Coronavirus. Distanze di sicurezza ed episodi di quotidiana inciviltà
Giungono in Redazione segnalazioni di comportamenti “pericolosi” ed anche maleducati adottati da alcuni gioiesi che si recano a fare la spesa.
L’ultima segnalazione fa riferimento ad un signore anziano che il 29 marzo presso il negozio di un fruttivendolo in via Ricciotto Canudo ha inveito contro la signora Carmela S. per avergli chiesto di mantenere le distanze minime per evitare il contagio ed averlo invitato ad indossare guanti e mascherina come gli altri clienti.
L’uomo dopo aver parcheggiato la sua bicicletta accanto al marciapiede, invece di mettersi in coda mantenendo le distanze si è avvicinato al negozio. Risentito dall’osservazione della signora, ha iniziato a inveire ed off
endere, continuando a non rispettare le distanze e creando disagio tra i clienti in fila e lo stesso dipendente del negozio. La scena è avvenuta sotto lo sguardo della guardia giurata dell’Ufficio postale, appostata di fronte.
Quel che evidentemente non è ancora stato ben compreso, è che coloro che escono da casa devono assolutamente cautelarsi e cautelare chi incontrano, così come l’intera famiglia di chi è in quarantena deve osservare rigorosamente la sorveglianza fiduciaria e restare in casa. Non ha alcun senso che solo l’interessato – che sia un figlio di ritorno da città del nord o altre nazioni, o persona che è entrata in contatto con chi è infetto – resti a casa mentre il resto della famiglia continua ad uscire, diventando potenziale veicolo di infezioni.
