni per titoli e colloqui e shortlists.

Sì, perché questa è anche una storia in cui protagonisti sono, da una parte, gli “interni” a tempo determinato della Regione Puglia, che ammontano a centinaia e centinaia, entrati a frotte negli anni dell’amministrazione Vendola attraverso bandi per titoli e colloquio, di natura non concorsuale come quelli sopra descritti. Tutti questi, in virtù di una doppia copertura di legge decisa negli ultimi anni (Comma “Ginefra”, dal parlamentare pugliese proponente, inserito in una legge di stabilità; legge regionale 47/2014), sono ormai certi di essere stabilizzati, ovvero di lavorare in Regione “a vita”, se non da subito, sicuramente a scadenza dei loro contratti attuali, prorogati sino al dicembre 2018 e comunque sino ad ultimazione della procedura di stabilizzazione; dall’altra parte tutti quelli che hanno superato con le proprie forze il concorso pubblico (vincitori e idonei), molti dei quali – ad oggi – disoccupati e le cui graduatorie scadranno nell’ottobre del 2018. Sì, perché le graduamichele emilianotorie dei concorsi pubblici scadono, i contratti a termine, a dispetto del nome, no.

QUESTIONE DI TESSERE, “PUNTI” E LOBBY INTERNE … NON DI MERITO

Finora, solo 94 unità sono state assunte (e solo nello scorso Dicembre). E gli altri?

E’ necessario che si sappia che gli idonei al concorso RIPAM PUGLIA chiedono di LAVORARE in virtù del superamento del concorso. Chiedono che la Regione proceda allo SCORRIMENTO della graduatoria. Chiedono di essere assunti nelle agenzie e nelle partecipate controllate dalla Regione, in cui c’è spazio e che attualmente sono infarcite di contratti “flessibili”… Chiedono che le graduatorie vengano cedute ad altri enti, presso ministeri o altre regioni, e PROMOSSE dalla Giunta Regionale con espliciti atti di natura politica. Chiedono, in poche parole, che il MERITO venga RICONOSCIUTO. Qualcuno vi dirà che, in fondo, gli idonei il concorso non l’hanno vinto, e che quindi non possono vantare alcun diritto. Purtroppo, nei punteggi di accesso al concorso, agli “interni” a termine la Regione decise di riconoscere 2 punti (2 punti!) per ogni anno passato alle sue dipendenze. Inutile dire quanto questa misura (alias “scelta politica”) li abbia favoriti, facendo sì che gli “esterni”, cioè semplici concorrenti/cittadini(mai transitati in Regione per altre vie…), pur avendo preso punteggi alti e altissimi alle prove, siano stati scavalcati irrimediabilmente!

POSTO “FISSO” PER GLI ASSUNTI A PROGETTO PROROGATI, BOCCIATI IN C1732014112978-ripam_puglia_300_200_1ONCORSO 

Molti “interni”, ed è questa la VERGOGNA principale, o non hanno partecipato al concorso (redatto con questi punteggi così favorevoli da apparire su misura per loro!), confidando nella politica delle stabilizzazioni “a domanda” o sono stati bocciati (!!). Già quando sono entrati a tempo determinato, molti di quei bandi prevedevano punteggi abnormi per pregressa “esperienza” all’interno della Regione, anche con stages, tirocini ecc. e se qualche esterno avesse voluto partecipare aveva speranza di farcela? Speranza pari a zero perché il punteggio attribuito a chi aveva lavorato presso l’Ente era così alto ma così alto che un candidato esterno non poteva farcela, erano bandi già di fatto “riservati”…

E con la stabilizzazione verranno assunti a tempo indeterminato. E’ più che una promessa, è una certezza. E continuano, comunque, a lavorare a tempo determinato mediante proroghe. Altri, e non sono pochi, hanno lavorato per i fondi comunitari, finanziati dall’UE. Progetti che, in un sistema normale e sano, avrebbero un inizio e una fine senza poter essere utilizzati per le stabilizzazioni del personale addetto, che quando è stato assunto a termine, teoricamente (teoricamente…) sapeva di non aver superato alcun concorso e invece? Bocciati ed assunti per sempre! Tutto questo mentre, tuttora, la maggior parte di vincitori e idonei di un regolare e duro concorso pubblico sono disoccupati.

