UNA “LETTERA A LEONTINE”, TRA LE RIGHE D’AUTUNNO
Con “Lettera a Leontine” di Raffaello Mastrolonardo, una delle “foglie” appese a “Righe d’autunno”, venerdì, 5 novembre alle ore 19.00 nel Chiostro di Palazzo di città si respirerà una scrittura di emozioni ed alto lirismo.
“Righe d’autunno” si rivela una felice rassegna, in una splendida anche se in questi giorni alquanto “fredda” cornice, per dar vita a “percorsi ed incursioni letterarie con autori contemporanei”, curata da Lucio Romano in sinergia con la Biblioteca Comunale “don Vincenzo Angelilli”, il Liceo Classico ed il Liceo Scientifico gioiesi e si spera con la partecipazione anche dei docenti e degli studenti dell’I.T.I.S. Galilei.
Francesca Barba presenterà l’autore Raffaello Matrolonardo ed animerà il dibattito con il pubblico.
“Lettera a Leonine” è un vero e proprio caso letterario, pubblicato nel 2008 tra le edizioni Besa ed in pochi mesi, divenuto un caso letterario, tanto da essere riedito con l’editrice Tea.
Un romanzo struggente, il primo di Raffaello Mastrolonardo, manager di banca, poeta ed oggi scrittore.
Limpida, lirica, drammatica, struggente… questi gli aggettivi riservati alla sua scrittura.
“Sapevo d’aver scritto un bel romanzo – dichiara l’autore – ma non m’aspettavo tanto successo. Le componenti sono molteplici: il candore narrativo, il fascino dell’amore, la complessità della trama, la molteplicità delle passioni, ma soprattutto la bellezza del linguaggio. Non ho difficoltà ad ammettere l’autobiografismo nel mio romanzo. La storia d’amore fra Lea e Piergiorgio è frutto di fantasia. Tutto il resto è vissuto: De Nittis, la musica, l’amore per il mare, per Bari e per la Puglia, per mio padre, per le mie figlie, le poesie, i luoghi. Tutto. Il lettore percepisce la sincerità e l’apprezza, percepisce la passione e la condivide”.
Una storia d’amore in cui la scrittura si rivela terapeutica, né passa inosservata una profonda conoscenza letteraria… “Ci sono quarant’anni di letture incessanti, bulimiche – afferma l’autore – tutte sedimentate nell’anima, talvolta nascoste o apparentemente dimenticate. Ma sono tutte lì…”. Protagonista Piergiorgio, ginecologo affermato, “poeta, un po’ musicista, padre devoto, marito sofferente”. L’incontro con Léonti
ne, donna felicemente libera, sensuale, intelligente, ironica, bella, darà vita ad una tempestosa relazione.
Per la critica, la sua lettera a Leontine “scorre veloce come un paesaggio sul finestrino di un treno, regalando anche il ritratto di una generazione, quella che appena superati gli «anta» si ritrova travolta dalle responsabilità professionali e personali, ma che sotto un’apparente realizzazione di facciata brama di sentirsi ancora “viva”, in nome di una passione che non vuole credere persa per sempre. Un’esistenza alla ricerca del bello e di se stessi quella del protagonista del romanzo, ed è tra queste due coordinate che si consuma la promessa d’amore tra Piergiorgio, esteta narcisista, ammaliato dall’arte e dalla musica, dall’incanto della sua Puglia e dalla dolcezza dei ricordi e Léontine”.
Una scrittura, quindi limpida, musicale che si offre a punte di lirismo nel prologo, fino ad un drammatico e inatteso crescendo del finale, “dove l’ingombrante voce dell’Io narrante si fa meno sicura, e dunque più struggente e spontanea”.