AREA MERCATALE: MAGGIORANZA ABBANDONA L’AULA
Con riferimento all’ultimo Consiglio Comunale monotematico (si discuteva solo di Area Mercatale), provvediamo a pubblicare, così come pervenuti, sia il dettagliato resoconto politico su quanto accaduto, a firma di Enzo Cuscito, in qualità di Segretario cittadino del Partito Democratico, che la bozza per un nuovo Ordine del giorno, preparato all’uopo e presentato dalla minoranza, che la maggioranza non ha voluto, nonostante i numeri a proprio favore, né approvare né bocciare, preferendo abbandonare l’aula consiliare, far cadere il numero legale e rendere nulla la convocazione. Un passo falso non previsto o meditato?
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“Un Consiglio Comunale a due volti, quello andato in scena venerdì 12 novembre, avente per oggetto l’autoconvocazione della minoranza per costringere l’Amministrazione a dare chiarimenti sul progetto “Area Mercatale”.
Il primo, quello di un’opposizione combattiva e compatta che, per più di sette ore, ha tenuto sotto scacco la maggioranza, pressando con critiche e osservazioni Ingegnere Comunale ed Assessore ai Lavori Pubblici. Un’opposizione che ha mostrato finalmente tutta la sua forza, attaccando, spesso con toni alti e pungenti, punto su punto, l’Amministrazione.
Dall’altro una maggioranza silente, volutamente silente, sospettosamente silente, che non ha fornito nessuna delucidazione sui tanti punti oscuri della vicenda.
Con un Sindaco muto, più volte chiamato dalla minoranza ad esprimersi, che ha delegato a rispondere, in tutto e per tutto, l’Assessore Celiberti e l’Ingegnere Comunale Laruccia, il quale spesso, insolitamente, ha rivestito oltre il ruolo del tecnico, anche quello del politico. Evidente segnale di una “gerarchia”, come l’ha definita l’ottimo Povia, che domina a Palazzo San Domenico, dove appare sempre più chiaro che la linea politica-decisionale, in toto, è nelle mani del duo Celiberti-Laruccia. Al Sindaco, evidentemente, è delegata solo la funzione di pubblica rappresentanza.
L’opposizione, durante la discussione, ha più volte richiamato l’illegittimità di tutti gli atti messi in opera da questa Amministrazione al fine di realizzare l’Area Mercatale. Un progetto che porterebbe vantaggi milionari solo a privati, proprietari dei suoli, consulenti e costruttori. Si può immaginare, come ha sottolineato ancora Povia in Consiglio, quanta “riconoscenza” tali privati debbano avere verso chi, in Amministrazione, ha reso possibile tanta grazia!
Ma il vero punto a favore dell’opposizione, l’altra sera, è stato l’ordine del giorno tirato fuori alla fine della discussione. Un ordine del giorno che ha costretto la maggioranza, palesemente divisa sull’argomento, a spaccarsi, in quanto prevedeva la votazione finale sulla revoca della deliberazione di G.C. n.172 del 23/09/2010 sull’Area Mercatale, “al fine di ripristinare in autotutela da parte dei medesimi organi che hanno adottato gli atti illegittimi e
la legalità violata”. A questo punto, la maggioranza, pur avendo i numeri per rigettare e votare contro, dopo una breve sospensione, ha preferito abbandonare l’aula. Perché? Perché non votare contro se si era convinti della legittimità e della legalità degli atti? L’uscita dall’aula è la riprova delle divisioni interne alla maggioranza. E’ ormai noto, e l’articolo pubblicato proprio da Voi di GioiaNet (http://www.gioianet.it/politica/1987-tre-consiglieri-di-maggioranza-si-ribellano-al-sindaco.html) sul documento dei tre consiglieri di maggioranza, Tisci, Mastrovito e Tuccillo, con cui si chiedeva la revoca del bando sull’affidamento a privati dell’illuminazione pubblica ne è la riprova, della feroce diatriba interna tra chi, lodevolmente, comincia a pretendere più trasparenza e chiarezza nella gestione del denaro pubblico, e chi, ancora, continua a muoversi al limite della spregiudicatezza.
