TARI: code per cartelle pazze. Di chi le inadempienze?
Pagheremo in termini di tempo perso in coda, ansie e denaro “anche” per gli errori contenuti in una banca dati non aggiornata, per altro strapagata e che costituisce (art. n. 1 del bando di gara) azione prioritaria cui la Municipia – aggiudicataria dell’appalto dal 16 ottobre del 2018 (det. 887 del 16/10/18) e “operativa” a seguito stipula contratto dal 5 febbraio del 2019 (det. 12/02/19) – di fatto non ha assolto, sebbene si sia insediata da ben 4 mesi e abbia assunto (obbligo per l’aggiudicazione dell’appalto) i dipendenti della Tributi Service che operavano su una banca dati presumibilmente aggiornata.
Banca dati, come indica il bando di 312 pagine che invitiamo i nuovi amministratori a leggere attentamente, che era e rimane di proprietà dell’Ente e che la Tributi Service, in data 30/09/2018, al termine affidamento servizio, ha provveduto a consegnare su supporto magnetico all’ente.
Questo è quanto emerge dalla determina n.1065 del 06/12/18, pubblicata ben sei mesi dopo. L’atto testualmente recita che “per evitare “la “fisiologica perdita di dati”, preservare le varie fasi di riscossione in particolare coattiva dei vari tributi comunali e monitorare dettagliatamente le somme ancora recuperabili, quelle prescritte, quelle inesigibili ecc.”, si acquista dalla Tribute Service, per un periodo di 12 mesi la licenza d’uso del relativo software finora utilizzato dall’ufficio tributi comunale.
Questo per garantire la continuità nel servizio di gestione dei tributi comunali e avere tutto il tempo necessario per procedere alla conversione della banca dati tributi, completa ed aggiornata sul nuovo software Municipia. Costo dell’operazione 5.500 euro.
IL RISULTATO? CARTELLE PAZZE E DATI NON AGGIORNATI!
E su tutto ciò nessuno ha vigilato, nonostante le premialità economiche conferite ai funzionari preposti.
Una inadempienza grave, che sta arrecando notevoli disagi ai cittadini costret
ti a prendere permessi o giornate di ferie per “incodarsi” per ore all’ingresso dell’Ufficio Tributi, in quanto le cartelle consegnate con importi rateizzati corrispondenti al 66% del totale da pagare, sono più che datate… Risultano infatti avvisi di pagamento inviati a defunti da oltre sei anni, altri per immobili non posseduti o non abitati a seguito di trasferimenti anche in altre regioni da oltre cinque anni, immobili intestati ad altri componenti della famiglia, con destinazioni d’uso diverse, per non parlare degli edifici di recente costruzione che potrebbero non essere stati considerati… di tutto e di più.
BUCHE PER STRADA E BUCHI… IN BILANCIO
Su queste presunte – e dovremmo dedurre totalmente sbagliate – entrate è stato redatto il bilancio di previsione 2019/2021 e per il principio dei vasi comunicanti, che vige anche tra i tartassati, l’eventuale “ammanco” nelle entrate Tari che coprono la totalità del costo del servizio di igiene urbana (pari questo anno a 4.931.000.00 euro) andrebbe distribuito tra tutti i cittadini, aumentando inevitabilmente le tasse.
A questo punto appare “profetico” quanto scritto dai revisori nei verbali n.24 e n.25 di aprile 2019 i quali a pagina 19 degli stessi dichiarano che dalla lettura della delibera di conferma delle tariffe TARI si rileva che “il metodo di determinazione della tariffa si basa su una banca dati non aggiornata” e di conseguenza “la quantificazione del gettito potrebbe non essere del tutto attendibile.”
Un problema non da poco tenendo conto che il pilastro della nuova contabilità si basa sull’esporre in bilancio entrate “certe ed esigibili”, per cui potrebbe essere necessario apportare una variazione alle tariffe Tari per garantire la copertura del costo del servizio di raccolta rifiuti.
L’alternativa? La creazione di un nuovo “buco” che potrebbe rivelarsi un vero e proprio baratro! Un “buco” che il 31 luglio, in sede di salvaguardia degli equilibri di bilancio, potrebbe far tremare i polsi a sindaco, giunta e consiglieri e causare sudori freddi, nonostante le temperature estive. E questo potrebbe scatenare ancor più malumori di quanto già abbiano fatto le buche per le strade.
ESTERNALIZZAZIONE TRIBUTI –
353.459 EURO DISSERVIZI INCLUSI
Quel che ci si chiede è come sia possibile che dal 6 febbraio ad oggi la Municipia che ci costa 353.459 euro l’anno, disponendo della licenza d’uso del software della Tributi Service e avvalendosi dei suoi dipendenti, non abbia verificato i dati contenuti nella banca dati utilizzata, potendo per altro incrociare gli stessi con quelli rilevati dal censimento fatto lo scorso anno dalla Navita per le utenze domestiche e non. Questo tenendo conto che la Municipia ha vinto l’appalto grazie ad una offerta tecnica – al momento ancora non resa nota – assolutamente convincente e vincente per la commissione presieduta dal dimissionario Segretario comunale Marco Lesto, da Giacomina Giustino, Alfredo Garibaldi e Rosa De Parigi. Commissione che ha valutato l’offerta ben 70 punti che sul punteggio totale di 84,75 “pesano” come macigni, tanto da sbaragliare società come la Creset che aveva offerto uno “sconto” del 41% con un risparmio in cinque anni di oltre 374mila euro. Estremizzando il concetto, questa stupefacente, ancora ignota offerta tecnica “vale” 374mila euro.
E siamo solo alla… Tari! Ricordiamo che alla Municipia sono stati affidati anche i servizi di riscossione volontaria e coattiva all’attività di accertamento dell’IMU, dell’imposta comunale sulla pubblicità, dei diritti sulle pubbliche affissioni, della tassa di occupazione di spazi ed aree pubbliche temporanea e permanente e di supporto alle attività di riscossione coattiva di tutte le entrate comunali.
Il sindaco Mastrangelo per far fronte all’emergenza ha ritenuto saggiamente di modificare gli orari di ricevimento dell’Ufficio Tributi, inspiegabilmente sprovvisto, al momento in cui scriviamo, del modulo di “Richiesta procedura dell’autotutela”.
L’ufficio fino al 22 giugno sarà aperto dal lunedì al venerdì mattina, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e il martedì pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00.
Ma ben altro gli toccherà fare, per rendere efficiente un servizio che genera disservizi e crea alibi tra dipendenti esterni e interni e calmare i bollenti spiriti dei cittadini vessati.
