Gioco d’azzardo, 30mila controlli compiuti dalla Gdf. È vera e propria lotta all’evasione

Il gioco d’azzardo è ormai uno dei punti fermi del bilancio economico italiano. Si tratta di un settore che sembra non conoscere crisi e che anzi continua a svilupparsi e a crescere. Ma, come in ogni cosa, ci sono sempre gli altri lati della medaglia. Uno di questi è, senza alcun dubbio, l’evasione. Anche se quest’ultima, come detto dal vicedirettore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato Alessandro Aronica, nel comparto dei giochi è presente in una misura piuttosto lieve e impercettibile. Il problema principale sembra essere quello dei totem, ossia quei computer presenti nei pubblici esercizi con cui ci si può collegare ai siti esteri illegali. “In questi casi c’è quindi una doppia evasione e una doppia violazione, perché si gioca con un concessionario non autorizzato e tramite l’intermediazione di qualcuno, cosa vietata per il gioco online”, afferma Aronica.
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Guardia di Finanza: sono questi i due soggetti che combattono in prima fila l’evasione. L’Adm nel 2016 ha effettuato oltre 30mila controlli e ciò ha portato a un calo delle violazioni, come riporta il sito Gamingreport. Nel mirino soprattutto i punti di vendita e di gioco. Per quel che riguarda la Gdf invece, nei primi 5 mesi del 2017 i comandi regionali e provinciali hanno lavorato alacremente. Per esempio, per quel che riguarda la regione Campania, il comando della Provincia di Caserta, su 103 interventi effettuati presso sale giochi e centri di scommesse, ha riscontrato irregolarità nel 12% dei casi. Sono stati sequestrati 5 apparecchi automatici da gioco e 10 postazioni di raccolta di scommesse clandestine. Insomma, dati comunque importanti.
Per quel che riguarda le altre ragioni, massicci provvedimenti in Piemonte. Infatti sono stati svolti 103 interventi nell’ambito del settore dei giochi. In 25 di questi ultimi sono stati scoperte delle irregolarità. Ciò ha portato a: 187 i soggetti verbalizzati, la scoperta di 32 violazioni, che hanno portato al sequestro di 9 apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento, e di cinque punti clandestini di raccolta scommesse e 3mila euro in contanti. Insomma, i controlli in questo inizio di anno sono stati fortemente intensificati.
La lotta contro l’abusivismo e l’illegalità nel mondo dei giochi sembra però essere appena iniziata. A spiegarlo anche il vicepresidente Aronica: “Lavoriamo In tre anni controlliamo tutti i punti vendita di gioco a rotazione. C’è stata una riduzione delle violazioni, in parte a causa della regolarizzazione di parte del circuito parallelo, e in secondo luogo a causa di una forte manifestazione di presidio sul territorio che speriamo abbia avuto un effetto di deterrenza. Per alcuni fenomeni bisogna comunque spostare sempre avanti l’asticella, anche perché le frodi tecnologiche cambiano di continuo”. La tecnologia come arma a doppio taglio quindi. Il percorso comunque è già stato tracciato. Per quanto appare ancora molto lungo e tortuoso.
Per maggiori informazioni potete leggere il rapporto integrale sul sito della Guardia di Finanza.