L’azione caparbia e tenace dell’opposizione, e vorrei citare tutti, i Consiglieri del Partito Democratico Ludovico, Povia, Masi e Donvito, dei Democratici Bradascio, dell’Unione di Centro Ventaglini e Mancino e della Puglia Prima di Tutto De Leonardis, alla fine ha chiaramente
messo la maggioranza nell’angolo, con una strategia concordata nei minimi dettagli, costringendola a scagliare fuori, pubblicamente, le proprie contraddizioni. A dispetto di quanti, in questi giorni, anche dal centrosinistra, hanno accusato la minoranza di consociativismo, di scarso impegno e di aver gestito male proprio la questione Area Mercatale. E’ evidente che la crescita del PD e dell’opposizione in Consiglio viene vista, per ragioni di visibilità politica, con timore.
Inutile sottolineare la soddisfazione del lavoro svolto in queste settimane dal mio partito, il PD e dall’intera opposizione consiliare. I risultati di un cammino congiunto, non più frammentato, si stanno, adesso anche platealmente, manifestando. Dopo l’autoconvocazione sul Teatro, sull’Area Mercatale, sulla
Spes, sull’illuminazione pubblica e la mozione sui mercatini, stiamo mettendo in cantiere nuove iniziative dirompenti, al fine di costruire e mettere in atto un’opposizione critica, di denuncia, l’unica capace di rimettere sul binario della trasparenza un governo cittadino ormai sempre più “opaco” e sprecone.
Con un Sindaco ossessionato esclusivamente dal culto della personalità e un Assessore ai Lavori Pubblici plenipotenziario, la città pare avviarsi verso un’ecatombe economica e politica.
All’opposizione il compito di alzare il livello del proprio ruolo, allo scopo di evitare un declino incombente, informando la città di tutte le manovre che, nascoste dietro la parvenza delle feste e delle cerimonie popolar-religiose, paiono finalizzate da interessi tutt’altro che pubblici”.
Enzo Cuscito – Segretario cittadino Partito Democratico
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IL CONSIGLIO COMUNALE DI GIOIA DEL COLLE
PREMESSO:
– che la realizzazione della nuova area mercatale con annessi parcheggi a raso e interrati, volumetrie commerciali, direzionali e residenziali era stata inserita nella relazione del Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana adottata dal C.C. con delib. n.32 del 16/6/2010;
– che fra gli obiettivi dell’amministrazione, la realizzazione di interventi pubblici, per la predetta opera dovevano essere conformi agli strumenti urbanistici, ed inserite nel piano triennale delle OO.PP. per seguire le procedure di cui all’art.5 della Legge 21/2008 sulla rigenerazione urbana;
– che il Consiglio Comunale, con deliberazione n.64 dell’1/12/2010 ha approvato il “Piano delle alienazioni e valorizzazione immobiliare” inserendo al punto 5 del dispositivo della citata delibera, che le modalità di alienazione, vendita, permuta o parziale permuta del mercato coperto e relativa area, l’individuazione dei servizi pubblici compensativi che dovranno essere realizzati, nonché la destinazione delle somme rivenienti dall’alienazione, saranno preventivamente posti al vaglio ed all’approvazione del Consiglio Comunale;
– che la relazione del Dirigente dell’UTC sulla tipizzazione del mercato coperto e la variante da F1 a B1 approvata dal Consiglio Comunale (delib. n.64/2008) in base all’ex art.58, comma 2, della legge n.133/2008 risulta essere una mera aspettativa in quanto il 3°periodo del comma 2 del citato art.58 della legge 133/2008 così recita: “… La verifica di conformità è comunque richiesta e deve essere effettuata entro il termine perentorio di 30 giorni dalla data di ricevimento della richiesta, nei casi di varianti relative a terreni classificati come agricoli dallo strumento urbanistico generale vigente, ovvero nei casi che comportano variazioni volumetriche superiori al 10% dei volumi previsti dal medesimo strumento urbanistico vigente” e pertanto l’indice di fabbricabilità del suolo sul quale sorge il mercato coperto è di 3 mc/mq (F1) e che la presunta variante (B1) lo porta a 8,59 mc/mq di gran lunga, quindi, superiore al 10% dei volumi previsti dal vigente P.R.G.