La strategia di “aggiramento” del dettato costituzionale era stata concertata con le parti politiche e con alcune organizzazioni sindacali. Non sono pochi gli “interni” che, intanto, hanno fatto carriera nel sindacato. Le tessere sono tessere, e gli “interni” hanno fatto “lobby”, nella miglMANIFESTAZIONE VINCITORI DI CONCORSOiore tradizione del corporativismo italiano.

COMMA “GINEFRA” PER ASSUMERE SENZA CONCORSO

Qualcuno vi dirà che gli idonei del concorso RIPAM, pur collocati con merito in graduatoria, vogliono far scoppiare una “guerra tra poveri”. La verità è che questa è una battaglia in nome del Diritto, del Merito, dell’Uguaglianza. Gli “interni a tempo determinato” non sono “precari”, come vogliono far credere. Precario è colui che lavora saltuariamente, cambiando spesso tipologia lavorativa, accettando impieghi sottopagati, vessato dai datori di lavoro, impossibilitato a far valere i propri diritti, solo. I film di Ken Loach sono la perfetta trasposizione cinematografica della figura sociologica del “precario”. Nulla di tutto ciò si legge nel profilo degli “interni” regionali. Politiche generative purtroppo equivocate, travisate e ribaltate. Se, con ogni probabilità, i vincitori verranno assunti entro la fine del 2018, gli idonei rischiano di essere buttati a mare da una politica connivente, inerte, che non fornisce alcuna risposta né dà segni di voler anche soltanto affrontare il problema. Torniamo sul duplice snodo legislativo: il comma 529 della legge di stabilità 2013 è noto anche come “comma Ginefra”, dal nome del promotore, il deputato barese del PD Dario Ginefra, attualmente alfiere della candidatura a segretario di Michele Emiliano. Il comma riconosce alle regioni la facoltà di stabilizzare “a domanda”, ovvero senza concorso, il personale impiegato a tempo determinato dario ginefrache possegga specifici requisiti di anzianità di servizio, pari a 36 mesi, che abbia semplicemente partecipato ad una procedura “ad evidenza pubblica” (dicitura che nulla dice sulle selezioni né tantomeno coincide con una procedura CONCORSUALE).

LEGGI REGIONALI AD HOC PER … INTERNI

Con la legge regionale 47/2014, la Regione Puglia ha deciso di avvalersi di questa facoltà. Nel dicembre 2015, infine, un altro comma in un’altra legge di stabilità (sappiamo in Italia come -di fatto – vengano usate le leggi di stabilità/bilancio e quante regalìe, nei decenni, siano state nascoste nelle sue pieghe dalla nostra classe politica…) consente la stabilizzazione del personale che abbia maturato tre anni di anzianità di servizio al 31 dicembre 2015 e non più al 31 dicembre 2012: il piatto della stabilizzazione per centinaia di “interni” pugliesi è servito. Sì, perché nelle altre regioni d’Italia la norma è applicata su ben determinate categorie di lavoratori, mirati, limitati nel numero e appartenenti a settori ben circoscritti, dove in passato si era abusato dello strumento dei contratti a tempo determinato, per specifiche esigenze delle amministrazioni. Qui, in Puglia, il numero è abnorme e sproporzionato.

Qualcuno vi dirà chConsiglio dei Ministri n. 23e le mosse della politica regionale sono pienamente legittime e che perfino la Corte Costituzionale si è espressa a favore. Andiamo con ordine. Nel gennaio 2015 il Governo ha promosso un ricorso di legittimità costituzionale avverso la legge regionale, censurando l’illegittimo ampliamento dell’ambito degli aventi diritto alla stabilizzazione. La Corte Costituzionale ha dichiarato “la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale”, rigettando così il ricorso del Governo, rilevando come lo stesso non fosse adeguatamente motivato, senza, però, esprimere alcuna considerazione in merito alla conformità della legge pugliese ai parametri di costituzionalità denunciati né sulla conformità all’art. 97 del comma Ginefra. E’stata, però, dichiarata illegittima dal punto di vista costituzionale la stabilizzazione del personale delle Agenzie ed Enti strumentali.

