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PROPOSTE PER IL FUTURO DI COOP ED EX ARENA CASTELLANO

assunzioni coop

COOP GIOIAIn città ci si chiede con preoccupazione cosa accadrà alla luce delle sentenze di agosto su Coop, ex Arena e Loi.ca. Di quest’ultima ancora in “cantiere” si parla meno… alla fin fine è solo un grezzo, nessuno vi abita o lavora. Mandarla giù con le ruspe farà “dolere” solo il cuore ed il portafoglio dell’incauto costruttore e del proprietario che forse avevano messo in preventivo l’evenienza mettendosi l’anima in pace.

Ma le altre due sono “bombe” innescate per le casse comunali, la loro deflagrazione – ovvero la richiesta di risarcimento da chi – consapevole o meno dell’abuso, sia pur nel torto -, ha investito acquistando appartamenti e locali, potrebbe trascinare il Comune verso la bancarotta.

E’ pur vero che i costruttori, gli stessi proprietari dei suoli ed i loro progettisti hanno accettato il rischio a suo tempo, ma oggi chi ha firmato i permessi non c’è più e nei confronti degli amministratori che questa “manovra” l’hanno messa in atto ci si potrà forse rivalere solo in un secondo momento, quando avranno già sistemato le loro cose – se già non lo hanno fatto – per risultare poco più che incapienti.

Quindi all’attuale amministrazione viene chiesto un miracolo: far fronte a supermercato coopquesto “disastro” che paradossalmente è stato causato dalla corretta applicazione delle norme, la stessa per cui sindaco e vicesindaco ed anche alcuni consiglieri si sono battuti, affiancando Vito Vinci nelle sue “crociate”.

Di soluzioni fantasiose ed empiriche in realtà ce ne sarebbero… il problema è come attuarle.

Un esempio?

Lo stabile della Coop potrebbe essere utilizzato in parte come mercato coperto con dei punti resort ed ospitare il mercato settimanale nel parcheggio. Lo spazio espositivo più ampio potrebbe trasformarsi in una piccola Fiera del Levante mutuata in Fiera della Murgia ed accogliere mostre artigianali, eventi, concerti, proiezioni, convention, mostre fotografiche, presentazioni di libri, corsi teatrali, cinematografici e quant’altro, utilizzando anche l’ampio terrazzo in estate. Si potrebbe stilare una convenzione con realtà imprenditoriali ed associazionistiche per la gestione degli spazi e dei contenuti, programmando eventi di alto richiamo turistico ed ospitare festival letterari (un Libro non “impossibile”?), musicali (Jazz in fieri), circensi (artisti di strada) e persino raduni.

L’ex Arena potrebbe essere acquistata con un finanziamento a lunghissima scadenza o – se possibile – pagando il fitto ai legittimi proprietari per ospitarena-castellano-spalleare uffici comunali e liberare stabili di proprietà del Comune oggi occupati dagli uffici e metterli in vendita. Oppure si potrebbe “fittare” ad aziende, imprese o pubbliche amministrazioni – ufficio del Lavoro ex ufficio del collocamento, Agenzia delle Entrate, Inps -, con convenzioni con i rispettivi ministeri, regione, città metropolitana. Ricordiamo che l’OA Sistemi è migrata a Bitetto perché non ha trovato a Gioia una collocazione adeguata e paga mensilmente migliaia di euro di fitto ad un privato. Un’altra ipotesi potrebbe vederla come condominio di “case famiglia” ed ospitare di volta in volta, a seconda della necessità o della progettualità homeless, ragazzi con disagi, famiglie senza casa e servizi offerti da cooperative del terzo settore.

Se si mappa il territorio alla ricerca di altre realtà simili proponendo “l’affare”, ovvero fitti a buon prezzo in stabili nuovi o quasi, questo “disastro” potrebbe addirittura rivelarsi un investimento.

Forse quanto scritto ai più potrebbe sembrare utopia… e se invece si potesse fare? Se attingendo a progetti e fondi, unendosi in cordata ad altri Comuni e istituzioni si potesse creare un polo mercatale, sociale, di servizi amministrativi decentrati nella nostra città?

Forse da un “danno” ed anche molto grosso, alla fine potrebbe venir fuori un “aggiusto”! [Editoriale tratto da “La voce del paese n. 30 del 02.09.2017]

 

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