RITENUTO:
– che l’illegittimità del punto 2 del dispositivo della deliberazione n.64/2008 non è più sanabile atteso che nel frattempo è intervenuta la Corte Costituzionale che con sentenza n.340 del 16/12/2009 ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art.58 comma 2 della legge 133/2008 perché in violazione dell’art 117, comma 3 della Costituzione;
– che dal combinato disposto degli artt. 822-823-824 del Codice civile si evince che “cimiteri e mercati comunali” appartengono alla categoria dei “beni demaniali inalienabili”; ciò è ribadito dall’art. 58 comma 1 della legge 133/2008 richiamato al punto 1 della delib. di C.C. n.64/2008 e pertanto illegittima per violazione di legge;
– che con sentenza n. 340/2009 la Corte Costituzionale, ha dichiarato la parziale illegittimità dell’art. 58 comma 2 della legge 133/2008;
PRESO ATTO:
– che per la realizzazione dell’area mercatale, con Determina dirigenziale n. 424 del 2/12/2008 viene incaricato l’Arch. Francesco Fuzio per lo studio di fattibilità per un importo di 8.568,00 euro;
– che in data 28/05/2009 prot. 1456 la PROMEM-SUD EST s.p.a. società per la promozione dei mercati mobiliari sud-est con sede in Bari alla Via Emanuele Mola 19 ha presentato proposta di affiancamento professionale per l’utilizzo della finanza innovativa;
– che in data 24/08/2009 prot. 19616 il progettista incaricato di redigere lo studio di fattibilità, trasmette al Comune di Gioia del Colle la relazione tecnica, l’inquadramento territoriale ed il progetto architettonico della area mercatale evidenziando che per l’attuazione del programma edilizio in questione è necessario variare la zona F2 in F1 ai sensi della Legge Regione Puglia n.13/2001 art.16 comma 2 con deliberazione del C.C. al fine di costituire adozione della variante allo strumento urbanistico;
VISTO:
– che in data 09/11/2009 è stato convocato il Consiglio Comunale per discutere al punto 10 la proposta presentata dall’Amministrazione comunale di cui all’oggetto: “Realizzazione della nuova area mercatale. Studio di fattibilità – Adozione in variante al P.R.G., ai sensi dell’art, 16 L.R. n. 13/2001”, e che tale argomento non è stato discusso per mancanza del numero legale in C.C. e successivamente mai più iscritto all’o.d.g.;
– che in base all’art.128 del DLgs n.163 del 12/04/2006 e ss.mm.ii. con deliberazione di G.C. n.190 del 15/10/2009 esecutiva ai sensi di legge è stato approvato lo schema del programma triennale 2010-2012 e l’elenco annuale 2010 dei lavori pubblici ai sensi del decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 21/06/2000 e che nell’elenco annuale 2010 è stata inserita la voce riqualificazione urbana: realizzazione area mercatale con annessi parcheggi sotterranei, riqualificazione Piazza Plebiscito e mercato coperto Via R. Elena per un importo di 13.000.000,00 di euro finanziato con project financing e relativo studio di fattibilità;
VISTO:
– che in base all’art. 128 del d.lgs. n.163/2006 e alla complessità dello strumento di finanza innovativa (art 153, project financing) l’amministrazione al fine di affiancare professionalmente il personale dipendente con consulenti specializzati decide, con Determina dirigenziale n.1082 Reg. gen. del 30/10/2009 di conferire l’incarico alla PROMEM SUD-EST s.p.a. per un importo di 20.000,00 euro con affidamento diretto ai sensi dell’art.125 comma 11;
– che in data 18/12/2009 (n. 161 del Registro) il Comune di Gioia del Colle stipula una convenzione regolante l’affidamento di servizi di consulenza in materia di finanza di progetto con la PROMEM SUD-EST s.p.a. per la durata di 12 mesi con l’impegno da parte dell’Amministrazione Comunale di riconoscere in maniera illegittima alla PROMEM SUD-EST per l’espletamento dei servizi descritti in contratto una somma pari all’1,5% del costo delle opere rivenienti dal quadro economico del progetto del soggetto riconosciuto promotore di una iniziativa, che saranno posto obbligatoriamente, in sede di procedura concorrenziale pubblica, interamente a carico del soggetto, quindi versati al Comune di Gioia del Colle e da quest’ultimo girati alla soc. PROMEM SUD-EST s.p.a. (art 7 della convenzione);
VISTO