LA REGIONE STABILIZZA NON TUTTI MA CHI GLI PARE…

Detta in parole povere: la Regione è libera di stabilizzare i precari (e non ovunque!), ma è una SCELTA, questa, squisitamente politica, non avallata da poteri superiori o organi terzi. La Regione, SE VOLESSE, potrebbe dare la priorità a chi ha superato un concorso pubblico (gli IDONEI) ed è stato già fortemente penalizzato dal punteggio “regalato” agli “interni”.

Gli idonei del concorso RIPAM credevano che una svolta potesse arrivare dall’approvazione, da parte del Consiglio regionale, della mozione n.64. La mozione, presentata dal consigliere Alfonso Pisicchio e firmata da altri 12 consiglieri regionali afferenti alla maggioranza, tra cui Cosimo Borraccino di Sinistra Italiana, presidente della II commissione regionale (Affari Generali e Personale), Marco Lacarra, attuale segretario regionale del PD e Michele Mazzarano, capogruppo regionale dello stesso PD, è stata effettivamente approvata in data 28 Luglio 2016. La mozione n.64. al PRIMO punto, IMPEGNA il Governo regionale all’assunzione IMMEDIATA dei vincitori del concorso RIPAM – PUGLIA e con il COMPLETO SCORRIMENTO delle relative graduatorie degli idonei. Finora, la mozione è stata disattesa. Nessuno scorrimento, nessuna cessione di graduatorie, solo una parziale assunzione di vincitori (quanti saranno assunti nel 2017, ancora non lo sappiamo), nessuna risposta su agenzie e partecipate.

RISPETTO PER CHI HA VINTO UN CONCORSO SENZA SE E SENZA MA

Il timore di chi ha superato il concorso pubblico è che le graduatorie scadano e… chi si è visto si è visto. Sarebbe uno scandalo avere, tra pochi anni, i bocciati al concorso assunti a tempo indeterminato e chi il concorso lo ha superato a casa, disoccupato. Purtroppo, finora, le risposte della politica sono state impalpabili. L’assessore al Personale ripam-pugliaNunziante, nonché vicepresidente della Regione, si limita a dire di “voler rispettare la legge”, intendendo la legge regionale che stabilizza gli interni, e di non poter sforare i vincoli di bilancio. Anche gli idonei si auspicano un innalzamento del turnover, attualmente fermo ad un magro 25 per cento (una sola assunzione ogni quattro pensionamenti), ma chiedono con forza un INTERVENTO POLITICO perché le graduatorie siano IMMEDIATAMENTE cedute e PROMOSSE presso altri enti. Finora gli idonei non hanno avuto molte sponde. Oltre al già citato Pisicchio, si segnala l’impegno puntuale e disinteressato del consigliere Domenico Damascelli di Forza Italia. Gli idonei sono un’eccellenza che dovrebbe essere portata con orgoglio dal governatore Emiliano in giro per il Paese nel suo tour attuale. Dovrebbe dire, il governatore e candidato alla segreteria nazionale PD, che vi sono centinaia di potenziali funzionari, preparati e meritevoli e figli di un Dio minore, che potrebbero essere assunti ovunque, dal Nord al Sud. Capite come la politica, la buona e la mala politica, incidano sulla VITA delle persone? Sulla vita di chi non ha chiesto nulla al politico di turno e si è illuso che in Italia e in Puglia bastasse studiare, fare sacrifici, superare un concorso pubblico per trovare lavoro, senza andare alla ricerca della protezione del signorotto locale?Per questo, gli idonei chiedono a gran voce che la mozione n. 64 venga rispettata e attuata. Senza se e senza ma. SENZA SE E SENZA MA.

Alessandro Vergari

 

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