– che il programma triennale 2010-2012 e l’elenco annuale dei lavori pubblici da realizzare è stato approvato dal Consiglio Comunale con delib. n. 8 del 04/02/2010 unitamente al bilancio di previsione di cui costituiscono parte integrante ai sensi del combinato disposto dell’art.128 comma 9 del Dlgs n.163 del 2006 e dell’art.1. Comma 3, del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 9 Giugno2005;
RILEVATO
– che lo schema dei lavori allegato alla deliberazione del C.C. n.8 del 04/02/2010 risulta diverso da quello adottato dalla G.C. con delib. n.190/2009 in quanto la realizzazione dell’area mercatale risulta finanziata con project financing e relativo studio di fattibilità precedentemente redatto dall’ing. Francesco Fuzio ( 24/08/2009 ) per un importo di 13.600.000,00 euro escludendo dalla precedente voce l’intervento di Piazza Plebiscito e del mercato coperto di Via R, Elena;
CONSTATATO
– che in data 08/03/2010 il Dirigente dell’U.T.C. ha affidato un incarico al geom. Zucchetti per redigere una relazione di stima riguardante l’area mercatale di proprietà privata al fine di valutare il costo del suolo considerandolo in toto tipizzato interamente F1; e che risulta pari a 3.572.845.92 euro (cubatura consentita dal PRG) includendo 1160mq di residenze non previste nello studio di fattibilità (+ 1 piano) ed in base al progetto vincolato il tutto viene modificato con un coefficiente correttivo per un importo pari 2.658.000,00 euro (valore definitivo);
– che in data 03/06/2010 su richiesta del Dirigente dell’U.T.C. viene espresso un parere di congruità da parte dell’Agenzia del Territorio sulla stima effettuata dal Geom. Zucchetti per un importo di 2.658.000,00 euro e che dalla relazione conclusiva vengono espressi due distinti valori di mercato pari a 2.159.000,00 (primo valore) e 2.291.000,00 (secondo valore);
– che la PROMEM SUD EST s.p.a. con riferimento alla convenzione n.161/2009 risulta che nel mese di Aprile 2010 ha trasmesso al Comune di Gioia del Colle lì elaborati progettuali tecnico-economici segnalando al RUP che “le operazioni di concessione di lavori pubblici necessitano che le aree sulle quali viene realizzato l’intervento siano di proprietà pubblica o allo scopo espropriate. Pertanto è necessario che codesta amministrazione regoli in maniera formale le procedure attraverso le quali diventerà proprietaria del terreno sul quale sarà realizzata in concessione l’opera seppur a fronte di una provvista finanziaria assicurata da privati”;
– che in data 23/09/2010 con delibera di G.C. n. 172 di cui all’oggetto: “Approvazione studio di fattibilità per la realizzazione area mercatale nella zona compresa tra Via D’Annunzio, Via della Pace e linea Ferroviaria Ba-ta” viene stranamente deliberato il progetto definitivo redatto dall’arch. Francesco Fuzio per la realizzazione dell’area mercatale con allegato gli elaborati difformi dal precedente studio di fattibilità oggetto di approvazione del Piano Triennale dei Lavori Pubblici approvato dal C.C. e quindi l’intera deliberazione basata su presupposti erronei deve ritenersi nulla ex tunc;
– che con determina n.976 del 27/09/2010 il Dirigente dell’U.T.C. approva tutti gli atti propedeutici ed il relativo bando di gara in assoluta autonomia;
RILEVATO
– che la permanenza degli atti ritenuti illegittimi e sopratutto degli atti conseguenti assunti dal dirigente dell’U.T.C. potrebbero arrecare all’Ente e, quindi alla comunità amministrata, un grave danno patrimoniale, con le note conseguenze di cui risponderebbero i responsabili dell’approvazione degli atti;
CONSIDERATO
– che in data 13/10/2010 sono state inviate all’amministrazione comunale e ai consiglieri comunali le osservazioni del consigliere Tommaso Bradascio sulle procedure adottate per la realizzazione dell’area mercatale;
VISTO
– che in data 10/11/2010 a firma di numerosi cittadini è stato presentato al Sindaco, al Presidente del Consiglio, ai Consiglieri comunali e per conoscenza all’Assessorato Regionale all’Urbanistica un atto di significazione e diffida.
Tutto ciò premesso e ritenuto
CHIEDE
come atto di indirizzo al Sindaco e alla Giunta Comunale di procedere alla revoca e/o annullamento della deliberazione di G.C. n.172 del 23/09/2010, nonché al Dirigente dell’U.T.C. di procedere alla revoca e/o annullamento della determina dirigenziale n.976 del 27/09/2010 al fine di ripristinare in autotutela da parte dei medesimi organi che hanno adottato gli atti illegittimi e la legalità violata.